Dalle terre vulcaniche alla costa tirrenica e abruzzese, l’evento dell’Associazione Italiana Sommelier si prepara a celebrare la rinascita enologica della regione attraverso i suoi vitigni autoctoni. Della kermesse del 2 marzo e del futuro del vino ne abbiamo parlato in questa intervista al presidente AIS Lazio
Le colline dei Castelli Romani, le terre vulcaniche della Campania, e poi Marche, Toscana, Umbria e tanto Lazio ancora: l’eccellenza del vino si prepara a raccontarsi in tutte le sue sfumature durante Esperienze di Vitae 2025, l’evento organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Lazio che metterà in luce le eccellenze enologiche del Centro Italia.
Un viaggio nel bicchiere che vedrà protagonisti i vitigni autoctoni – dal Cesanese al Greco, dalla Malvasia Puntinata al Trebbiano Giallo – espressione di terroir unici e di una rinascita qualitativa che sta tracciando nuove rotte nel panorama enologico italiano.
Intervista a Francesco Guercilena, Presidente AIS Lazio
«Il Lazio sta vivendo una fase di grande fermento.», ci spiega Francesco Guercilena, presidente AIS Lazio, durante l’intervista che ci ha rilasciato. Un momento di evoluzione che vede i produttori impegnati nella valorizzazione delle uve locali, nella sperimentazione in cantina e nella ricerca di vini dalla forte personalità.
L’appuntamento, che si terrà il 2 marzo presso l’A.Roma Life Style Hotel (tutti i dettagli qui) permetterà di degustare le etichette premiate dalla Guida Vitae AIS 2025 e di partecipare a due masterclass dedicate (30 euro per i soci AIS, 40 per i non soci). Un’occasione per scoprire, grazie anche al contributo di Arsial, come sta cambiando anche il volto enologico della regione Lazio.
Esperienze di Vitae 2025 non è solo una grande degustazione, ma un’occasione per raccontare il valore del vino del Centro Italia. Qual è l’obiettivo principale dell’evento?
«L’obiettivo principale è proprio quello di valorizzare e far conoscere le eccellenze vitivinicole del Centro Italia. Non si tratta solo di una grande degustazione, ma di un momento di incontro e confronto tra produttori, esperti e appassionati del settore, in cui si ha l’opportunità di raccontare le storie dei territori, delle tradizioni e delle tecniche che rendono unici i vini di questa straordinaria area del nostro paese».
Il Lazio avrà un ruolo di primo piano, anche grazie al contributo di Arsial. Quali sono le peculiarità enologiche della regione che meritano maggiore attenzione a livello nazionale e internazionale?
«Il Lazio ha un patrimonio enologico ricco e variegato, con molte peculiarità che lo rendono un territorio in continua crescita e da scoprire, con vitigni, spesso meno conosciuti rispetto ai grandi nomi del panorama vinicolo italiano, che stanno vivendo una riscoperta, portando alla creazione di vini di alta qualità, distintivi e con una forte identità territoriale. La regione sta vivendo una vera e propria rinascita enologica e oggi stiamo assistendo a un’evoluzione dei suoi vini che puntano sulla qualità e sulla sperimentazione, con produzioni più strutturate e in grado di esprimere anche grande longevità. La tendenza a valorizzare e produrre monovitigni sta prendendo piede anche qui da noi. Questo approccio, che permette di esprimere al meglio le potenzialità di ciascun vitigno, consente di creare vini distintivi che si stanno facendo apprezzare tanto in Italia quanto all’estero. Grazie a queste peculiarità, il Lazio ha tutte le potenzialità per emergere come una delle regioni vinicole di punta in Italia, tanto a livello nazionale quanto internazionale. L’inclusione di Arsial come partner dell’evento contribuirà senza dubbio a sostenere e promuovere l’intero comparto vitivinicolo regionale, favorendo la visibilità delle sue migliori produzioni».

Nella presentazione dell’evento in conferenza stampa si è parlato di un modello produttivo che unisce innovazione, sostenibilità e identità territoriale. Come si traducono questi valori nella selezione dei vini premiati dalla guida Vitae?
«La Guida Vitae seleziona i vini premiati basandosi su principi concreti che orientano la scelta dei migliori vini, rappresentando un punto di riferimento per il futuro del panorama vitivinicolo. I vini premiati sono spesso il frutto di un approccio innovativo in cantina, che combina la tradizione con le moderne tecnologie per migliorare la qualità e l’espressione del territorio. La sperimentazione in cantina, l’uso di tecniche avanzate per la vinificazione e la gestione sostenibile delle risorse sono caratteristiche che emergono tra i vini premiati. La sostenibilità è un aspetto fondamentale nella selezione dei vini premiati. I produttori che adottano pratiche agricole sostenibili, come l’uso ridotto di pesticidi, la protezione della biodiversità e la minimizzazione dell’impatto ambientale, sono fortemente valorizzati. L’identità territoriale è un valore imprescindibile che guida la selezione dei vini premiati, che sono espressione autentica delle caratteristiche uniche dei territori in cui sono prodotti, valorizzando i vitigni autoctoni e le tradizioni locali. In sintesi, la selezione dei vini premiati dalla Guida Vitae è il risultato di un equilibrio tra innovazione e tradizione, con un forte impegno per la sostenibilità e il rispetto dell’identità territoriale».
Quali sono gli obiettivi futuri di AIS Lazio per continuare a promuovere la cultura enologica nella regione?
«L’AIS Lazio è da sempre un punto di riferimento per la cultura enologica locale: si impegna a rafforzare la sua posizione attraverso la valorizzazione delle eccellenze vinicole autoctone, con un focus sui vitigni tradizionali e i vini che esprimono l’autenticità del terroir laziale. L’associazione intende intensificare la formazione continua di sommelier e appassionati, offrendo corsi avanzati e workshop per elevare la competenza nel settore. Parallelamente, AIS Lazio mira a promuovere l’enoturismo, collaborando con cantine e istituzioni per creare percorsi che valorizzino il patrimonio enologico e paesaggistico della regione. Infine, l’associazione si dedica all’internazionalizzazione dei vini laziali, organizzando eventi e degustazioni per favorire l’incontro tra produttori locali e buyer internazionali, ampliando così la visibilità dei vini del Lazio sui mercati globali».
Guardando invece al futuro del vino italiano, quali sono le sfide più urgenti che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni?
«Il settore vinicolo italiano si trova di fronte a un futuro denso di sfide, che richiedono risposte immediate e strategiche. In primo luogo, i cambiamenti climatici impongono un adattamento radicale delle pratiche agricole, con investimenti in tecnologie innovative e varietà di uva resistenti. La sostenibilità diventa un imperativo, con la necessità di adottare pratiche ecologiche in ogni fase della produzione, dall’agricoltura all’imbottigliamento, per rispondere alla crescente domanda di vini sostenibili. La globalizzazione del mercato esige una forte tutela delle denominazioni di origine e una promozione efficace del “Made in Italy”, per contrastare la concorrenza internazionale. L’innovazione digitale si rivela fondamentale per raggiungere le nuove generazioni di consumatori, attraverso piattaforme online e strategie di marketing digitali. Infine, l’autenticità e la riconoscibilità dei vini italiani, con la loro ricca storia e varietà autoctone, devono essere valorizzate e comunicate in modo incisivo, per mantenere e rafforzare la leadership del vino italiano nel panorama mondiale».
Per maggiori informazioni sull’evento, visitare il sito di AIS Lazio www.aislazio.it



