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Guida Michelin 2019: i “Bros” portano a Lecce la prima stella

Per la “Rossa”, mattinata di assegnazioni a Parma dove Floriano Pellegrino e Isabella Potì portano per la prima volta il titolo in Salento. Mauro Uliassi conquista le tre stelle.

Guida Michelin 2019, stelle che arrivano e stelle che si perdono
Mauro Uliassi e Antonino Cannavacciuolo (Foto © Facebook).

Ha avuto luogo questa mattina, per la terza volta a Parma (il prossimo anno si terrà invece a Piacenza), la presentazione della sessantaquattresima edizione italiana della Guida Michelin 2019 che ha confermato il grande successo per Antonino Canavacciuolo (una stella per ciascuno dei suoi bistrot di Torino e Novara). Felicità per Enrico Bartolini che, con il suo Sant’Uffizio di Cioccaro di Penango, raggiunge un’altra stella e per Mauro Uliassi (Ristorante Uliassi di Senigallia) che sale sul podio delle tre stelle. Una bella novità per il Salento, ed in particolare per Lecce, dove arriva la prima stella grazie a Floriano Pellegrino e Isabella Potì per il loro “Bros’”.

Delusione per Carlo Cracco, che non conquista la seconda stella con il ristorante di galleria Vittorio Emanuele II a Milano, al quale è stata confermata una stella e segnalato per l’eleganza. Armani, invece, perde la prima stella per il ristorante milanese.

Guida Michelin 2019, stelle che arrivano e stelle che si perdono
Floriano Pellegrino e Isabella Potì per il loro “Bros’”.

Dopo la Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e Osterie d’Italia di Slow Food , dunque, anche i critici della prestigiosa Michelin hanno reso noti i loro giudizi che si basano sia sullo chef che sul locale. Sotto la lente anche i prodotti del territorio, la vicinanza con i luoghi di origine delle rispettive cucine dei ristoranti e l’equilibrio tra tradizione e innovazione.

Sono state 29 le nuove assegnazioni:

  • Porto Cervo, Confusion Lounge, Italo Basso
  • Catania, Sapio di Alessandro Ingiulla
  • Taormina, Saint George by Heinz Beck chef Giovanni Solofra
  • Santa Cristina d’Aspromonte, Quafiz di Antonino ‘Nino’ Rossi
  • Savelletri, Due Camini, chef Domingo Sghingaro
  • Lecce, Bros, Floriano Pellegrino e Isabella Potì
  • Bacoli, Caracol, chef Angelo Carannante
  • Matera, Vitantonio Lombardo col locale che porta il suo nome
  • Caggiano, Locanda Severino, Giuseppe Misuriello
  • Vitorchiano, Casa Iozzia, chef Lorenzo Iozzia
  • Viterbo, Danilo Ciavattini del locale omonimo
  • Roma, il Moma con Andrea Pasqualucci
  • Cerbaia, La Tenda Rossa con Maria Probst e Cristian Santandrea
  • Lucignano, Al 43, chef Maurizio Bardotti
  • Lucca, Il Giglio, Stefano Terigi, Benedetto Rullo, Lorenzo Stefanini
  • Rimini, Abocar Due Cucine, Mariano Guardianelli
  • Trieste, Harry’s Piccolo, Alessandro Buffa
  • Madonna di Campiglio, Stube Hermitage, chef Giovanni D’Alitta
  • Bolzano, In viaggio chef Claudio Melis
  • Collepietra (Bz), Astra, chef Gregor Eschgfaeller
  • San Bonifacio, Degusto Cuisine chef Matteo Grandi
  • Verona, 12 Apostoli, Mauro Buffo
  • Cernobbio, Materia, Davide Caranchini
  • Pudiano (Bs), Sedicesimo Secolo, Simone Breda
  • Torino, Spazio 7, Alessandro Mecca
  • Torino, Carignano, Marco Miglioli
  • Cioccaro, Locanda del Sant’Uffizio by Enrico Bartolini, Gabriele Boffa
  • Novara, Cannavacciuolo Bistrot, chef Vincenzo Manicone
  • Torino, Cannavacciuolo Bistrot, chef Nicola Somma.

Le stelle Michelin in Italia nel 2019 sono in totale 367 così ripartite:

  • 10 “3 stelle” (una in più rispetto allo scorso anno),
  • 39 “2 stelle” (due in meno rispetto allo scorso anno)
  • 318 “1 stella” (12 in più rispetto al 2018).
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Marco Miglietta

Marco Miglietta

Giurista di professione, scrittore per passione. Cultore del diritto a mangiar bene, mi piace favorire l’incontro tra norme giuridiche ed enogastronomia. Cenni biografici? Dalle orecchiette, passando per lo gnocco fritto, fino alla cotoletta: questa la mia vita in un menù.

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Scritto il: venerdì, 16 Novembre 2018

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