Lo Chef Fabio Abbattista apre fuori Milano. Legno, luce e calore rendono il nuovo locale una destinazione calda ed essenziale. Niente fronzoli, niente bugie: una cucina diretta, immediata, dai sapori ricchi e dal divertimento assicurato!
In una Milano sempre più gettonata, sempre più cara e sempre più insostenibile, la tendenza non è più l’estensione verso l’alto, ma un’espansione a macchia d’olio, di un centro città ormai stracolmo.
Si respira sempre più intensamente l’aria di una fitta riqualificazione urbana, in zone sempre più esterne a Milano Centro, come il Milano Certosa District, che sta vivendo un processo di rivitalizzazione senza precedenti.
Questa fase di generale rigenerazione investe anche settori come quello della ristorazione. Un nome su tutti: Abba. No, non c’è alcun riferimento al celebre gruppo svedese. Abba richiama Abbattista, Fabio Abbattista, chef più che benvenuto sulla scena gastronomica del capoluogo meneghino!

Ristorante Abba, la cucina di Fabio Abbattista a Milano Certosa District
Da Abba, Fabio può raccontare davvero chi è tramite la propria cucina. Indubbiamente forte degli anni trascorsi al Leone Felice (il ristorante interno all’Albereta di Erbusco, il Relais & Chateaux della famiglia Moretti), oggi Abbattista ha una creatura propria, costruita a immagine e somiglianza dell’offerta che vuole proporre ad una delle piazze più difficili del nostro Belpaese. Un’offerta che va oltre il piatto.
«Milano è piena di ristoranti di alto livello. Il potenziale cliente, per scegliere, vuole più della cucina, vuole un’esperienza», spiega Fabio. Un’esperienza che sia specchio dell’identità di uno chef consapevole.

Calore e trasparenza
Entrando nel nuovo spazio di Abba, ci si sente subito accolti. Il design è caldo ed essenziale. I tavoli sono 8 (per massimo una trentina di coperti), ben distanziati tra loro per garantire la massima intimità dei commensali. Il parquet e in generale un legno chiaro dalle tonalità morbide dominano la scena, se non si conta una bellissima vetrata a muro che libera ed espande la sala.
Una chicca è la realizzazione della cucina: spaziosa, moderna ma soprattutto completamente parte del resto del locale. Non semplicemente a vista: non esiste muro, muretto o anche solo un piccolo gradino a separarla dalla sala. L’ambiente è unico, staff di sala e brigata di cucina si completano in un percorso lineare e continuo sotto gli occhi di chi è seduto a tavola. Una scelta coraggiosa ma consapevole: c’è la voglia di mostrarsi per ciò che si è e ciò che si fa, e quel che si fa è chiaro che viene fatto con amore, pazienza e rispetto.

A tavola, una cucina immediata ed essenziale
La mise en place di Abba si sposa perfettamente con l’ambiente: minimal, essenziale. I tavoli in legno, le ceramiche tutte artigianali dalla Toscana.
Due i menù degustazione, con possibilità di abbinamento vini a più calici.
La cucina di Fabio è prima di tutto sincera. Essenzialità nel piatto, pochi ingredienti: si gioca con le consistenze, con sapori chiari, decisi, persistenti, capaci di avvolgere tutto il palato e regalare sensazioni intense. Un filo di acidità attraversa il percorso, senza appesantire.

Le diverse texture della Crema cotta di zucca e vongole trovano un finale deciso nel pizzicore del Pepe di Sichuan. Così è anche per la Rapa rossa (cotta al cartoccio e laccata con aceto di vinacce), la rapa gialla (in agrodolce) e il crescione: le consistenze delle due tipologie di rapa divertono al morso, il crescione allunga il boccone con la sua freschezza, il mix di sapori regala una persistenza notevole.


È evidente il desiderio di valorizzare in maniera tanto efficace quanto originale l’ingrediente principe del piatto, spingendo. Succede con la Seppia, accompagnata da cicoria selvatica ripassata e piselli, o con l’Animella di vitello, accompagnata da cous cous di cavolfiore e buccia di pompelmo cotta alla brace.

E se è vero che il ricordo più vivo di una degustazione è quello che lascia il dessert, allora si uscirà inevitabilmente dal nuovo locale di Abbattista felici e coccolati: il suo Soufflé al cioccolato con gelato all’arancia bruciata fatto al momento fonde l’importanza della tecnica con un sapore ricercato ma schietto, coerente col resto del menù.


Chi entra da Abbattista oggi sceglie un’esperienza coerente (una qualità per niente scontata nel panorama gastronomico odierno), divertente e consapevole. Ancora meglio se l’esperienza la si completa con un abbinamento al calice: la cantina di Fabio parte da un preponderante Piemonte, spazia in tutta Italia, ma dedica una fetta importante della selezione ai vini dei cugini d’Oltralpe.
Se questa è l’espansione che Milano promette, allora la città non disattende le aspettative di chi cerca sorprese e novità da vivere (e rivivere).
Ristorante Abba
Via Varesina, 177 – Milano
Tel. +39 02 85689735 | ristoranteabba.com



