Saranno 122 le cantine siciliane presenti al Salone del vino e dei distillati che si svolgerà a Verona dal 6 al 9 aprile. Nell’intervista rilasciata a La Gazzetta del Gusto, il commissario dell’IRVO Giusy Mistretta anticipa come la regione si appresti a partecipare tra nuove sfide e strategie di rilancio dell’intero comparto enogastronomico
Il Vinitaly 2025 è alle porte. La Sicilia del vino è pronta con 122 aziende per la 57esima edizione della kermesse internazionale in programma dal 6 al 9 aprile a Verona.
La Sicilia al Vinitaly 2025: cantine, associazioni e consorzi
Nel Padiglione 2 ci saranno 94 cantine, 3 associazioni (Assovini, Pro.Vi.Di. e Vitesi), i consorzi di tutela DOC (Sicilia, Etna, Faro, Mamertino, Malvasia delle Lipari, Pantelleria, DOCG Cerasuolo e DOC Vittoria), la Fondazione SOStain, la Regione e l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio.
Nel Padiglione C, nell’area Vinitaly Bio, saranno presenti 28 aziende. In particolare, l’IRVO – ente pubblico istituito per la tutela, promozione ed evoluzione della viticoltura siciliana e della produzione nonché del settore della filiera olivicolo-olearia – cura assieme all’assessorato all’Agricoltura la partecipazione al Vinitaly e gestirà l’area conference.
I dati economici della Sicilia del vino
Secondo i dati dell’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del Vino-Sicilia realizzato da Nomisma Wine Monitor in collaborazione con UniCredit, emersi in occasione dell’edizione 2024 di Sicilia en Primeur, l’Isola è il secondo vigneto per estensione in Italia con i suoi 95.760 ettari coltivati. È la prima regione per superficie vitata nel segmento biologico con circa 33.000 ettari, nonostante un calo della superficie del 13% nel 2023.
Nel 2024 gli ettolitri di vino certificati a DO (Denominazione di Origine) sono pari a 832.470,84. Il settore vitivinicolo siciliano vanta una tradizione millenaria, un’ampia gamma di tipologie di vini, un vasto patrimonio ampelografico e una straordinaria varietà di terroir che la rendono meta ambita di visitatori da tutto il mondo in cerca di esperienze memorabili a contatto con produttori grandi e piccoli nei loro luoghi di origine.
Intervista a Giusy Mistretta, commissario IRVO
Numerose sono le difficoltà che stanno affrontando gli imprenditori vitivinicoli in Sicilia, già alle prese con la siccità che ha causato forti disagi e con il calo dei consumi riguardante il resto del comparto vino in Italia. Per comprendere meglio le potenzialità e le criticità della filiera siciliana che darà appuntamento a Veronafiere a numerosi enoappassionati e addetti al settore abbiamo intervistato Giusy Mistretta, commissario straordinario dell’IRVO.
La Sicilia vitivinicola è alle prese con numerose sfide da affrontare come il cambiamento climatico, la siccità, il rialzo dei prezzi, l’incombere dei dazi USA, la flessione dell’export, il cambiamento dei gusti dei consumatori. Come si presenta la Sicilia del vino al Vinitaly 2025?
«La Sicilia si presenta coesa. Infatti, l’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana nel corso degli eventi che si terranno nell’area conference durante i quattro giorni del Vinitaly affronterà tutte le problematiche connesse a questo momento particolare relativo all’export».
Commissario Mistretta, come si preannuncia il Vinitaly 2025 nel Padiglione 2?

«Sarà un Vinitaly diverso per discutere di tutte le questioni, dedicato non solo a sostenere la filiera vitivinicola e quindi le aziende, ma a presentare la Sicilia nel suo complesso. Considerando che l’Isola ha ottenuto il riconoscimento come Regione Europea della Gastronomia 2025, la partecipazione sarà onnicomprensiva. Si tenterà di unire quella che è la partecipazione, e pertanto la degustazione dei vini, ai prodotti tipici siciliani relativamente a ciascun territorio di appartenenza».
Può anticiparci qualcosa riguardo alle iniziative e agli eventi in programma?
«Ci sarà una minore quantità di momenti relativi ai convegni e, invece, più momenti dedicati alla valorizzazione del vitigno, del territorio e del prodotto gastronomico che caratterizza un determinato territorio. Lunedì si svolgerà un’importante conferenza stampa dove si affronteranno insieme ai produttori le varie problematiche che, attualmente, pesano non solo sulla Sicilia ma su tutta l’Italia».
Secondo i dati Istat, nel 2023, la Sicilia ha prodotto circa 1 milione di ettolitri di vino in meno rispetto al 2022. Il settore vitivinicolo siciliano come sta affrontando questo andamento negativo?
«Purtroppo, l’andamento negativo è stato provocato dalla siccità che ha colpito l’Isola nel 2024, ma l’assessorato ha adottato una serie di iniziative insieme all’Assessorato dell’Energia e i Servizi di pubblica utilità e ai consorzi di bonifica per superare questo momento di stallo relativo proprio all’emergenza idrica. È innegabile che la diminuzione di produzione ci sia stata. Il 2024 è stato un anno particolare, però contiamo di risollevare questo grand gap causato dal fenomeno siccitoso che da tanti anni non era così cospicuo. Sinora sono state adottate tutte le iniziative che si sono potute prendere, sia dal punto di vista strutturale sia in termini di aiuto economico e a sostegno delle aziende. Tali misure devono essere poi adottate dalle stesse aziende per facilitare l’irrigazione dei propri terreni e dei vigneti. Ora, dobbiamo capire se queste misure effettivamente possano risultare sufficienti o se si debba ricorrere a ulteriori sostegni».
In particolare, quali sono state le azioni introdotte dall’assessorato per fronteggiare la siccità?
«Sono state avviate tutta una serie di progettazioni e di lavori di massima urgenza per facilitare l’irrigazione come la creazione di laghetti artificiali e altre iniziative, di cui si è occupato prevalentemente l’assessorato regionale all’Agricoltura, per aiutare le aziende con misure ad hoc di sovvenzioni e finanziamento, consentendo di superare questo momento critico e, di conseguenza, di supportarle nella produzione».
- Fonti:
- Report “Dati certificazione 2024”, a cura dell’Osservatorio Vitivinicolo e Olivicolo-oleario IRVO su dati OdCC Vini IRVO
- “I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2023”, 29 settembre 2024. (Info: www.inumeridelvino.it)



