Nella capitale, giornalisti e 29 aziende a confronto: un evento unico, nato dall’idea del Consorzio di Tutela della denominazione lombarda per valorizzare il vitigno principe del territorio

I 29 produttori dell’Oltrepò Pavese nell’evento Talk ‘n’ Toast a Roma (Foto © Matteo Lippera).
Talk ’n’ Toast – Conversazioni sul Pinot Nero
Le opportunità e le prospettive di crescita del territorio, le azioni mirate dei produttori atte a conquistare i gusti del pubblico sono stati i temi affrontati nella seconda edizione di Talk ’n’ Toast – Conversazioni sul Pinot Nero, tenutosi lo scorso 31 maggio al Beef Bazaar di Roma, nell’elegante quartiere Prati. Giornalisti di settore, sommelier e addetti ai lavori a confronto con 29 produttori dell’Oltrepò Pavese, con il coordinamento del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese diretto da Carlo Veronese, per valorizzare le diverse espressioni del Pinot Nero, coltivato da quasi due secoli sulle colline di un territorio che ha ancora tanto da raccontare.
I vigneti di Pinot Nero nello splendido scenario dell’Oltrepò Pavese (Foto © Edoardo Vaccaroli).
Il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese: il principe del territorio lombardo
Molti sono i problemi di natura colturale che fanno del Pinot Nero un vitigno difficile da coltivare e vinificare: sensibile alle malattie e difficile nella maturazione, colore scarico e ridotto contenuto in acidità. Eppure, è il vino più amato dagli intenditori e, soprattutto, non fa fatica a rivelare il suo alto potenziale in fascino e gusto nell’Oltrepò Pavese, l’area di maggiore produzione in Europa, dopo la Francia. Dei 13.000 ettari vitati, ben 3.000 sono coltivati a Pinot Nero, su terreni a elevati tenori di argilla e calcare e soprattutto nelle quote più elevate, dove si ottengono vini dall’ottima freschezza e dai profumi eleganti.
Filippo Bartolotta e Adua Villa, conduttori di Talk ’n’ Toast a Roma (Foto © Malinda Sassu).
Un talk sul territorio, un vitigno e due eccellenze
Il vitigno in questa zona riesce, storicamente, ad esprimere con successo le sue due anime, quella pregiata della vinificazione in rosso e quella della raffinata bollicina Metodo Classico. Alla base di questa varietà e ricchezza di espressioni c’è anche l’intraprendenza delle aziende, per lo più a gestione familiare, che guardano al futuro e investono in sperimentazione, sostenibilità e ricerca. Durante il Talk condotto da Filippo Bartolotta, da oltre vent’anni comunicatore del vino italiano nel mondo, e da Adua Villa, narratrice digitale, sommelier e giornalista, si è provato a dare una risposta a tutti gli interrogativi attraverso le voci dei produttori che stanno lavorando in sinergia per promuovere l’Oltrepò e il suo Pinot Nero, in Italia e all’estero.Il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese tra nuovi orizzonti e sfide da cogliere
L’isola che non c’è, l’ha definita Filippo Bartolotta poiché se ne parla ancora troppo poco, nonostante lo sforzo dei produttori. Di reputazione e brand identity dell’Oltrepò Pavese ha parlato invece Adua Villa che si è soffermata su quanto la ricerca della parola chiave Pinot Nero sul web sia frequente ma poco associata al territorio dell’Oltrepò. Un tema scottante è il cambiamento climatico che, nel caso dell’Oltrepò, potrebbe rappresentare addirittura un’opportunità: oltre allo spazio a disposizione per nuovi impianti, le straordinarie pendenze che raggiungono anche i 45 gradi e il clima fresco d’estate e mite in inverno, sono la risposta al futuro del Pinot Nero.
La degustazione dei vini delle 29 aziende presenti all’evento del 31 maggio (Foto © Matteo Lippera).
La parola ai produttori
Nuove linee a base di Pinot Nero, meno impegnative e più giovani e fresche, con l’obiettivo di intercettare una fetta più ampia di consumatori e non solo la nicchia di appassionati. Grazie al supporto del Consorzio, i produttori stanno inoltre introducendo tutta una serie di iniziative di comunicazione: grande soddisfazione per il successo ottenuto nella Capitale è stata espressa dal Direttore del Consorzio, Carlo Veronese:«Solo se andiamo tutti nella stessa direzione si possono raggiungere traguardi ambiziosi. Il fatto che sempre più aziende stiano sposando questo progetto dimostra che la strada intrapresa è quella giusta».Info: www.consorziovinioltrepo.it


