Friuli-Venezia Giulia Gazzetta del Vino

Luca Raccaro, vignaiolo pattinatore e baritono

Abbiamo incontrato il secondogenito di Dario Raccaro, dell’omonima cantina di Cormons. È stata l’occasione per scoprire la storia familiare di viticoltori fedeli al territorio, i cui vini esprimono il terroir e raccontano di un lavoro rispettoso dell’ordine naturale  

Storia e vini di Cantina Raccaro: incontro con Luca Raccaro
Luca Raccaro con Giuditta Lagonigro (Foto © Giuditta Lagonigro).

Cormons, nel cuore del Collio goriziano, regala panorami esclusivi, con interminabili filari di viti che sinuosamente si rincorrono, s’incrociano, scorrono paralleli attraversando le flessuose colline e creando quadri naturali d’incomparabile bellezza.

Il nostro punto di arrivo è casa Raccaro, alle pendici del monte Quarin, nel cru Rolat dove sorge la Chiesa di Santa Maria (detta di Santa Apollonia), in un angolo di natura indiscutibilmente terapeutica per lo spirito.

Luca Raccaro, secondogenito di Dario, ci accoglie con l’immancabile sorriso, salutandoci con la sua calda voce dal timbro grave e suadente…Siamo nell’azienda vitivinicola di famiglia, precisamente di Dario Raccaro il papà, Dalila, sua moglie, Paolo il primogenito e Luca che ci racconta storia e cini di Cantina Raccaro.

Storia e vini di Cantina Raccaro

Dario Raccaro non nasce vignaiolo e la scelta di dedicarsi alla viticoltura è arrivata mentre si occupava di altro. Il cognome Raccaro è originario delle Valli del Natisone, comune di Pulfero. Proviene dall’originale cognome sloveno Rakar, che significa “pescatore di gamberi di fiume”. Ci sono ancora famiglie con questo cognome che vivono nella zona di Caporetto.

Il bisnonno Giuseppe da lì decide di partire con un suo amico per gli Stati Uniti, in cerca di fortuna. Trova lavoro in una miniera di carbone e, da lì, manda i soldi alla famiglia rimasta in paese. L’amico torna in Italia, acquista una casa colonica (l’attuale abitazione – Cantina Raccaro) ma non si trova bene e torna nelle Valli del Natisone proponendo al bisnonno Giuseppe di acquistare la casa. La trattativa va in porto e, nel 1928, Giuseppe Raccaro si trasferisce a Cormons con tutta la famiglia trovando, oltre alla casa, anche l’orto, il vigneto e qualche animale, tutto ciò che serve alla sussistenza. Nel 1913 nasce Mario e ilo padre Giuseppe, per guadagnare qualche soldo in più, decide di tornare in America per rientrare prima della fine del 1943.

Da quel momento, nonno Mario continua a vivere con i prodotti dell’azienda agricola puntando sul commercio dell’uva e del vino. Nel 1943 nasce la figlia Claudia e, nel 1947, Dario il quale nella prima parte della sua vita decide di fare tutt’altro. S’iscrive infatti, alla facoltà di Ingegneria Meccanica e gioca anche a pallacanestro (passione ereditata dal figlio Paolo), ma a un certo punto indirizza i suoi interessi verso il mondo vitivinicolo, dedicandosi completamente a quella attività. L’imbottigliamento del vino e la conseguente vendita iniziano negli anni ’70.

L’attenzione si rivolge ai vitigni autoctoni Tocai e Malvasia, all’epoca poco considerati dai vignaioli che preferivano allevare vitigni internazionali. Tante sono state le difficoltà per riportarli all’attenzione dei consumatori.

Raccaro coltiva vitigni autoctoni (Foto © Giuditta Lagonigro).

Enoteca di Cormons Società Cooperativa

Dario, insieme a un gruppo di giovani vignaioli di Cormons e dintorni fonda una Società Cooperativa che ha compiuto 30 anni nel 2020, più nota come Enoteca di Cormons, punto di riferimento per quanti vogliano conoscere e degustare i vini dei trentaquattro, attuali soci e avere indicazioni su altre cantine, ristoranti, prodotti gastronomici locali e percorsi turistici.

Gli amici vignaioli s’incontrano, assaggiano i loro vini, si scambiano opinioni, insomma si mettono in discussione con l’intento di migliorare la qualità. Tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000 arrivano i primi riconoscimenti dalle guide delle Associazioni di Sommelier. Nel 2000 il Friulano Raccaro (all’epoca Tocai) comincia a essere molto apprezzato.

Luca Raccaro tra vino e pattinaggio

Luca, che oggi ha quasi trentatré anni, pur avendo altre aspirazioni segue il suggerimento di mamma Dalila e dopo la terza media si iscrive all’ISIS Paolino d’Aquileia di Cividale del Friuli, indirizzo tecnico agrario con la specializzazione di enotecnico. Nonostante avesse una vocazione verso materie letterarie, Luca frequenta la scuola con ottimi risultati, arricchendo le sue conoscenze con le prime esperienze nel mondo vitivinicolo, condivise con i compagni di scuola, in parte provenienti da famiglie di vignaioli. L’interesse verso l’enologia aumenta tanto da spingerlo a iscriversi alla Facoltà di Enologia dell’Università di Udine, che però lascia dopo qualche tempo.

