Campania Gazzetta del Vino

La Pietra di Tommasone, tra passato e futuro

Tradizione familiare, spirito imprenditoriale e costante ricerca della qualità animano da cinque generazioni la famiglia Monti, una delle cantine fiore all’occhiello della viticoltura ischitana

Un panorama di Ischia (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Terra di vigneti estremi, stretti tra la roccia e l’acqua salmastra dove produrre vino è sacrificio, atto eroico e attaccamento alle radici. Nasce a Ischia l’affascinante storia dell’azienda vitivinicola La Pietra di Tommasone, il cui nucleo originario risale a oltre 250 anni fa.

La viticoltura ischitana ha tradizione millenaria e rappresenta il simbolo identitario di un’isola che è tesoro inestimabile di vecchi saperi, uve, mare e uomini. Passione ed esperienza qui sono imprescindibili per affrontare la continua sfida alla natura.

La Pietra di Tommasone: famiglia Monti
La famiglia Monti (Foto © La Pietra di Tommasone).

Lucia Monti, piglio determinato e idee chiare

Una passione tramandata di padre in figlio è la molla che, nel 2000, fa scattare il ritorno alle origini di Antonio Monti dopo un’esperienza ventennale come ristoratore a Colonia. L’intreccio fra tradizione familiare, impegno e perseveranza risalgono al 1700 con la costruzione dell’attuale cantina e sede dell’azienda nella località Fango di Lacco Ameno.

Dal 2009 è al timone della cantina la figlia Lucia, cresciuta in Germania, diventata enologa attraverso un percorso di studi e stage presso aziende friulane e tedesche. Affiancata dal marito Giuseppe Andreoli, è l’interprete della filosofia aziendale del “fare poco per fare meglio” volta a garantire un prodotto di qualità nel rispetto della valorizzazione del patrimonio autoctono grazie all’impiego di tecniche enologiche avanzate.

Le parole chiave della viticoltura di Lucia sono la buona agricoltura, l’artigianalità, il tempo e gli obiettivi chiari per il futuro. Ogni vino concepito racconta il microcosmo ischitano e i suoi elementi naturali: mare, sole e vento.

La Pietra di Tommasone: i vigneti e la produzione

17 ettari suddivisi in 14 piccole tenute disseminate in tutta l’isola. La maggioranza dei vigneti si trova nel comune di Forio, nella parte occidentale, sino ad arrivare a Sant’Angelo, il punto più meridionale. Qui c’è Tenuta Monte Zunta, la vigna più prestigiosa a 450 s.l.m.

La Pietra di Tommasone: Monte Zunta
La Tenuta di Monte Zunta, la vigna più prestigiosa (Foto © La Pietra di Tommasone).

Il 70% della produzione è costituita da vini bianchi ottenuti da vitigni autoctoni, quali Biancolella e Forastera. Tra i rossi troviamo il Piedirosso e la Guarnaccia, a cui si aggiungono altre varietà come Fiano, Aglianico, Montepulciano e Cabernet Sauvignon.

L’amore e l’attenzione per il territorio sono alla base della produzione della cantina, condizione irrinunciabile per creare etichette che siano un momento di conoscenza e condivisione.

La linea di spumanti Metodo Classico

La Pietra di Tommasone ha arricchito la gamma aziendale con una linea di spumanti Metodo Classico, bianco e rosato, dedicata ai genitori Antonio e Birgit. Lucia Monti è una pioniera in tal senso perchè, già dal 2015, ha avviato ricerche e sperimentazioni in questa direzione al fine di comprendere quali fossero i vitigni autoctoni più adatti a tracciare la strada spumantistica.

La piccola produzione artigianale, moderna e piacevole, è un’assoluta novità sull’Isola di Ischia ed è custodita in poche e preziose bottiglie (circa 2.400) con etichette dell’artista Massimo Venia.

Gli spumanti sono prodotti con uve selezionate e raccolte a mano a inizio settembre, vinificate con pressatura molto soffice e fermentazione a temperatura controllata. Sono vini fruttati e di raffinata eleganza, con alta acidità e capacità di serbevolezza, che sviluppano sensibilità al gusto e alla qualità.

La Pietra di Tommasone: Spumanti Metodo Classico
Da sinistra,  “Ischia Bianco Spumante DOC Metodo Classico Tradizionale Extra Brut” e “Rosato Spumante Brì 1955” (Foto © La Pietra di Tommasone).

L’Ischia Bianco Spumante DOC Metodo Classico Tradizionale Extra Brut 2015

Ottenuto da uve Biancolella e Forastera provenienti dal vigneto di Tenuta Chiena situato nel cuore di Forio. Fermentazione in acciaio con permanenza sui lieviti almeno 6 mesi; dopo la filtrazione e l’aggiunta della liquer de tirage avviene la seconda fermentazione in bottiglia e una maturazione sui lieviti di 24 mesi, con dégorgement nel 2018.

Il colore è giallo paglierino brillante e intenso, con riflessi dorati che rivelano una veste ben espressa nella perfomance del perlage fine e persistente; l’aroma è complesso e ampio con note di frutta gialla, pesca, crosta di pane, erbe aromatiche su un sottofondo di sfumature mielate e di frutta secca. In bocca, lo spumante è avvolgente e sapido con una scia minerale sorretta da una vibrante spalla acida.

Capace di mantenere la sua longevità, si adatta benissimo come aperitivo o a tutto pasto, eccellente se accostato a pietanze a base di cruditè di mare, crostacei, pesce bianco o frutti di mare preparati in modo delicato. 

Il Rosato Spumante Brì 1955

Vino Spumante di Qualità Dosaggio Zero nasce da uve di Aglianico 100% provenienti dalle Tenute Coste nel comune di Lacco Ameno, a nord-ovest dell’Isola. Procedimento di vinificazione e affinamento sui lieviti sono uguali a quelli dell’Ischia Bianco DOC. Questo spumante è dedicato alla madre di Lucia, Birgit, di origini tedesche, chiamata affettuosamente dal marito col vezzeggiativo “Brì’”.

Sfoggia una veste dal colore rosa tenue molto luminoso con bollicine finissime e persistenti, la spuma è cremosa. Olfatto delicato di fragoline di bosco e raffinato nei ricordi di erbe aromatiche, fiori di campo, agrumi, pompelmo rosa, brioche e un pizzico di pepe bianco. In bocca è solido ma carezzevole, la sua dinamica è aggraziata, preferisce un incedere elegante e misurato. Spiccano le note minerali e una straordinaria freschezza con rimandi di brezza marina e tonalità erbacee. Un vino di grande pulizia, eleganza, con un finale di buona persistenza.

Altre due etichette da non perdere sono l’Ischia Biancolella DOC 2019 in purezza e il Rosamonti IGT Epomeo Rosato, blend di Aglianico e Piedirosso.

Azienda Agricola La Pietra di Tommasone
Via Provinciale Lacco Fango, 144 – Lacco Ameno (NA)  
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Amanda Arena

Amanda Arena

«Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte» è la frase di François de La Rochefoucauld che mi guida nella scelta dell’alimentazione. Laureata in Scienze Politiche, specializzata in Marketing vitivinicolo e sommelier, lavoro nella comunicazione e amo esplorare i mondi del vino e del cibo per raccontarne gli aromi, i sapori, i protagonisti e i territori.

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