Dai segnali di stabilizzazione del vino alla crescita degli spirits: i dati 2025 e le riflessioni di Proposta Vini sui consumi e sulle scelte delle nuove generazioni
Dalla recente presentazione, ospitata negli accoglienti spazi della Stazione Leopolda di Firenze, del nuovo catalogo Vini e Spirits di Proposta Vini, una delle più importanti realtà italiane di importazione e distribuzione enologica, sono emerse alcune tendenze che – a giudizio di un attento osservatore del mercato come è il fondatore dell’azienda trentina, Gianpaolo Girardi – rappresentano riflessioni utili a capire i movimenti del mercato e le scelte dei consumatori, soprattutto gli orientamento delle nuove generazioni.
Il mercato del vino tra stabilizzazione e nuovi equilibri
Secondo Gianpaolo, oggi affiancato nella conduzione aziendale dal figlio Andrea, il 2025 ha ricalcato l’andamento dell’anno precedente, con una chiusura positiva e un leggero incremento di fatturato (+1%). Le prospettive per il 2026 parlano di una crescita moderata, in un contesto che continua però a trasformarsi.
Tra i segnali più evidenti c’è la conferma del rallentamento dello Champagne di fascia alta. Come già nel 2024, anche nel 2025 le etichette più costose hanno sofferto un calo che non sembra destinato a invertirsi nel breve periodo.
Sul fronte dei vini rossi, il mercato mostra segnali di assestamento. Il calo dei consumi sta rallentando e, dopo una fase di stabilizzazione, potrebbe arrivare un’inversione di tendenza. Resta invece strutturale, soprattutto nel canale Horeca, la contrazione dei grandi rossi iconici – dai Supertuscan ai tagli bordolesi – penalizzati da prezzi elevati e da gradazioni alcoliche sempre meno in linea con le preferenze del pubblico.
Continua infine l’interesse verso i vini naturali. Un’attenzione che evolve: se la spinta resta legata ai temi della salute e del rispetto ambientale, cresce la richiesta di prodotti più puliti sul piano gustativo, privi di difetti e capaci di coniugare artigianalità e qualità sensoriale.
«Da decenni il consumo pro capite di vino è in diminuzione – sottolinea Girardi – ma oggi si inizia finalmente a raccontarlo attraverso la sua dimensione storico-culturale, il legame con il territorio e la cucina».
In questo senso, il possibile riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio UNESCO potrebbe diventare un volano per valorizzare il vino come elemento identitario e promuovere vitigni storici e produzioni artigianali.

Spirits: crescita, mixology e ritorno alla tradizione
Il comparto spirits si conferma dinamico e in forte espansione. Proposta Spirits, la divisione dedicata ai distillati e ai liquori, ha chiuso il 2025 con una crescita delle vendite del 34%. A delineare i trend per il 2026 è Antonio Beneforti, selezionatore della divisione.
Il grande protagonista annunciato è il Vermouth, destinato a vivere una nuova stagione di successo. Prodotto profondamente legato alla tradizione italiana, si sta affermando come ponte naturale tra enologia e liquoristica. Riscoperto come aperitivo – dal classico Vermuttino torinese con soda e scorza di agrumi alle versioni più contemporanee con tonica – il Vermouth trova spazio anche a fine pasto, come alternativa al vino da dessert grazie al suo profilo speziato. Un prodotto trasversale, capace di parlare agli over 50 attraverso la tradizione e ai più giovani tramite la mixology.
Il gin continua a crescere anche nel 2025, con incrementi a doppia cifra, spingendo la produzione e sottraendo attenzione agli spritz, oggi in fase calante. Tuttavia, il mercato sembra aver raggiunto un punto di saturazione: il 2026 potrebbe segnare una selezione naturale, premiando i produttori con una forte identità territoriale e una narrazione autentica.
Più complessa la situazione degli amari, penalizzati nel 2025 da un calo dei consumi after dinner, anche a causa delle nuove norme del Codice della strada. Segnali decisamente più positivi arrivano invece dai cosiddetti brown spirits – rum, whisky, brandy e cognac – che stanno conquistando nuovi estimatori e spazio nelle drink list di bar e ristoranti.

Sostenibilità, da trend a valore condiviso
Trasversale a tutto il mondo spirits è il tema della sostenibilità. Se nel 2024 rappresentava ancora una novità, il 2025 ha segnato un’accelerazione significativa. Una sensibilità destinata a rafforzarsi nel 2026, con un numero crescente di locali che scelgono cocktail list composte esclusivamente da prodotti sostenibili o che attivano iniziative sociali e ambientali in linea con le scelte dei produttori.
Il 2026 si profila dunque come un anno di consolidamento e trasformazione: meno eccessi, più identità, attenzione al territorio e una crescente ricerca di equilibrio tra tradizione, qualità e nuovi linguaggi di consumo. Un cambiamento che coinvolge vino e spirits e che riflette un pubblico sempre più consapevole.
Maggiori informazioni su Proposta Vini: www.propostavini.com




