Rinnovato il mandato per il triennio 2026-2029: focus su “grappaturismo”, formazione e nuove strategie di comunicazione del prodotto
L’assemblea elettiva del 29 aprile a Trento ha rinnovato la fiducia ad Alessandro Marzadro, confermato all’unanimità alla presidenza dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino per il triennio 2026-2029.
Una scelta all’insegna della continuità che si inserisce in un percorso avviato e fondato sulla promozione del marchio di qualità, sulla formazione degli operatori, sulla tutela del prodotto e sullo sviluppo del cosiddetto “grappaturismo”. Contestualmente, è stata confermata anche la vicepresidenza di Bruno Pilzer (Distilleria Pilzer).
Chi è Alessandro Marzadro
Classe 1986, originario di Nogaredo, Alessandro Marzadro è laureato in Scienze Gastronomiche all’Università di Pollenzo ed è oggi tra gli amministratori delegati dell’azienda di famiglia. Dal 2025 è inoltre membro del board del Consorzio Nazionale Grappa.
La sua riconferma riflette la volontà di consolidare un percorso che punta a mantenere il legame con la tradizione distillatoria trentina, introducendo al contempo linguaggi e strumenti capaci di confrontarsi con nuovi pubblici.
«È con grande orgoglio e senso di responsabilità che accolgo la conferma alla guida dell’Istituto – ha dichiarato Marzadro –. Insieme al Consiglio, continueremo a lavorare per promuovere qualità, formazione e “grappaturismo”, affinché la Grappa del Trentino IG sia sempre più riconosciuta come espressione autentica del territorio».

Le sfide del nuovo mandato: grappaturismo, formazione e mixology
Nel corso dell’assemblea, è emersa con chiarezza la direzione strategica per i prossimi anni. L’Istituto Tutela Grappa del Trentino intende rafforzare il posizionamento del prodotto su più fronti.
Da un lato, prosegue il lavoro sulla promozione di un consumo consapevole, legato alla degustazione e all’abbinamento con il cibo. Dall’altro, si punta a valorizzare la grappa come ingrediente contemporaneo, capace di trovare spazio anche nella mixology e nei cocktail bar di qualità.
Accanto a questo, cresce il ruolo del “grappaturismo”, fenomeno che richiama il più ampio sviluppo del turismo legato ai prodotti Dop. Le distillerie diventano luoghi di esperienza, aperti al pubblico, in cui raccontare la filiera produttiva senza perdere la propria identità.
«La distilleria si sta trasformando in uno spazio di accoglienza – ha spiegato Marzadro –. L’obiettivo è offrire esperienze coerenti con il territorio, mantenendo al centro la qualità del prodotto».
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la formazione dei distillatori e degli operatori di settore, ristoratori, enotecari e baristi, considerati ambasciatori fondamentali della cultura della grappa.
Il ruolo della Grappa del Trentino nell’economia locale
Fondato nel 1960, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino riunisce oggi 24 soci, rappresentativi della quasi totalità della produzione regionale. Il suo compito è tutelare e promuovere la Grappa del Trentino, certificata dal marchio d’origine del “Tridente”.
Il comparto riveste un ruolo significativo nell’economia locale dal momento che, ogni anno, in Trentino si producono circa 7.500 ettanidri di grappa, pari a circa il 10% della produzione nazionale, per un totale di circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti. La lavorazione coinvolge circa 130 mila quintali di vinacce.
Tre le principali tipologie produttive: grappe da uve bianche e aromatiche (circa il 60%) e, per il restante 40%, da uve a bacca rossa.

Il Consiglio di amministrazione
Accanto al presidente Alessandro Marzadro e al vicepresidente Bruno Pilzer, il Consiglio di amministrazione è composto da: Rudy Zeni (Distilleria Zeni), Carlo Pezzi (Pezzi), Graziano Poli (Giovanni Poli), Giuliano Pisoni (Distilleria Pisoni), Maddalena Cappelletti (Antica Erboristeria Dott. Cappelletti), Fabio Andreis (Distillerie Trentine) e Franco Bertagnolli (Bertagnolli).



