Cinque generazioni, un’identità familiare forte e uno sguardo verso il futuro: l’azienda di di Montecchia di Corsara guidata da Michele Tessari è la voce di un territorio che parla attraverso i suoi vini, la sua storia e una visione sostenibile
La storia di Ca’ Rugate, azienda vitivinicola di Montecchia di Corsara (VR), è una storia di passione e dedizione. Proprio alle porte della Valpolicella, con un nome che rimanda alla particolare conformazione gibbosa delle colline circostanti su cui sorge la casa originaria del fondatore, Ca’ Rugate è il risultato del lavoro di cinque generazioni di una famiglia che al centro ha sempre messo l’amore per la terra, per tutto quello che essa può dare.
Michele Tessari, oggi, è il perno attorno a cui ruotano tutte le attività aziendali, in un giusto compromesso tra innovazione e tutela della tradizione. È un’esponente di primo piano del marketing ben studiato che esalta ancor di più i punti forti di quello che lui definisce “un inestimabile patrimonio affettivo e familiare”.

Ca’ Rugate: all’origine di tutto
I luoghi che esprimono al meglio lo spirito e l’anima della realtà veronese sono due. Da una parte c’è l’edificio costruito a Montecchia nel 2002, sede della cantina, dell’area di imbottigliamento e casa di Amedeo Tessari, padre di Michele. E poi c’è la vera e propria Ca’ Rugate, sopra Brognoligo, adagiata tra quelle colline di origine vulcanica da cui prende il nome. È il luogo in cui tutto ebbe inizio ai primi del Novecento, nella lungimiranza di un altro Amedeo, a cui oggi è dedicato il metodo classico 100% Durella. «Un atto d’amore, da un figlio a un padre e da un padre a un figlio», come recita l’etichetta.

Attorno alla casa originaria, Michele ha costruito la sua residenza. Una residenza aperta e immersa tra i vigneti, che ospita una fattoria solidale e un curatissimo orto di erbe medicali con cui si produce il Vermouth di Amarone della Valpolicella.
«Cerchiamo sempre di superare noi stessi – dice Michele – e quando abbiamo deciso di fare il vermouth ci siamo rivolti a chi il vermouth lo fa da sempre. La base è l’Amarone e l’imbottigliamento è realizzato nel Monferrato, in Piemonte. Voglio seguire ogni passo della produzione, dalla crescita delle erbe, fino alla vendita della bottiglia. Questa, per me, è la soddisfazione più grande».

Una produzione biologica e attenta all’ambiente
Accanto all’innovazione e alla tutela della tradizione, Ca’ Rugate – attenta a ogni minimo dettaglio – produce vini biologici che guardano con particolare cura alla preservazione dell’ambiente e della natura.
«Dobbiamo ricordare sempre che tutto viene dalla terra – continua Michele – e la terra va trattata con amore, con parsimonia e con delicatezza».
Vigne che sono l’anima dei Valpolicella “Rio Albo” e “Campo Lavei”. Dell’Amarone “Cima Caponiera” e “Punta 470” (dall’altezza della collina in cui sono localizzate le uve). E poi, tra i bianchi, il Soave Classico “San Michele” e “Monte Fiorentine”, il Superiore “Bucciato”; il Veneto Bianco “Studio” e il passito “Corte Durlo”, 100% Garganega con fermentazione in tini di legno.


La produzione totale annua si attesta intorno alle 750.000 bottiglie, per il 50% destinate al mercato internazionale con una importante rilevanza dei paesi del Nord Europa, seguiti da Giappone e Stati Uniti. Numeri che esprimono chiaramente l’impegno dell’azienda verso una tutela sempre più incisiva del made in Italy e non solo attraverso una bottiglia. Forse ancora di più attraverso un’idea di famiglia che porta avanti i propri sogni e le proprie aspirazioni.

Un museo che ricorda il passato
La familiarità del luogo di produzione si sente tutta all’interno dell’Enomuseo dove sono state ricostruite, con pezzi originali, le stanze di quello che Ca’ Rugate era in passato. Strumenti manuali per la lavorazione dell’uva, botti e damigiane dell’epoca, le tovaglie a quadretti della cucina e una piccola cantina con i “quartini” validati dall’esperto metrico della prima metà del Novecento. Un’immersione nella storia produttiva della famiglia. Ma, soprattutto, nella dimensione sociale e conviviale, dove tutti, ancora oggi, possono sentirsi parte di un progetto che coinvolge direttamente un modo di vivere e di pensare.

L’incontro tra Ca’ Rugate e Al Callianino
Quando tali modi di vivere si incontrano, le sorprese si fanno ancora più interessanti. La degustazione dei vini di Ca’ Rugate si abbina perfettamente alle creazioni dello chef Alberto Mori, anima e fondatore del ristorante Al Callianino di Pergola (VR).

La freschezza del metodo classico “Amedeo” che contrasta e si mescola alla “Variazione dell’orto”, zucchine in 4 diverse consistenze e cotture (in tempura, alla scapece, leggermente grigliata e in emulsione); il Soave “Monte Alto” che esalta il risotto al peperone “bruciato”, olive, acciughe, pesto di basilico e olio al prezzemolo. E, poi, sua maestà l’Amarone “Punta 470” del 2020 che diventa un tutt’uno con il filetto di manzo in salsa al tartufo dei Monti Lessini e spinacino.

Le fragole, i lamponi e il sorbetto che concludono la degustazione assieme al Recioto della Valpolicella “L’Eremita” del 2019. Un rosso passito dolce che rimanda a tempi antichi, alla ricerca di sapori e profumi che come un lungo filo congiungono e incontrano la storia che diventa il presente, l’idea che diventa pratica, perché, ancora Michele Tessari, «Se ti prendi cura delle cose e delle persone, allora esisti. Non c’è altro modo per farlo».

CA’ RUGATE
Via Pergola, 36 – Montecchia di Crosara (VR)
www.carugate.it



