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Al Mediterraneo di Roma, una Maxxi cena per i Negramaro

In occasione della presentazione del film dedicato alla band salentina, gli chef del nuovo locale aperto nello spazio del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, hanno preparato una cena a quattro mani con Isabella Potì e Floriano Pellegrini del Bros di Lecce

Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (Foto © Enzo Radunanza).

La Festa del Cinema di Roma ha portato nella Capitale una parata di stelle internazionali, come sempre affascinate dall’immagine di un set naturale di ineguagliabile bellezza. Per dieci giorni, il mito della “Dolce Vita” fatta di feste e serate di gala ha ripreso vigore grazie ad un fitto calendario che ha riunito celebrità, stampa e appassionati, anche al di fuori delle sale destinate alle proiezioni.

Uno di questi eventi è stata la serata organizzata da Vanity Fair il 25 ottobre per la presentazione del film/documento “Negramaro: L’anima vista da qui” di Gianluca Grandinetti, che ha unito Musica, Cinema, mondanità e alta cucina presso il Mediterraneo, il ristorante aperto all’interno dello spazio Maxxi di Roma dai giovani imprenditori Giancarlo e Alessandro Cantagallo.

Ad attendere la band salentina composta da Giuliano Sangiorgi, Ermanno Carlà, Andrea Mariano, Danilo Tasco, Andrea De Rocco e Emanuele Spedicato, una nutrita platea di giornalisti, critici musicali, scrittori e personaggi dello spettacolo che si sono goduti un locale dalla bella energia, contemporaneo nell’aspetto e nella proposta gastronomica affidata ai giovani Valerio De Pasquale (chef) ed Emanuele Pompili (sous chef).

Ristorante Mediterraneo di Roma: bella energia e cucina gourmet

Cena al Ristorante Mediterraneo di Roma
L’interno del Mediterraneo (Foto Facebook).

Il Mediterraneo si colloca perfettamente nel quartiere Flaminio, uno dei più eleganti, creativi e culturalmente dinamici di Roma e ciò rivela chiarezza di idee e sagacia nell’individuare il posto giusto per una realtà che ha ottime possibilità di diventare un punto di riferimento per un target molto ampio ed esigente.

Lo spazioso loft dai soffitti alti e dall’arredamento in stile urban chic, è una felice contaminazione di elementi architettonici e materiali eterogenei: terracotta, ceramica smaltata, vetro e legno creano un contesto stiloso ma informale, accogliente e confortevole, perfetto dalla colazione alla cena senza trascurare la cocktaileria in un angolo bar ampio.

Il menù, dinamico nella sua stagionalità, ripercorre i sapori mediterranei e li rinfresca con un’idea di cucina più leggera e moderna, efficacemente creativa ma elegante nella presentazione. Ad occuparsi della pasticceria, è stata scelta Irene Tolomei, già finalista a Bake Off Italia 2018, che stupisce per l’esecuzione perfetta dei suoi dolci.

Un menù tra Roma e il Salento con un’ospite stellata

La cena in onore (e in compagnia) dei Negramaro è stata un bell’incontro tra la tradizione romana e quella salentina, quest’ultima rappresentata da due ospiti di eccezione: la stellata Isabella Potì e Floriano Pellegrini due enfant prodige dell’attuale panorama gastronomico italiano e chef del Bros di Lecce.

Valerio De Pasquale ed Emanuele Pompili, dopo un aperitivo a base di “Speck di tonno e lattuga Tonic” hanno presentato la loro versione della “Coda alla vaccinara con sedano e cacao“. Ottima, per consistenza e croccantezza, la panatura che custodiva una carne dalla cottura perfetta e gustosa. Probabilmente la dolcezza del cacao non ha fornito una maggiore spinta al piatto ma è apprezzabile il tentativo di osare e sorprendere.

Coda alla vaccinara del Mediterraneo Roma
Coda alla vaccinara con sedano e cacao di Valerio De Pasquale ed Emanuele Pompili (Foto © Enzo Radunanza). 

Si è restati sulla tradizione anche con il “Petto di vitella alla fornara con patate e topinambur”, un secondo semplice e geometrico nelle forme che ha convinto per la leggerezza e l’armonia poco pretenziosa.

Petto di vitella alla fornara di Valerio De Pasquale ed Emanuele Pompili (Foto © Enzo Radunanza). 

L’impronta pugliese di Isabella Potì si è espressa prima con il “Toast di pane e peperone alla consa”, un finger food in cui due sottilissime sfoglie di pane croccante custodivano una sfera impalbabile e piacevole al palato, e poi  con gli “Spaghetti con aglio, grasso rancido e polvere di peperoncino”, un piatto audace (soprattutto per l’aglio scelto in una serata mondana) e creativo. Come in molte preparazioni dell’alta cucina, anche in questa va sospeso il giudizio, va apprezzata l’ambizione e la capacità di spingere verso sapori inesplorati, che fanno discutere con se stessi e con gli altri commensali restando, comunque, un affascinante viaggio multisensoriale.

Spaghetti con aglio, grasso rancido e polvere di peperoncino di Isabella Potì (Foto © Enzo Radunanza). 

Perfetti i due dessert di Irene Tolomei, un “Aspic di Visciole e Vaniglia”, fresco, gradevole e con un buon equilibrio tra dolcezza e acidità, e un piccolo “Maritozzo e Gelato con ricotta di pecora” tipico esempio della semplicità che diventa perfezione.

I dolci di Irene Tolomei (Foto © Enzo Radunanza). 

Ristorante Mediterraneo c/o Maxxi
Via Guido Reni, 4 A – Roma
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