Mercati internazionali, vini a basso tenore alcolico e nuove strategie di sviluppo sono stati al centro del quinto convegno promosso dal Consorzio Garda DOC a Lazise
“Strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo” è stato il titolo del quinto convegno organizzato dal Consorzio Garda DOC, nell’ambito di Garda Wine Stories. Il 4 giugno, alla Dogana Veneta di Lazise (VR) si sono riuniti circa 40 tra giornalisti, produttori e operatori del settore.
Ad aprire i lavori è stata l’enologa Sissi Baratella, che ha introdotto gli interventi di Paolo Fiorini, presidente del Consorzio Garda DOC, Eugenio Pomarici dell’Università di Padova, Patrick Schmitt MW, caporedattore di The Drinks Business, Alessandra Piubello di Decanter e Karin Eymael di Weinwirtschaft e Meininger’s International.

Le nuove strategie del Garda DOC tra identità e innovazione
Nel suo intervento, il presidente del Consorzio Paolo Fiorini ha fatto il punto della situazione della denominazione Garda DOC, nata nel 1996, e oggi estesa su un territorio che coinvolge dieci denominazioni tra le province di Brescia, Mantova e Verona, una realtà che ha uno stretto legame con il Lago di Garda.

Particolare attenzione è stata dedicata alle recenti novità introdotte nel disciplinare, che puntano a rafforzare la competitività della denominazione sui mercati nazionali e internazionali.
Tra le principali innovazioni figurano il Pinot Grigio con l’indicazione in etichetta “Rosato” o “Ramato”, la riduzione del titolo alcolometrico minimo della Garganega Garda DOC al 9% vol e l’introduzione del Garda Spumante Metodo Classico con la menzione “Crémant”.
Vini a basso contenuto alcolico: una tendenza destinata a crescere
Il professor Eugenio Pomarici ha analizzato l’aumento dell’interesse dei consumatori verso vini caratterizzati da un contenuto alcolico inferiore rispetto alla media attuale del mercato. Secondo il docente dell’Università di Padova, il fenomeno è legato sia all’evoluzione delle preferenze dei consumatori che agli effetti del cambiamento climatico, che negli ultimi decenni hanno favorito una progressiva crescita del grado alcolico naturale delle uve.
Un dato di fatto è che nel mercato hanno iniziato a trovare spazio e visibilità i prodotti ottenuti dalla dealcolazione totale o parziale dei vini (NoLo – No Alcohol e Low Alcohol). La loro espansione nello scenario vitivinicolo a livello globale ha indotto l’UE a riconoscerne l’importanza; dal 2023, infatti, l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) ammette la versione dealcolata delle diverse tipologie di vino.
Pur rappresentando ancora una quota limitata del mercato, questi vini registrano tassi di crescita significativi in molti Paesi, a fronte di un consumo globale di vino tradizionale in costante contrazione.

Regno Unito e Germania osservano con interesse il segmento low alcol
Patrick Schmitt MW ha evidenziato come il mercato britannico stia vivendo una fase di profonda trasformazione, anche a causa delle accise legate al contenuto alcolico, che stanno influenzando le scelte produttive e commerciali delle aziende vitivinicole.
Secondo il giornalista di The Drinks Business, il Garda DOC potrebbe trovare importanti opportunità di sviluppo proprio nel segmento dei vini a basso tenore alcolico, a condizione di adottare adeguate strategie di prezzo e una distribuzione in grado di cogliere le opportunità del mercato, soprattutto se si pensa che la maggior parte dei vini in commercio sono sotto il 9% di volume alcolometrico.
Sul fronte tedesco, Karin Eymael ha invece sottolineato l’importanza di una comunicazione chiara verso il consumatore, distinguendo i vini dealcolati o parzialmente dealcolati da quelli che nascono con un basso contenuto alcolico grazie a precise scelte viticole ed enologiche, come nel caso della Garganega Garda DOC.
Il convegno si è concluso con una degustazione di prodotti del territorio e con un banco d’assaggio dedicato ad alcune etichette rappresentative della denominazione Garda DOC.



