Regole di Galateo e buone maniere per comportarsi correttamente a tavola, tra tradizione e nuove consuetudini
Ci sono alcune cose da non fare e altre che è bene sapere per essere commensali ben educati. Per “buona educazione” si intende avere buone maniere, non intese come conformismo o rigidità ma rispetto verso sé stessi e gli altri.

Comportamento a tavola
A tavola si sta seduti dritti, non rigidi ma con una postura naturalmente elegante. Non appoggiare i gomiti sul tavolo: vanno accostati alla persona e non devono “svolazzare”.
Quando si è invitati, è buona regola aspettare che sia la padrona di casa ad iniziare il pasto. In caso di padroni di casa dello stesso sesso, aspettare comunque che sia uno di loro ad avviare il pranzo o la cena.
Il tovagliolo va sempre poggiato sulle ginocchia e, a fine pasto, lasciato sul tavolo senza essere ripiegato. Se ci sono più di due posate, iniziate usando quelle più esterne.
Appoggiare le posate sul piatto durante una pausa del pasto, senza che il manico tocchi la tovaglia. Se si stanno usando coltello e forchetta, disporre il coltello a “ore 16” e la forchetta a “ore 20”, come a formare una piramide. Secondo i fondamentalisti del Galateo, il coltello deve stare sotto i rebbi della forchetta.

Qualora sia necessario togliere qualcosa dalla bocca va seguita una semplice regola: ciò che viene accompagnato alla bocca con la posata, va riportato nel piatto con la posata; quello che si porta alla bocca con la mano, si riporta al piatto con la mano. Per esempio: per i noccioli della frutta cotta userete il cucchiaio; i noccioli di olive, ciliegie o qualunque tipo di frutta abbiate portato alla bocca con le dita, vanno sputati (eh già) nel pugno e appoggiati sul piatto con la mano.
Se cade una posata, va lasciata a terra nell’attesa che che i padroni di casa o il cameriere la sostituiscano con una pulita. In caso di vino o altri liquidi rovesciati, l’invitato non deve agitarsi ma scusarsi e lasciare intervenire chi di dovere.
Quando viene servito il consommé in tazza, una volta sorbito, il cucchiaio va posato sul piattino sottostante, mai lasciato nella scodella.
A tavola è opportuno intrattenere conversazioni leggere in modo che tutti i commensali possano partecipare. Evitare, possibilmente, argomenti tristi e tutto ciò che possa degenerare in discussione.
A fine pasto le posate vanno sistemate verticalmente sul piatto: la forchetta con le punte verso l’alto e il coltello accanto, con la lama rivolta verso la forchetta.

Cosa non fare a tavola
- Non toccare il pane fino a che non viene servito il secondo piatto.
- Mentre si mangia, non portare il viso verso il piatto, ma le posate verso la bocca.
- Qualunque tipo di piatto venga servito già porzionato, non deve mai essere rifiutato.
- Non soffiare mai sul cibo bollente.
- Non sollevare il piatto nel sorbire un primo liquido (crema, zuppa, brodo): al massimo inclinarlo leggermente verso il centro del tavolo, mai verso di sé, per evitare di rovesciarne il contenuto.
- È vietato fare la “scarpetta”. In contesto informale, se proprio non si riesce a resistere, usare il pane con la mano e non con la forchetta.
I tempi cambiano
Se un tempo il Galateo proibiva di complimentarsi, oggi è permesso purchè venga fatto con misura e senza dilungarsi in smancerie. Se un piatto è stato particolarlmente graduito, si può chiedere la ricetta ma con garbo. Anche la regina Elisabetta amava diffondere le ricette dei piatti serviti a Buckingham Palace.
Suggerimento
Applicare le regole di base anche nell’intimità dei pasti quotidiani in modo che ogni gesto possa diventare, giorno dopo giorno, naturale e disinvolto.



