La galleria Spazio b5, nel cuore del capoluogo emiliano, dal 4 febbraio al 7 marzo ospita la mostra “Risonanza: l’armonia degli opposti”, un progetto visivo che usa l’acqua come metafora del mutamento, tra percezione, tempo e cultura del paesaggio
C’è un legame profondo, spesso silenzioso, tra acqua, paesaggio e cultura del gusto. È un filo che attraversa territori, agricolture, cucine e tradizioni e che riaffiora anche nell’arte contemporanea quando la materia diventa strumento di riflessione sul tempo e sulla trasformazione.
È da questa prospettiva che si può guardare “Risonanza: l’armonia degli opposti”, la mostra fotografica di Michele Levis, in programma dal 4 febbraio al 7 marzo 2026 presso Spazio b5, nel centro storico di Bologna.
Il progetto mette al centro l’acqua non come semplice elemento da fotografare ma come elemento generativo in grado di riflettere, assorbire e restituire il mondo in continua metamorfosi.

L’acqua come principio di trasformazione
Le 47 fotografie di Michele Levis si muovono lungo una linea di tensione costante: presenza e assenza, forma e dissoluzione, stabilità e movimento. L’acqua, protagonista assoluta della mostra, diventa metafora visiva del pensiero eracliteo del panta rei, secondo cui tutto scorre e nulla resta identico a sé stesso.
Un concetto che non è estraneo al mondo del gusto. L’acqua è origine dei paesaggi agricoli, matrice delle coltivazioni, elemento fondante della viticoltura e – ovviamente – della cucina. Senza acqua non esiste terroir, non esistono stagioni, non esiste trasformazione della materia prima. Nella fotografia di Levis, questa consapevolezza si traduce in immagini che non intendono fissare ma accogliere il divenire e lo fanno con una suggestione visiva di grande fascino.
Fotografia come atto di ascolto

Come osserva lo storico e critico dell’arte Konstantinos Th. Spyropoulos, l’acqua nelle immagini di questo artista non è un oggetto, ma un “agente performativo”, dotato di una propria intelligenza operativa. Riflette e distorce la luce, assorbe e ricompone lo spazio, costringendo lo sguardo a rinunciare al controllo.
La macchina fotografica, in questo processo, smette di essere uno strumento di dominio per diventare dispositivo di ascolto, in sintonia con i ritmi della materia e del tempo. Un approccio che si connette idealmente con le pratiche artigianali del cibo e del vino, dove l’intervento umano non impone, ma accompagna fermentazioni, maturazioni, trasformazioni lente.
Bianco e nero, soglia e percezione
La scelta del bianco e nero rafforza ulteriormente questa dimensione. Privata del colore, l’immagine si concentra sulla relazione tra luce e ombra, rendendo visibile ciò che spesso sfugge: la soglia, il passaggio, l’istante in cui una forma appare e subito si trasforma.
È lo stesso spazio percettivo che si attraversa nella degustazione consapevole, quando l’attenzione si sposta dal riconoscimento immediato alla comprensione dei dettagli, delle sfumature, delle variazioni impercettibili.
Accessibilità e pluralità dei sensi
Un elemento distintivo della mostra è la presenza di tavole tattili, realizzate a partire da due fotografie, che permettono una fruizione sensoriale alternativa e inclusiva. L’intervento, curato da Stefano Manzotti e Michele Piccolo di Studio Manforte, amplia l’esperienza oltre la vista, restituendo ritmo, tensione e struttura attraverso il tatto.
Un approccio che risuona con l’idea di gusto come esperienza multisensoriale, dove vista, olfatto, tatto e memoria concorrono alla costruzione del senso.
«Con le fotografie di Risonanza non ho voluto descrivere la realtà ma lasciarla accadere», spiega Michele Levis. Un’affermazione che suona come un invito a osservare senza voler trattenere, ad accettare la trasformazione come parte integrante dell’esperienza.
In un tempo che chiede velocità e semplificazione, la mostra propone invece un’educazione allo sguardo, affine a quella richiesta dal cibo di qualità, dal vino, dai paesaggi che non si lasciano consumare in fretta.

SCHEDA TECNICA
Risonanza: l’armonia degli opposti
mostra personale del fotografo Michele Levis
A cura di Spazio b5
In collaborazione con Laboratorio delle Idee
Sede: Spazio b5, via Cattani, 5/b – Bologna
Tel.: 051 0566878 – info@spaziob5.com | www.spaziob5.eu
Inaugurazione: mercoledì 4 febbraio 2026, ore 19.00
Periodo di apertura: dal 5 febbraio al 7 marzo 2026
Ingresso gratuito
Orari di apertura
Durante Arte Fiera Bologna (dal 5 all’8 febbraio 2026): 10.00 – 19.00
Dal 10 febbraio al 6 marzo 2026: 15.30 – 19.00 7 febbraio, in occasione ART CITY White Night: 10.00 – 24.00
Finissage: 7 marzo 2026, ore 18.00
Chiuso il lunedì (salvo festivi)



