Una designazione che coinvolge tutti i produttori e che porterà in commercio, dal prossimo anno, i vini affinati almeno 36 mesi
Vedrà la luce il prossimo anno, nel 2025, quando per la prima volta sul mercato appariranno i vini con la scritta Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”. Una nuova denominazione, questa, in aggiunta alle precedenti Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva, che nasce al termine di un lungo percorso che coinvolge tutti i produttori di vino e che è partito tanto dallo studio delle diverse zone di produzione, con le differenti peculiarità geologiche e ambientali, quanto dall’approfondimento della storia del territorio di Montepulciano.
Un legame che affonda le radici nei secoli passati quando il territorio veniva suddiviso in pievi a partire dall’epoca tardo romana e longobarda. E oggi le 12 zone di cui esso si compone (e che vengono definite UGA vale a dire Unità Geografiche Aggiuntive) verranno menzionate sull’etichetta dei vini insieme alla parola Pieve e intendono ribadire quel legame con il passato attraverso, però, una visione moderna di produrre il vino.
In una conferenza stampa tenuta nel centro di Milano, il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha spiegato come questa novità nasca dalla volontà di «riaffermare e codificare una realtà odierna alle sue antiche radici storiche; radici che hanno caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trovano eco nei documenti del catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo che suddividevano il territorio in sottozone distinte e definite con un toponimo».

L’uvaggio del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve” sarà composto da Sangiovese (minimo 85%) e dalle varietà autoctone complementari ammesse dal Consorzio (Canaiolo Nero; Ciliegiolo, Mammolo, Colorino), con uve prodotte esclusivamente dal produttore. La prima vendemmia è stata la 2021, ed essendo i tempi di affinamento previsti di 36 mesi, la prima annata messa in commercio sarà appunto nel 2025.
Info: www.consorziovinonobile.it



