Valorizzare, proteggere e salvaguardare il Lambrusco di qualità nelle sue diverse declinazioni. È questo l’obiettivo della nuova associazione che riunisce ventisei piccoli e grandi produttori delle province di Modena e Reggio Emilia
Da qualche anno, il Lambrusco è protagonista di un processo di valorizzazione per merito di produttori virtuosi che si impegnano ad esaltarne le singole varietà e i rispettivi terroir. Il simbolo enoico dell’Emilia-Romagna è stato a lungo considerato un vino di produzione massiva e di consumo immediato ma, in realtà, la maggiore sensibilità produttiva ha evidenziato una grande versatilità stilistica e una vivace freschezza.
Tutt’altro che vino uniforme, sempre più spesso il Lambrusco sorprende per complessità e coerenza, rivelando un profondo legame al territorio. Anche sotto il profilo gastronomico, lo spumeggiante rosso emiliano regala abbinamenti interessanti con diverse tradizioni regionali, e non solo che con i piatti della cucina emiliana.

In questo contesto stimolante, si inserisce l’iniziativa di ventisei realtà vitivinicole tra Modena e Reggio Emilia che – nel settembre 2024 – hanno dato vita all’associazione “Custodi del Lambrusco”, con l’obiettivo di promuovere una nuova visione condivisa del Lambrusco, orientata alla qualità, alla valorizzazione identitaria e alla piena espressione territoriale di questo vino.
Custodi del Lambrusco: la rivoluzione culturale in terra emiliana
Nella conferenza stampa del 31 marzo 2025 per la presentazione del nuovo ente, non si è mai accennato a divisioni o conflitti con il Consorzio, spiegando come lo scopo sia quello raccontare il Lambrusco in modo inclusivo, senza divisioni territoriali e al di là delle visioni istituzionali esistenti.
Anche il linguaggio unitario scelto per comunicare il progetto riflette la volontà di aggiornamento e apertura: uno stile diretto, contemporaneo e in grado di parlare a pubblici diversi raccontando un vino spesso frainteso, troppo a lungo associato a immagini stereotipate e semplificate.

«Non si tratta solo di tutela, ma di affermazione: il Lambrusco è storia, cultura e identità di un territorio, e merita di essere riconosciuto come tale. – ha spiegato Fabio Altariva, Presidente della neonata associazione – I Custodi del Lambrusco nascono con una missione chiara: riscrivere il futuro di questo vino. Vogliamo esaltarne il valore autentico, senza compromessi, e restituirgli il ruolo che merita tra i grandi vini” “Il Lambrusco non è solo un vino: è la storia, la cultura e l’identità di un territorio che vogliamo proteggere e raccontare, per chi c’era prima di noi e per chi verrà dopo».
Le province di Modena e Reggio Emilia, culle storiche della produzione lambruschista, rappresentano il nucleo geografico del progetto. È qui che operano le aziende fondatrici, di piccole e grandi dimensioni ed espressione di territori, microclimi e sensibilità differenti, ma unite da una visione comune.
Tra le cantine aderenti figurano nomi come Cleto Chiarli Tenute Agricole, Cantina della Volta, Lini 910, Fattoria Moretto, Terraquilia, Venturini Baldini, Villa di Corlo, Cavaliere, La Battagliola e molte altre, rappresentative della pluralità espressiva del Lambrusco.

Manifesto dei Custodi del Lambrusco
È una dichiarazione d’amore per un vino che rappresenta identità, esperienza e territorio. I firmatari del Manifesto dei Custodi del Lambrusco sono produttori, agronomi, enologi e vignaioli che si definiscono custodi non solo del Lambrusco, ma anche delle terre da cui nasce, tra Modena e Reggio Emilia, e della sua ricca varietà espressiva.
Rivendicano il valore della filiera artigianale, seguita personalmente in ogni fase, e parlano di una “rivoluzione gentile” per superare l’idea di un vino semplice e banale, restituendogli la complessità, la generosità e la dignità che merita. Il gruppo si fonda sulla forza della diversità e sulla collaborazione tra realtà diverse, unite dalla visione comune si esprimere la forma più autentica del Lambrusco, senza limiti alla sperimentazione, ma sempre nel rispetto della tradizione. Credono in un Lambrusco capace di unire passato e futuro, cultura e innovazione, e si impegnano a raccontarlo con qualità, professionalità e passione, per restituirgli il posto che merita nel panorama enologico italiano e internazionale.
Le aziende del nuovo ente
| Azienda agricola Manicardi | Cantina Zucchi | Marchesi di Ravarino |
| Azienda agricola Messori | Cavaliera | Opera02 |
| Azienda agricola Pezzuoli | Cleto Chiarli Tenute Agricole | Podere Il Saliceto |
| Azienda agricola San Paolo | Fattoria Moretto | Rinaldini Az. agr. Moro |
| Ca’ de’ Medici | Garuti Vini | Terraquilia |
| Cantina della Volta | La Battagliola | Venturini Baldini |
| Cantina Divinja | La Piana Winery | Villa di Corlo |
| Cantina Ventiventi | Le Casette | Zanasi Società Agricola |
| Cantina Vezzelli Francesco | Lini 910 |



