Tra le silenziose colline di un paesino del beneventano, privo di vita dopo i terremoti del 1962 e del 1980, Giovanni Morra e la sua famiglia hanno aperto un locale accogliente con cucina campana, fatta di stagionalità e ingredienti locali
La ristorazione può salvare il totale abbandono di piccoli borghi, ricchi di storia e cultura? Sicuramente si e lo dimostra il Ristorante “Nel Portone” ad Apice Vecchia, piccolo paese “fantasma” a poco più di dieci chilometri da Benevento.
Il borgo, collocato tra dolci colline, oggi è disabitato a causa dei gravi danni causati dai sismi del 1962 e del 1980, ma il suo abbandono ha ceduto il posto a un affascinante paesaggio urbano da visitare. Le sue case, le strade e le piazze invase dalla vegetazione, infatti, custodiscono storie di una vita appartenuta al passato e di un luogo che oggi può definirsi, a pieno titolo, un controcanto del turismo di massa.
Giovanni Morra: da Napoli a Apice Vecchia
Giovanni Morra, chef e titolare di “Nel Portone”, da Napoli ha deciso di trasferirsi ad Apice con la sua famiglia per aprire un ristorante capace di riflettere la sua personalità. Con la moglie Elena e la figlia Benedetta ha iniziato un viaggio che lui definisce “emozionante”, focalizzando l’attenzione sull’autenticità dei sapori e dei prodotti esclusivamente locali e campani.
I piatti offerti da Giovanni evidenziano la visione, la tecnica e la filosofia di uno cuoco che pone al centro una “cuisine naturelle“, con un’evidente cura degli ingredienti, giuste cotture, sapori intensi e una forte componente vegetale.
Il menu stagionale del ristorante Nel portone
Il riso è declinato secondo le varianti stagionali come quelle autunnali con fiori di zucca e tartufo, tartufo e cialda di parmigiano, oppure con zucca, gamberi e scamorza. La pasta tirata in casa si ritrova nelle casarecce con cotechino e melanzane sott’olio, nei trucioli alici salate, cime di rapa, pomodoro secco e pecorino, nei cavatelli con melanzane, pomodorini freschi e ricotta salata o negli gnocchi di castagne con speck, funghi porcini e tartufo.

Anche i secondi rivelano sapori schietti, come il filetto di manzo alla Bismarck Morra o la tagliata di manzo con crema di funghi porcini e verdure grigliate. Si conclude con un una soffice cheesecake cioccolato e pistacchio, con la mattonella di ricotta e pere oppure con un classico: i profiteroles con crema all’amaretto.
Insomma, nel menù del Portone, viene scandita la tradizione culinaria che si sposa in modo sapiente con un’anima contemporanea, grazie all’esperienza del suo chef.

Dalla cucina all’arte: quando le mani creano gioia
Giovanni è anche un artista. Scultore, pittore e artigiano del presepe napoletano, le sue opere sono esposte nel ristorante. Dopo aver interagito con i commensali, creando un rapporto avvolgente e confortevole attraverso i suoi piatti, veste i panni da cicerone, per guidare i clienti tra i suoi lavori.
«Il nostro menù varia di giorno in giorno in base alla disponibilità dei prodotti, sempre stagionali e tutti biologici. – spiega Giovanni Morra – Cuciniamo ciò che la natura e le stagioni ci offrono di fresco, abbinando tutto con idee semplici ma al tempo originali, senza far mancare i piatti classici. Cerchiamo di accontentare tutti i palati, dai più raffinati a quelli che si accontentano anche di poco. Ovviamente ci teniamo ad accontentare anche celiaci, vegetariani, vegani, allergici a qualsiasi alimento».
RISTORANTE NEL PORTONE
Via Castello, Apice Vecchia (BN)
Tel. +39 349 623 0080