Nella vita del giovane vignaiolo ovviamente non c’è solo lo studio. Il codice genetico della famiglia non si può negare e Luca si dedica a uno sport che lo porterà a grandissimi risultati: il pattinaggio artistico. Le rotelle dei pattini, tra allenamenti e gare, scorreranno per moltissime ore sulle piste, portandolo a vincere prima il Campionato Italiano Juniores nel 1998, il Campionato Europeo nel 2002 e nel 2005 i Campionati Mondiali di Roma, dove conquista ben due titoli, nella gara di libero e nella combinata. Luca in sostanza, nella sua specialità ha vinto tutto.

Nel 2012 decide di dedicarsi a tempo pieno, o quasi, all’azienda di famiglia, aiutando papà Dario e suo fratello Paolo. Alle “attività meccaniche”, che lascia volentieri a Paolo, preferisce la lavorazione manuale, lo stretto contatto con le viti e poi andare in giro a presentare e raccontare i vini.

Storia e vini di Cantina Raccaro: incontro con Luca Raccaro
Collio D.O.C. Malvasia 2000 (Foto © Giuditta Lagonigro).

La fedeltà al territorio dell’azienda Raccaro

La scelta di prediligere vitigni autoctoni, fatta da papà Dario all’inizio della sua avventura nel mondo della viticoltura, si è dimostrata vincente. Friulano, Malvasia, Collio (Sauvignon, Ribolla e Pinot grigio, un uvaggio che può cambiare secondo le annate) e Merlot, vitigno presente sul Collio da tempo immemorabile, sono i vini prodotti; schietti, franchi e racchiudono le peculiarità dei vitigni e della terra su cui crescono: la ponca.

La ponca è un terreno di origine eocenica, composto da strati di arenaria e marna che, ciascuno con la propria funzione, favoriscono le condizioni per un perfetto equilibrio idrico delle piante oltre a rilasciare elementi utili a una buona crescita delle stesse, al punto da rendere unici i vini della zona.

Sette sono gli ettari vitati con una produzione annua di 30/33.000 bottiglie. Paolo e Luca applicano pratiche colturali atte a trovare un equilibrio nei vini che risultano potenti e con una grande struttura ma, al contempo, esprimono freschezza e bevibilità piacevolissime.

Da anni sono stati eliminati interventi chimici, come il diserbo, lo sfalcio è manuale, i fitofarmaci sono gestiti seguendo la “lotta integrata”, nel massimo rispetto delle coltivazioni. Luca dunque sembra aver fatto, comprensibilmente, la sua scelta di vita professionale ma non di solo pane e vino vive l’uomo.

La passione per la lirica

Desideri e passioni accompagnano l’esistenza di ciascuno di noi e se possibile occorre impegnarsi per realizzare qualcuno dei tanti sogni che affollano la nostra mente. Questo Luca già lo sa, visti gli ottimi risultati sportivi raggiunti, ma c’è ancora tanto da fare come ad esempio, coltivare l’interesse che avverte per la musica classica; si, perché la vena letteraria non si è affatto esaurita e, negli ultimi anni, ha fatto emergere un grande amore per la lirica.

Storia e vini di Cantina Raccaro: incontro con Luca Raccaro
Luca Raccaro durante un’esibizione (Foto © Katia Bonaventura).

Luca è il presidente dell’Associazione della minoranza slovena “Veseli Zambjci”, – ricordiamo che siamo al confine con la Slovenia – che collabora con una vicina scuola di musica con insegnamento in lingua slovena. Durante uno spettacolo in cui Luca si esibisce, la sua già amica Alessandra Schettino, soprano lirico, rimane colpita dal timbro di voce. Il sogno può cominciare a concretarsi; la soprano Schettino, nel 2019, riconoscendo le qualità vocali di Luca, comincia a dare lezioni di canto al vecchio amico, nuovo studente. Nel frattempo il nostro vignaiolo baritono ha cantato gli inni della Repubblica Italiana e della Repubblica Slovena in un importantissimo incontro istituzionale e partecipa a eventi organizzati da associazioni culturali e della società civile. Il proposito immediato è quello di iscriversi al Conservatorio, all’inizio del prossimo anno accademico.

Un‘anima sfaccettata, un cuore poliedrico, un grande spirito di amicizia e generosità, il rispetto della famiglia e del lavoro, questi sono alcuni tratti caratteriali di Luca Raccaro, quelli epidermici a cui sicuramente se ne aggiungono altri, più intimi, reconditi, su cui non indaghiamo perché non tutto “va disvelato”…

Raccaro Società Agricola di Dario Raccaro & C.s.s.
Via San Giovanni, 87, – Cormons (GO)
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Giuditta Dina Lagonigro

Ho iniziato da adolescente a collaborare con Radio Altamura1, una delle prime radio libere italiane, e poi con altre testate giornalistiche. Il trasferimento in Friuli Venezia Giulia mi ha cambiato la vita. Ho frequentato i corsi AIS e ho lavorato come sommelier; dal 2003 percorro le strade del vino e del cibo raccontando i miei viaggi sensoriali anche sul mio blog.

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