Lo chef romano, dal 2013 titolare del ristorante Du’Cesari a Torino, si racconta attraverso 17 ricette iconiche della tradizione capitolina

St’Ajo e St’Ojo, il libro di Danilo Pelliccia (Foto © Silvia Fissore).
«Quello che mi ha dato Torino, Roma non me lo avrebbe mai dato». Lo chef romano Danilo Pelliccia riassume così, con questa frase semplice e spontanea, il perché ha deciso di raccontare la sua esperienza umana e professionale nel suo nuovo (primo) libro “St’Ajo & St’Ojo. Roma-Torino solo andata”.
St’Ajo e St’Ojo, il libro di Danilo Pelliccia
Il legame di Danilo Pelliccia con le due città, apparentemente così lontane non solo geograficamente, è fortissimo. E se è vero che Roma rappresenta le sue radici e le sue memorie, è però Torino la città che gli ha permesso di mettersi davvero in gioco e di aprire finalmente il “suo” ristorante, nel 2013.
I Du’Cesari, oggi, è un piccolo angolo di Roma a Torino, in Corso Regina Margherita, dove lo chef ripropone i celebri piatti e le atmosfere rustiche e vivaci della Capitale. Una proposta attenta quella di Danilo, che punta a recuperare e rinsaldare, con una ricostruzione quasi filologica, quella che è la tradizione autentica della Città eterna, per soddisfare chi voglia gustare i veri carciofi “alla giudìa” e le puntarelle o ancora la “carbonara come Zeus comanda”.

Tonnarelli Cacio & Pepe con Cioccolato e Tartufo (Foto © Silvia Fissore).
Naturalmente non manca qualche contaminazione, con cui lo chef volutamente omaggia la sua città di adozione: è il caso della sua ormai antologica “Tartufonara”, una pasta che unisce il gusto tipico della carbonara a un’eccellenza locale come il tartufo bianco. O come i nuovissimi “Tonnarelli Cacio & Pepe con Cioccolato e Tartufo”, un piatto ispiratogli dal suo amico Guido Castagna, cioccolatiere e Maestro del Gusto torinese.
Tornando al libro, quello che il lettore si troverà tra le mani non è solo un’autobiografia, ma anche una raccolta di ricette che offrono a Danilo lo spunto per raccontarsi, in prima persona, in un dialogo intimo e diretto, rivolto alla sorella Simona.
Sono ben 17 i piatti selezionati: una celebrazione di materie prime eccellenti e di saperi e sapori salvati, talvolta, dall’oblio della memoria. I piatti e i loro ingredienti diventano così per Danilo il pretesto per un viaggio personale, che parte dai ricordi dell’infanzia, dalle estati al mare in Calabria o a Genazzano, dal quartiere Prati a Roma e che ripercorre la sua voglia di rimettersi in gioco, i primi tentativi nella ristorazione, le difficoltà, la gioia della nascita delle sue tre figlie, fino all’inaugurazione del suo ristorante. Sullo sfondo compaiono anche gli “amici suoi”, in primis Gianmarco Tognazzi – che ha curato anche la postfazione del libro e che da anni accompagna con i suoi vini i menu di Danilo – insieme a chef, giornalisti e ristoratori.
«La mia vita – racconta Danilo Pelliccia – è stata costellata di inciampi e cadute, ma non ho mai perso la voglia di rimettermi in piedi cercando costantemente di trovare il lato positivo delle cose. Oggi guardo a Torino come alla mia seconda casa: è qui che nonostante tutto ho realizzato i miei sogni, sono diventato padre e ho avviato l’attività che ho sempre sognato, una casa, non un ristorante. Un angolo di Roma a Torino dove i miei clienti possono scoprire oltre alle note di gusto della tradizione romana e laziale anche, e soprattutto, la cultura della città che più amo al mondo e che mi ha messo al mondo: Roma».
Curato dalla sorella Simona Pelliccia, con la prefazione di Micol Ferrara e la postfazione di Gianmarco Tognazzi, St’Ajo e St’Ojo si può acquistare su Amazon.
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St’Ajo e St’Ojo
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