Show cooking e masterclass a Palazzo del Turismo: al centro la biodiversità dell’Etna e l’uso consapevole dei fiori in cucina
I “Sapori dell’Etna”, con i suoi show cooking ispirati alla primavera, curati dagli chef APCI (Associazione Professionisti Cuochi Italiani) hanno rappresentato uno degli appuntamenti centrali del programma della Festa dei Fiori di Acireale (CT). Nella corte di Palazzo del Turismo, cuochi provenienti da diverse realtà siciliane, con esperienze anche internazionali, hanno proposto al pubblico un percorso gastronomico dedicato ai fiori eduli e alla stagionalità.
«È stato un percorso articolato, ma siamo riusciti a portarlo a termine: per noi la masterclass non è una semplice degustazione, ma un modo per trasmettere la nostra etica e i nostri valori, in Italia e all’estero. È un lavoro che non si ferma mai», ha dichiarato Liana De Luca, responsabile dell’organizzazione degli eventi per APCI Sicilia e presidente dell’Associazione Culturale Terramadre, promotrice del progetto insieme ad APCI regionale e alla Fondazione del Carnevale di Acireale.
I fiori eduli come filo conduttore della degustazione
I piatti hanno attraversato l’intero menu, dagli antipasti al dolce, che ha aperto in modo inusuale la degustazione. “Ali di fata”, crumble alle viole e mousse alla vaniglia con cuore di composta di fragole dello chef Mario Failla, ha aperto le danze: un dessert dalla forma floreale, simile a una margherita, arricchito da perle di lime a conferire freschezza. I fiori di salvia e tarassaco, inseriti in fase di finitura, hanno donato vivacità e frizzantezza al candore della parte vanigliata.

I fiori edibili, forniti agli chef, non sono stati utilizzati come mere decorazioni, ma come elemento elemento di raccordo delle diverse proposte. In questo contesto, l’agronomo e cultore del foraging Ennio D’Emanuele è stato prezioso consulente dei cuochi sui fiori da abbinare a ogni ricetta.
«Questi fiori, veri e propri alimenti funzionali, sono ricchi di vitamine, proteine e composti antiossidanti e, nelle mani degli chef, contribuiscono anche al valore nutrizionale del piatto», ha spiegato.
Dalla teoria alla pratica: il ruolo del foraging
Sollecitato dalle domande della giornalista Rita Patanè e della responsabile delle Pubbliche Relazioni Cristina Cocuzza, che hanno condotto le masterclass, D’Emanuele ha precisato:
«Non tutti i fiori hanno un gusto delicato, come si pensa comunemente. I fiori di aglio selvatico, ad esempio, sono candidi e piccini ma presentano un sapore deciso; il nasturzio ha una nota piccante; l’acetosella gialla è ricca di vitamina C. Tutti i fiori utilizzati sono spontanei e raccolti poche ore prima, nel rispetto della stagionalità».
I piatti presentati, tra Sicilia e influenze internazionali
Le proposte degli chef Giovanni Gambuzza e Salvo Sardo si collocano tra antipasti e secondi piatti sfiziosi. Gambuzza, delegato APCI per Siracusa, ha presentato “Ombrina in benvenuta primavera”, in cui il pesce fa da base a una spuma leggera che unisce pesce bianco, pollo e crema di latte, in un abbraccio di erbe aromatiche e fiori di campo.

L’acetosella rappresenta l’elemento distintivo del piatto, utilizzata sia nell’impasto sia in un dressing dal gusto deciso. Un piatto non comune, come il particolare “Gelato di ricci di mare“, ideato dallo stesso Gambuzza, in base al periodo e alla disponibilità di questa risorsa ittica. Il bouquet finale di papavero rosso, margherita gialla e bianca, malva e fiori di borragine regala alla ricetta una nota intrigante.
Il terzo piatto, “Rosa blu” dello chef Salvo Sardo, introduce suggestioni esotiche. Dopo le sue esperienze tra Londra, Dubai e Caraibi, lo chef propone una cernia cruda marinata, modellata a forma di rosa, accompagnata da un chutney di mango, ananas, pomodoro, cipolla rossa e jalapeño.

Il piatto combina elementi caraibici e tecniche contemporanee, con un gazpacho a base di acqua di mare aromatizzato con malva e spirulina blu, che conferisce una caratteristica tonalità acquamarina, completata da note agrumate di limone e arancia. Fondamentale il ruolo del cavolo cappuccio viola, utilizzato per impreziosire di sfumature bluastre i petali del pesce.
I risotti
Lo chef Pasquale Caliri, delegato APCI per il comprensorio messinese, ha proposto il “risotto alla camomilla, cozze, asparagi, zafferano, polline e ibisco”, strettamente correlato alla tradizione siciliana, con tocchi decisi di un’avanguardia sana, non eccessiva, né prevaricante.

A chiudere l’appuntamento, lo chef e presidente APCI Sicilia Rosario Leonardi con il “Risotto botanico con erbe, fiori e salsedine costiera”, espressione di una visionarietà mediterranea. Il piatto concentra in sé una ricca biodiversità che unisce la componente vegetale e quella marina, valorizzata dal riso Carnaroli.

Prezioso il contributo dei docenti e degli studenti dell’IPSSAR “E. Medi” di Randazzo, coinvolti nelle attività operative durante le masterclass.
Presenti agli show cooking anche il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e il presidente della Fondazione del Carnevale di Acireale Giuseppe Sardo.



