Il percorso espositivo di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ripercorre la storia e la capacità innovativa del Campari, tra le bevande più amate al mondo da oltre 150 anni
Nel cuore di Sesto San Giovanni, a pochi chilometri da Milano, la “Galleria Campari” è un museo che celebra l’arte e la cultura ma anche la rivoluzione nel mondo delle bevande alcoliche.
Oltre a celebrare il brand, il percorso espositivo racconta come l’azienda Campari sia riuscita a cambiare le abitudini e a influenzare i gusti delle persone in tutto il mondo nell’ambito dell’aperitivo.
Inventato nel 1860 da Gaspare Campari, infatti, il Campari è stato uno dei primi alcolici a essere promosso come ingrediente per cocktail complessi e sofisticati e ha spinto i consumatori a reinventare i loro modi di bere. Un esempio è il celebre cocktail Negroni, che nasce dall’incontro tra gin, vermouth rosso e Campari, e che è diventato una presenza immancabile nelle carte dei cocktail bar. È non è l’unico perché, nel corso del Novecento, la diffusione del Campari ha segnato la nascita di vari nuovi drink, simbolo di una società che si evolveva e che cercava di sperimentare con nuove combinazioni e gusti.
Galleria Campari, un museo all’avanguardia
A prima vista, la “Galleria Campari” può sembrare un omaggio alla famosa bottiglia rossa che tutti conosciamo ma in realtà offre un percorso che esplora anche la sinergia tra il brand e l’arte visiva. Sono esposti numerosi manifesti pubblicitari anche degli anni Cinquanta e Sessanta, opere d’arte, fotografie e documenti storici che raccontano l’evoluzione del marchio nel corso degli anni, con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione.

Un aspetto particolarmente interessante è la stretta collaborazione che Campari ha avuto, sin dagli albori, con alcuni dei più grandi artisti e designer italiani e internazionali. L’azienda ha commissionato negli anni opere a nomi illustri come Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, e, più recentemente, a giovani talenti emergenti. La Galleria celebra queste collaborazioni artistiche, che hanno trasformato ogni bottiglia di Campari in un’opera d’arte.
La cura dei dettagli
Uno degli aspetti affascinanti della storia di Campari è l’attenzione al dettaglio e alla qualità, non solo nella creazione delle bevande ma anche nell’aspetto estetico. Il museo conserva il primo manifesto pubblicitario realizzato da Cappiello che, nel 1921, raffigurava il celebre Campari Soda.
Un altro pezzo di grande valore è il manifesto che ritrae la “donna Campari”, un’immagine che è stata adottata in varie versioni fino agli anni ’70.
Ma c’è di più: uno degli oggetti più curiosi è un bottiglia di Campari in vetro di Murano, in edizione limitata e creata per celebrare l’unione tra il marchio e il mondo del design.

Un museo in crescita e di successo
Oggi, il museo “Galleria Campari” è una delle principali attrazioni turistiche di Sesto San Giovanni e una meta imperdibile per gli appassionati di arte, storia e design. Negli ultimi anni, la crescente presenza di visitatori da tutto il mondo dimostra la forza attrattiva di un marchio che non ha smesso di evolversi e di affermarsi nel panorama globale.
Il calendario di appuntamenti all’interno del museo comprende eventi, mostre temporanee e iniziative culturali. Inoltre, la vicinanza a Milano, capitale del design e della moda, ne aumenta la visibilità.
Galleria Campari
Viale Gramsci, 161, Sesto San Giovanni (MI)
www.campari.com



