Dal mito di Castrum Novum alle geometrie di Villa La Saracena: un viaggio che unisce passato e futuro in un percorso di valorizzazione del territorio
Negli anni in cui il cinema italiano scriveva la sua epoca d’oro, Santa Marinella era già una cornice di eleganza e mondanità.
Amata da registi, attori e scrittori, la località sul Tirreno si affermò come uno dei luoghi simbolo del jet set laziale, un rifugio a pochi chilometri da Roma dove l’orizzonte marino si mescolava alla leggerezza estiva e all’arte di vivere con stile.
Fu qui che Giorgio Bassani trovò ispirazione per la prima stesura de Il Giardino dei Finzi Contini, scritta tra le stanze dell’Hotel Le Najadi. E sempre qui, tra le ville bianche affacciate sul mare, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini accolsero amici illustri come Gregory Peck – in pausa dal set di Vacanze romane – Rock Hudson, Marlon Brando, Federico Fellini e Dino Risi, che proprio nella piccola stazione della cittadina girò alcune scene de Il sorpasso.
Passeggiando tra mare e storia
In pochi anni Santa Marinella divenne così un elegante palcoscenico della dolce vita romana, ma la sua identità affonda radici ben più lontane: la “perla del Tirreno”, come spesso viene definita, conserva testimonianze archeologiche e architettoniche che raccontano una storia antica, intrecciata a quella più recente del turismo colto e del fascino mediterraneo.
Oggi quella stessa allure, infatti, riaffiora in un nuovo racconto: quello della Lazio Blue Route, un itinerario culturale e sostenibile che rilegge Santa Marinella come destinazione di turismo consapevole, dove il mare diventa la trama di un’identità collettiva.

Dalle radici etrusche alla villeggiatura aristocratica
La storia di Santa Marinella affonda le sue radici nel mondo etrusco: già dal IX secolo a.C. l’area era un importante centro commerciale con gli insediamenti di Punicum, l’antica Santa Marinella, e Pyrgi, oggi Santa Severa.
Con la conquista romana e la costruzione della via Aurelia, nacque la colonia di Castrum Novum e la zona divenne una rinomata località di villeggiatura per l’aristocrazia di Roma, che vi edificò sontuose dimore, come la villa del giurista Ulpiano. Dopo la caduta dell’Impero, il territorio subì le incursioni saracene e, secondo la tradizione, accolse una comunità di monaci basiliani che fondarono un monastero e una chiesa dedicata a Santa Marina, da cui deriverebbe il nome della cittadina.
Solo alla fine dell’Ottocento, con il principe Baldassarre Odescalchi, Santa Marinella assunse l’aspetto moderno: la tenuta fu trasformata in un’elegante località di villeggiatura privata, destinata all’alta borghesia romana, tracciando il profilo della “perla del Tirreno” come la conosciamo oggi.
Il centro urbano e la sua anima elegante
Alla fine dell’Ottocento, il principe Odescalchi affidò all’architetto Raffaele Ojetti la progettazione di una nuova lottizzazione che si estendeva fino a Capo Linaro, destinata alla costruzione di eleganti residenze e viali ordinati.
Nacquero così i primi villini, appartenuti a nomi illustri dell’epoca come lo stesso Ojetti, il barone Marincola, la giornalista Olga Lodi e il fotografo Canè. Le architetture riflettevano il gusto eclettico del tempo: accanto allo stile rustico ispirato alla campagna romana, comparvero esempi neogotici, come il Villino Borruso del 1888, e costruzioni liberty, tra cui la raffinata Villa Bettina del 1906.

Persino edifici industriali, come il cementificio Cerrano e la residenza del suo direttore, adottarono il linguaggio decorativo del nuovo stile floreale. Dal porticciolo, con le sue barche di legno e il profumo di salsedine, fino a Piazza Trieste, il cammino si snoda ancora oggi tra ville liberty, giardini nascosti e vedute sul mare, rivelando una Santa Marinella raffinata e piena di storie da raccontare.
Architettura e design: Villa La Saracena
Ogni angolo di Santa Marinella conserva una raffinatezza antica, segno di quella vocazione all’accoglienza che da sempre la distingue. Tra le sue architetture simbolo spicca Villa La Saracena (www.villasaracenaeventi.it) capolavoro di Luigi Moretti, realizzato tra il 1955 e il 1957 per la famiglia Malgieri.

Situata a Capo Linaro, la villa rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura italiana del dopoguerra: un equilibrio perfetto tra forma e paesaggio, dove linee fluide, luce e materia dialogano con il mare. Concepite come una promenade che conduce idealmente dall’ingresso alla riva, le sue strutture richiamano il ritmo di una barca a vela, fondendo arte e ingegneria in un continuum visivo.
Castrum Novum: l’eredità archeologica del litorale
Pochi chilometri più a nord, sul promontorio che domina il Tirreno, sorge Castrum Novum, l’antica colonia romana fondata nel III secolo a.C. e oggi oggetto di un’importante campagna di scavi.

Tra resti di mura, strade e strutture militari, riaffiora la memoria di un centro strategico per i traffici marittimi dell’epoca imperiale. Il sito, curato dal GATC – Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (www.gatc.it), rappresenta una delle più significative testimonianze del passato di Santa Marinella e della sua continuità con il mare.
La ricerca archeologica qui non è solo studio, ma anche educazione e partecipazione, grazie a un modello di valorizzazione che coinvolge cittadini, studiosi e viaggiatori. Castrum Novum è l’anima storica della Lazio Blue Route: un ponte tra il mondo antico e la contemporaneità, dove la cultura si fa strumento di conoscenza e sviluppo locale.
Lazio Blue Route, il viaggio nei borghi marinari del Lazio
Un modo di guardare il mare come filo conduttore di memoria, identità e futuro, con l’obiettivo di creare una rete di comunità costiere unite da una visione condivisa.
Lazio Blue Route è il progetto culturale e turistico che unisce i borghi costieri italiani secondo i principi della Blue Economy, toccando porti storici, aree archeologiche e siti naturalistici, per raccontare il legame profondo tra le comunità del litorale e il loro mare.
Un percorso destinato a entrare nella Rete dei Cammini del Lazio e, in prospettiva, nel network europeo dei percorsi culturali del Consiglio d’Europa, come modello di viaggio lento e rispettoso dell’ambiente.
Santa Marinella è capofila di questa visione, dimostrando come la valorizzazione del mare e delle sue comunità possa diventare motore di crescita e conoscenza.
Lazio Blue Route rappresenta per Santa Marinella molto più di un progetto turistico: è una visione.
Un modo di reinterpretare il rapporto tra mare, comunità e cultura, mettendo al centro la sostenibilità e il valore della memoria.
Un modello che restituisce al mare il ruolo di risorsa identitaria e strategica, e che posiziona la perla del Tirreno come destinazione di riferimento per chi cerca autenticità, cultura e bellezza. Un percorso da vivere con passo consapevole, nel cuore di un Mediterraneo contemporaneo che riscopre il proprio valore più autentico: quello umano.
Comune di Santa Marinella – www.visitsantamarinella.eu

