Freschi, eleganti e gastronomici. Nuovi equilibri stilistici e interpretazioni territoriali rilanciano l’immagine del Mediterraneo del vino e raccontano di un’identità enologica in movimento
Ci sono vini che raccontano un luogo meglio di tante parole.
Uno sussurra con eleganza, l’altro gioca sull’equilibrio tra energia e profondità: entrambi parlano con chiarezza del Sud Est di una Sicilia che cambia, regalando una pluralità stilistica sorprendente.
Il Frappato e il Cerasuolo di Vittoria DOCG sono le chiavi di lettura di un territorio che cambia, due espressioni complementari di un’idea enologica sempre più legata alla freschezza, al varietale e al rispetto del suolo.
Il primo, con la sua fragranza floreale e la sua agilità gustativa, è diventato uno dei rossi leggeri più richiesti dagli appassionati di vini eleganti e gastronomici. Il secondo, unica DOCG della Sicilia, unisce struttura e dinamismo, grazie ad uvaggi ben calibrati con il Nero d’Avola.
Uno “Stile Siciliano” che si racconta alla stampa
Roma ha ospitato una tappa significativa di questo racconto enologico con “Stile Siciliano – I vini rossi del futuro”, evento riservato ai giornalisti di settore e ospitato sabato 24 maggio nell’elegante Aleph Rome Hotel.
Promossa dall’Enoteca Regionale della Sicilia – Sede Sud Est, in collaborazione con la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria e il Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria, l’iniziativa ha proposto due masterclass dedicate al Frappato e alla DOCG siciliana, con gli interventi tecnici di Silvio Balloni, presidente dell’Enoteca Regionale e Marco Parisi, a capo dell’associazione Strada del Vino.
Due incontri distinti ma complementari, moderati dal giornalista Vittorio Ferla, tra degustazioni e riflessioni su identità, territorio e futuro.

Il rosso Frappato dallo stile in evoluzione
Da vitigno considerato “minore” a protagonista delle nuove tendenze del gusto, il Frappato rappresenta oggi una delle espressioni più contemporanee del rinnovamento stilistico dei rossi siciliani.
A renderlo così attuale è la sua natura fluida e trasversale: in purezza è un vino che cattura per la sua immediatezza; in uvaggio con il Nero d’Avola, dona slancio al Cerasuolo di Vittoria DOCG.
Storicamente coltivato nel Ragusano, il Frappato riflette con precisione la natura dei suoli: le sabbie danno vini floreali e vellutati, mentre il calcare ne esalta freschezza e verticalità. Due biotipi principali, inoltre, ne influenzano i profili aromatici, dando origine anche a interpretazioni più strutturate
Il Frappato in purezza: un’identità che cambia
Un mosaico di interpretazioni, che va dalla fragranza e immediatezza del Frappato Terre Siciliane IGT 2024 di Gurrieri, alla morbida eleganza proposta da Tenuta Nicosia, nel suo Frappato Bio DOC Sicilia 2024 Fondo Filara.
Più materico il Frappato Vigna di Pettineo 2024 di Maggio Vini, mentre Arianna Occhipinti, antesignana nell’avviare un discorso di contrada, celebra la ventesima vendemmia con il biodinamico Frappato Terre Siciliane IGT 2023, sapido e profondo.
Gioca sulla freschezza varietale di tre contrade il Bell’Assai 2023 Donnafugata, di grande eleganza, così come il cru Vigna Biddine Sottana 2023 firmato da Gaetana Jacono e la sua storica Valle dell’Acate.
Infine, la cantina Casa Grazia – nella riserva naturale del Lago Biviere – che si fa interprete di un Frappato più “marino” con il suo Laetitya 2023 Sicilia DOC.
Vent’anni di DOCG e una voce inconfondibile
Il Cerasuolo di Vittoria – unica DOCG della Sicilia – compirà vent’anni nel 2025.
Un traguardo importante per un vino che nasce dall’incontro tra il corpo del Nero d’Avola (50-70%) e la leggerezza aromatica del Frappato (30-50%).
La denominazione abbraccia tre province (Ragusa, Caltanissetta e Catania) e, in base alle proporzioni e alla natura dei suoli, dà origine a interpretazioni diverse: da quelle più morbide e fruttate a versioni più austere e speziate, sempre nel segno dell’equilibrio tra struttura e bevibilità.
Un vino dalla doppia anima, quindi, capace di accompagnare sia piatti della tradizione che cucine più contemporanee.

La voce del territorio in otto stili diversi
Dalla sabbia al calcare, dall’entroterra alla costa, il Cerasuolo di Vittoria DOCG racconta la sua profondità territoriale e la duttilità del blend.
Il Dakry 2022 di Beniamino Fede, piccolo produttore di Licodia Etnea, mostra una bellissima vena territoriale mentre il Santa Tresa 2022 – nome storico della denominazione – gioca su fresca eleganza e perfetto equilibrio gustativo.
Più stratificato il Cerasuolo di Vittoria 2022 di Feudi del Pisciotto, con cacao, carrubo e mentolo che si alternano a un sorso lungo e sapido; intenso anche il biodinamico Cerasuolo di Vittoria Classico 2022, di Agricola COS, che affina in cemento e legno grande, offrendo frutti rossi e viole marcati.
L’azienda Terre di Giurfo propone invece un vino da suoli argillosi del confine catanese, più teso e diretto, con il Maskarìa 2020 ancora sapido e fresco, mentre Cantina Horus, con i suoi vigneti vicini al mare, brilla con il suo Pittore Contadino 2020, caldo e solare.
Infine, le due ultime etichette, entrambe ispirate dalla filosofia del loro enologo Salvo Foti: salendo in altitudine, il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Gulfi 2020 esprime verticalità e finezza, mentre una splendida 2018 della Cantina Manenti chiude con una nota di compostezza e classicità, a testimonianza del potenziale di invecchiamento della denominazione siciliana.
Vini che non inseguono le mode, ma costruiscono una nuova estetica del rosso, mantenendo coerenza stilistica e profondità territoriale. Una visione che unisce generazioni, paesaggi e saperi, in un Sud Est siciliano sempre più centrale nel dibattito enologico.
Per maggiori informazioni:
Enoteca Regionale di Sicilia Sede del Sud-Est – www.enotecasicilia.it
ATS Strade del vino Cerasuolo di Vittoria – www.stradadelvinocerasuolodivittoria.it
Consorzio di Tutela Vino Cerasuolo di Vittoria DOCG – www.cerasuolovittoria.it



