Una disfida tutta al femminile quella proposta con la masterclass che ha coinvolto quattro giovani donne (malgare e titolari di microbirrifici) entusiaste e competenti

Made in Malga 2021 si è svolta dal 3 al 12 settembre (Foto © Consorzio di tutela del formaggio Asiago).
Bionde, rosse o brune? Chiare o scure? Protagoniste di un’interessante “disfida” con il formaggio Asiago DOP, durante Made in Malga 2021, le birre artigianali hanno testimoniato lo stretto legame col luogo d’origine, esprimendo aromi e gusti inconfondibili.
Non è un caso che «le produzioni dei birrai italiani – spiega Chiara Rubinato, referente per l’Associazione Le Donne della Birra – ottengano grandi riconoscimenti con un trend in continua ascesa».
Made in Malga 2021: un’edizione con numeri da capogiro
Made in Malga, rassegna nazionale dei formaggi di montagna, si è svolta ad Asiago nei week-end dal 3 al 5 e dal 10 al 12 settembre 2021.
Tantissimi visitatori e numeri da capogiro per un’edizione in cui sono stati venduti più di 36.000 kg di formaggio e ospitate oltre 70 aziende (prodotti caseari, salumi, mieli, tartufi, biscotti e dolci).
Masterclass Asiago DOP e birre artigianali di montagna
Organizzata per sabato 4 settembre ad Asiago, la masterclass ha riunito un pubblico eterogeneo, desideroso di intraprendere un viaggio sensoriale ascoltando quattro giovani donne (malgare e titolari di microbirrifici) entusiaste e competenti.

Le produttrici coinvolte nella masterclass (Foto © Cinzia Dal Brolo).
Abbiamo imparato a riconoscere cromìa, grado alcolico, pastosità (delle birre) e il sapore inimitabile dell’Asiago DOP, la «prima Dop europea – evidenzia Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio di Tutela – a fregiarsi della menzione aggiuntiva di “prodotto della montagna”, una fra le più grandi DOP italiane».
Un unico fil rouge: il territorio, che riferisce a donne orgogliose del proprio lavoro, valorizzato attraverso la ricerca, la pratica quotidiana, la sperimentazione.
Lucia Del Vecchio (5+birrificio artigianale, Mattarello Trento) illustra Shirin Persia, una birra di frumento con aggiunta di zafferano persiano, morbida e gradevole. Abbinata all’Asiago Fresco prodotto a Malga Serona – formaggio cui le essenze dell’alpeggio conferiscono un particolare quid – rappresentata da Silvia Pozzato.
Aromatico e deciso, il Grun Alpe Pennar (il nome deriva dal cimbro e significa “pascolo verde”) – formaggio a latte crudo, parzialmente scremato, stagionato (10 mesi) nelle assi di abete rosso – trova un connubio perfetto in Follinetta, birra che il Birrificio Artigianale Follina ha dedicatato ad un piccolo corso d’acqua nel trevigiano. Moderatamente alcolica (5,0%), questa birra richiama lo stile belga (tipica della Vallonia è chiamata “saison” cioè stagionale, perchè veniva fatta in primavera).
Ricco, gustoso, intenso (lavorazione a fuoco a legna), lo Stagionato Vecchio di Malga Larici di Sotto (portavoce è la giovane Sara) ha un carattere deciso, che tuttavia non riesce a smorzare la persistenza della Bock (5+birrificio artigianale), birra di origine tedesca (il “pane liquido” dei monaci nel XIV-XVII secolo) le cui note olfattive riconducono al malto (biscotto, miele di castagno, prugna).
Infine, è Giana, birra scura complessa (grado alcolico 8,0%) unica birra “doppio malto” del birrificio Follina, a concludere la piacevole disfida con lo Stravecchio (30 luglio 2019), un formaggio da meditazione (stagionatura dai 15 mesi in su), emblema dell’Altopiano.
Promossa e sostenuta dal Consorzio di Tutela Asiago, la manifestazione attesta la “nuova visione dei consumi” improntata alla trasparenza (rintracciabilità della filiera) e alla naturalità del prodotto. Celebrato, infine, un esclusivo Asiago DOP Prodotto della Montagna Stravecchio di 12 anni, messo in vendita a 350 euro al chilogrammo.


