A Roma la nona edizione dell’evento dedicato ai vitigni autoctoni di Marche e Campania.
Banchi d’assaggio, masterclass e premi per raccontare le due identità territoriali: il 15 marzo al Courtyard by Marriott Roma Central Park
Due regioni che parlano linguaggi diversi ma convergenti nella profondità del patrimonio ampelografico.
Le Marche, affacciate sull’Adriatico, disegnano vini di precisione, spesso verticali, legati a suoli compositi e a una viticoltura che alterna costa e dorsale appenninica. La Campania, distesa tra vulcani, alture interne e brezze tirreniche, restituisce invece calici di struttura, segnati da una biodiversità che affonda nelle radici della viticoltura mediterranea.
È su questo asse ideale che si costruisce la nona edizione di IO VINO 2026, un’esclusiva piattaforma di racconto dedicata ai vitigni autoctoni delle due regioni.
IO VINO 2026 a Roma, il programma della nona edizione
Domenica 15 marzo, negli spazi del Courtyard by Marriott Roma Central Park, l’evento riunirà nella Capitale operatori, stampa specializzata e wine lovers.
Nato nel 2016 da un’idea di Romina Lombardi e Manilo Frattari, IO VINO è diventato occasioine di incontro e di di confronto sul patrimonio vitivinicolo dell’Appennino centrale, favorendo il dialogo diretto tra produttori ed esperti.
Anche quest’anno, la manifestazione aprirà alle 11.30 per chiudersi alle 19.30, articolandosi tra degustazioni libere e momenti di approfondimento pensati per indagare storia, cultura produttiva e prospettive evolutive dei territori coinvolti.

Le masterclass: vitigni, territori, abbinamenti
Il programma prevede tre focus tematici. Si parte con “Pietanze territoriali in abbinamento”, masterclass condotta da Romina Lombardi insieme a giornalisti enogastronomici, costruita come percorso sensoriale tra cucina identitaria ed espressioni vinicole di Marche e Campania.
Segue il tasting “Grenache Picena, indovina il colore”, guidato dal critico Pierpaolo Rastelli, responsabile per le Marche della guida Gambero Rosso. Un approfondimento su uno dei vitigni rari del comprensorio marchigiano, analizzato nelle sue declinazioni cromatiche e stilistiche.
Segue il tasting alle ore 15.00 , “La Nuova Via dei Rossi Marchigiani“ guidato da Pierpaolo Rastelli, responsabile per le Marche della guida Gambero Rosso. Un approfondimento su uno dei vitigni rari del comprensorio marchigiano, analizzato nelle sue declinazioni cromatiche e stilistiche.
Il terzo seminario, “Il Misterioso Sciascinoso”, sarà invece condotto da Alessandro Marra, degustatore e vice curatore nazionale della guida Slow Wine. Al centro, un vitigno identitario campano osservato tra ricostruzione storica e tecniche di vinificazione.
Premi e riconoscimenti a IO VINO 2026
Nel corso della giornata saranno assegnati i premi ufficiali della manifestazione, valutati da una giuria di esperti e dal pubblico in sala. Il coordinamento è affidato ad Alessio Pietrobattista, figura di riferimento nell’ambito delle selezioni di settore.
Tre le categorie: Premio della Critica per il Miglior Sciascinoso, Premio della Critica per la Miglior Grenache del Piceno e Premio del Pubblico per la Miglior Cantina. Riconoscimenti che intendono valorizzare le interpretazioni più significative dei vitigni autoctoni e il lavoro delle aziende impegnate nella loro tutela.
Un network dedicato ai vitigni autoctoni
IO VINO 2026 si conferma così un osservatorio privilegiato sulla viticoltura di Marche e Campania: non solo vetrina degustativa, ma spazio di relazione tra filiera produttiva, comunicazione e mercato.
Un format che, edizione dopo edizione, consolida una rete professionale orientata alla diffusione della cultura del vino e alla conoscenza delle varietà storiche dell’Appennino centrale.
Per maggiori informazioni: www.iovino.wine



