La terza edizione di Regina di Puglia si conferma modello di promozione integrata tra filiera ortofrutticola e turismo esperienziale: dal cuore produttivo del Sud-Est barese nasce l’uvaturismo e il progetto di un consorzio pubblico-privato per dare continuità alla manifestazione
Agricoltura e territorio: la strategia vincente di Noicàttaro consolida la sua posizione di riferimento come centro propulsore dell’uva da tavola pugliese, simbolo agricolo ed economico di una regione che detiene il primato nazionale ed europeo nella sua produzione.
Un piccolo paese guidato da una giovane e attiva giunta comunale che ha saputo valorizzare un’eccellenza del comparto ortofrutticolo, diventando altresì il promotore di un progetto strategico a lungo termine, dove convergere promozione agricola, relazioni commerciali, innovazione varietale e identità territoriale.
È in questo contesto che si inserisce Regina di Puglia 2025, svoltasi dal 20 al 23 luglio e giunta alla terza edizione: un evento ideato dal Comune di Noicàttaro, in collaborazione con Omnibus Comunicazione, e sostenuto da Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, APEO, Megamark e altri partner privati come Carby Label, Ecologistic, Grape Evolution e DCS Tramaco.
Noicàttaro, baricentro dell’uva da tavola pugliese
Un territorio che fa della tradizione agricola la sua carta vincente, con i suoi 2.000 ettari dedicati alla viticoltura da tavola e oltre 15 aziende che commercializzano ed esportano in tutto il mondo.
Un vero e proprio concentrato di eccellenza produttiva, da cui parte un segnale chiaro: l’uva da tavola pugliese non è solo un asset agricolo, ma un driver strategico per lo sviluppo del territorio.
«L’indotto dell’uva muove circa 23-24mila addetti nel periodo di raccolta – spiega infatti l’assessore all’agricoltura Vito Fraschini – se si pensa che la sola Noicàttaro conta 26mila abitanti, potete facilmente immaginare cosa rappresenti per la nostra economia locale. Con queste premesse nasce così Regina di Puglia, una maniera diversa di far conoscere il nostro territorio e di promuovere l’uva da tavola, core business della Puglia e del Sud est Barese»

Il network “Terre dell’Uva”: una sinergia vincente
Il successo dell’uva da tavola pugliese ha catalizzato l’interesse di altri comuni del territorio, dando vita al network “Terre dell’Uva“, la rete di comuni pugliesi uniti per valorizzare e promuovere la produzione locale di uva da tavola.
Un’iniziativa lanciata con l’obiettivo di creare sinergie tra i territori e sviluppare attività di promozione, tutela e formazione nel settore e che mira a collegare la produzione di uva da tavola con il territorio, le sue attrattive storico-culturali e il turismo
Insieme alla capofila Noicàttaro hanno infatti aderito Rutigliano, Mola di Bari, Casamassima, Castellaneta, Adelfia e Polignano a Mare, creando così un sistema territoriale coeso per la valorizzazione del prodotto e delle sue tradizioni.

L’uvaturismo: identità, cultura e narrazione territoriale
Il format di Regina di Puglia si distingue da qualsiasi altra fiera ortofrutticola nazionale: non si svolge in un padiglione espositivo, ma nei luoghi dove l’uva viene coltivata, raccolta, lavorata e raccontata. Un approccio che vede le visite dirette a vigneti, centri di confezionamento e imprese d’eccellenza che, unite a esperienze culturali e gastronomiche, rappresentano un modello efficace per veicolare il valore aggiunto del prodotto e generare rapporti commerciali duraturi.
Regina di Puglia 2025 ha saputo così interpretare e anticipare il turismo esperienziale legato alla filiera agricola – quello che oggi inizia a definirsi uvaturismo – una leva culturale ed economica che Noicàttaro ha scelto di potenziare.
«Se si dice “mele” si pensa al Trentino. Con l’uva da tavola pugliese vogliamo ottenere lo stesso: un’identità forte, riconoscibile, che parli anche di paesaggi, cultura e tradizioni – dichiara l’assessore allo sviluppo territoriale Germana Pignatelli – Ecco perché abbiamo voluto dar vita a un progetto che raccontasse non solo la produzione locale ma anche il nostro territorio, la sua storia, cultura e bellezza paesaggistica»

I numeri del successo: 190 incontri B2B e nuovi mercati
L’edizione 2025 ha registrato risultati straordinari dal punto di vista commerciale, con buyer da tutto il mondo e oltre 190 incontri business organizzati per ampliare gli orizzonti dell’export pugliese.
Una strategia di apertura che mira a diversificare i mercati di sbocco – oggi ancora fortemente concentrati su Germania e Francia – puntando con decisione verso l’area mediorientale. La presenza di player come Sharbatly Fruit e Lulu Hypermarket, due dei principali attori della distribuzione ortofrutticola araba, è indicativa della nuova traiettoria tracciata da Noicàttaro e dai Comuni aderenti alla rete Le Terre dell’Uva.
I dati presentati da ISMEA confermano la bontà della direzione intrapresa: nel 2024 le esportazioni di uva da tavola pugliese hanno raggiunto 382mila tonnellate, con un significativo aumento del valore medio, registrando un incremento del 46% in soli due anni.

L’identità passa anche dalla genetica
Tra le novità più significative emerse durante l’evento, anche i risultati ISMEA sul consumo dell’uva da tavola pugliese.
Trainata dal boom delle varietà senza semi, la domanda è in forte crescita, soprattutto tra giovani famiglie e fasce under 45. Cresce anche la preferenza per l’uva confezionata, più comoda e rassicurante. Nel confronto 2023-2024, infatti, gli acquisti sono aumentati del 4,6% in quantità e del 10,4% in valore, trainati dall’incremento dell’11% delle uve confezionate.
Accanto all’export, il secondo asse strategico emerso da Regina di Puglia 2025 è quello dell’innovazione varietale. A guidarlo è il Consorzio Nuvaut, sostenuto da APEO (www.apeo.it), che ha presentato tre varietà già brevettate (Maula, Daunia, Egnazia) e altre nove in fase di registrazione, sviluppate in collaborazione con il Crea di Turi. L’obiettivo è adattare l’offerta produttiva alle richieste del mercato internazionale, sempre più orientato verso varietà apirene.
Il futuro: verso un consorzio pubblico-privato
Il sindaco di Noicàttaro Raimondo Innamorato ha annunciato una svolta importante per il futuro di Regina di Puglia: la costituzione di un consorzio pubblico-privato che garantisca continuità all’iniziativa, dopo la scadenza del mandato amministrativo nel 2027.
«Abbiamo fatto crescere per tre anni Regina di Puglia con amore, come fanno i genitori con un figlio, adesso è ora di far camminare da sola questa manifestazione – ha commentato il primo cittadino – Lavoriamo infatti alla costituzione di un Consorzio che metta insieme pubblico, privato e Terzo Settore. E poi pensiamo al coinvolgimento delle associazioni di categoria. Quanto alla parte pubblica, ci sarà perché rimarrà al suo interno chi, in questi anni ha fortemente voluto l’evento, creando così una struttura più solida e duratura per la promozione dell’uvaturismo e della valorizzazione territoriale»

Una scommessa vinta per il territorio
Dopo tre edizioni, Regina di Puglia ha dimostrato di aver centrato l’obiettivo di dare visibilità internazionale a un territorio precedentemente poco conosciuto dal punto di vista turistico. “Il fatto che si parli di Noicàttaro su riviste di livello nazionale e internazionale per noi è una scommessa vinta”, conclude l’assessore Pignatelli.
L’integrazione tra produzione agricola di eccellenza e offerta turistica esperienziale sta creando un modello replicabile, dove l’uva da tavola pugliese diventa ambasciatore di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni.
Un esempio virtuoso di come l’agricoltura possa diventare volano di sviluppo sostenibile e di promozione territoriale.
Comune di Noicàttaro: www.comune.noicattaro.bari.it



