Un viaggio da San Pietro di Barbozza a Farra di Soligo, per scoprire espressioni in calice che raccontano l’identità dei territori
Quando si parla di “Rive” del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ci si riferisce a una delle 43 micro-zone selezionate che, per il mix di microclima, terreno, pendenza ed esposizione, si distinguono per l’inequivocabile terroir tanto da meritare una dizione aggiuntiva. Vocati vigneti abbarbicati sui pendii più ripidi di un singolo comune o di una sua frazione, con regole più stringenti, come la vendemmia esclusivamente manuale (ma in molti casi sarebbe impossibile fare altrimenti), produzione limitata e obbligo di riportare l’annata in etichetta.
Rive del Valdobbiadene DOCG: 6 etichette da provare
Per i brindisi a cavallo dell’equinozio d’estate vi proponiamo cinque bollicine d’autore per provare nel calice le mille sfaccettature di questi straordinari terroir.
Bortolomiol “Motus Vitae” Grande Cuvée del Fondatore Extra Brut 2022: Rive di San Pietro di Barbozza

Il Motus Vitae è uno degli alfieri della linea dedicata a quell’abile spumantista, oltre che visionario sperimentatore, che è stato Giuliano Bortolomiol, uno dei padri putativi della denominazione, strenuo e antesignano difensore della qualità superiore del “Prosecco di collina” di Valdobbiadene.
Il Motus Vitae è una cuvée frutto delle uve del vigneto di famiglia di San Pietro di Barbozza, prodotto con sole uve Glera, raccolte e selezionate a mano. Segue la lunga presa di spuma e l’affinamento sui propri lieviti per dar vita alle eleganti bollicine dal finissimo perlage sullo sfondo di un brillante giallo paglierino.
Olfattivo di fiori bianchi, pesca bianca, cedro, frutta tropicale e un finale minerale e gessoso. Sorso complesso e fragrante, agrumato e armonico. Un Valdobbiadene Docg fortemente gastronomico che dialoga senza timore con pesce azzurro alla brace o carni bianche, ma senza disdegnare i classici accostamenti con i crostacei o con le mediterranee linguine ai frutti di mare.
Info: www.bortolomiol.com
La Tordera “Tittoni” Dry 2024 – Rive di Vidor
Con la centenaria cantina della famiglia Vettoretti a Vidor la scelta ricade su una celebrata etichetta come il loro “Tittoni“, dal cognome dell’antico proprietario del vigneto che – dopo la Prima Guerra Mondiale – donò tutti i suoi terreni alla Scuola Materna di Vidor.
Un’etichetta che ha fatto scuola, è il caso di dire, per la sua bilanciata piacevolezza, svezzata sui terreni di roccia conglomerata posti a circa 150-200 metri s.l.m. delle Rive del luogo dove ha sede la storica cantina trevigiana.
La spumantizzazione a temperatura controllata e l’affinamento su lieviti selezionati dà luogo nel calice ad un giallo paglierino brillante con perlage elegante e persistente. Al naso dominano i sentori fruttati di frutta esotica (ananas matura), scorza d’arancia, fiori di zagara e di sambuco e una lieve nota gessosa. In bocca è avvolgente, di grande equilibrio con finale piacevolmente ammandorlato. Di estrema versatilità può spaziare dalle tartare di pesce alle carni bianche fino ad uno strudel di mele.
Info: latordera.it

Andreola “Marna del Bacio” Extra Brut 2024 – Rive di San Pietro di Barbozza

Stefano Pola, dopo l’elegante cofanetto che lo scorso anno ha suggellato il quarantennale della fondazione con la preziosa collezione di ben sei Rive: Col San Martino, Guia, Refrontolo, Rolle, San Pietro di Feletto e Soligo, ha presentato pochi mesi fa il “settimo sigillo”, il Marna del Bacio 2024 Extra Brut Rive di San Pietro di Barbozza.
Un Valdobbiadene Docg che nasce da un appezzamento di circa 2 ettari, a 300-350 metri di altitudine, con pendenze anche dell’80% e suoli ricchi di marne calcaree e biancone. Si distingue per il suo perlage cristallino, fine e persistente e una spuma cremosa, che nel calice assume un tenue giallo paglierino con lievi riflessi verdolini. Olfattivo di fiori bianchi, mela verde e pesca bianca e sorso elegante e sapido, perfetto per accompagnare antipasti di pesce crudo, fritti, formaggi freschi o carni bianche.
Info: www.andreola.eu
Merotto “Cuvée del Fondatore” Brut 2024 – Rive Di Col S. Martino
La Cuvée del Fondatore nasce dall’esperienza di oltre 50 anni di Graziano Merotto, che continua a valorizzare i suoi vigneti nelle Rive di Col San Martino, a 230 metri s.l.m.
Un Valdobbiadene Docg ottenuto dai selezionati grappoli di Glera provenienti in buona parte dalla famosa particella 86 delle Rive di Col San Martino raccolti in doppia maturazione per ottenere un leggero appassimento in pianta e aumentarne, con questa intuizione di Graziano, la complessità gustativa.
Presa di spuma in autoclave per 60 giorni poi altri 120 sui propri lieviti per un Valdobbiadene dalla spuma cremosa e finissimo perlage con profumi di frutta bianca, mela renetta, lime e sensazioni floreali ed erbacee. Palato fresco ed agrumato con lieve nota minerale e persistente retrogusto fruttato. A suo agio su primi di pesce come i ravioli di orata come su un plateau di frutti di mare.
Info: merotto.it

Le Colture “Gerardo” Extra Brut 2024 – Rive di Santo Stefano

La versione delle Rive della azienda di Santo Stefano di Valdobbiadene è affidata a questa etichetta dedicata a nonno Gerardo che, come ricordano i nipoti, curava con passione e dedizione i filari delle sue amate Rive.
Un Valdobbiadene Docg che nasce dalle vigne più vecchie (con età che oscilla dai 50 ai 70 anni) di proprietà aziendale, appoggiate sulle scoscese Rive di Santo Stefano. Dopo la pressatura soffice e la presa di spuma con un Martinotti lungo, nel calice esprime un perlage fine e persistente, contraddistinto dal tipico color giallo paglierino con dominante agrumate e vegetale e sentori di frutta esotica, fiori ed erbe aromatiche, accompagnati da una piacevole nota di panetteria. Perfetto da aperitivo si sposa bene con antipasti di pesce o verdure, primi di mare e grigliate di pesce.
Info: www.lecolture.com
La Farra Extra Brut 2024 – Rive di Farra di Soligo
Da un panorama che racchiude la sintesi della viticoltura eroica del Valdobbiadene Docg come il Belvedere de La Farra arriva l’ultima bottiglia, l’Extra Brut 2024 Rive di Farra di Soligo dell’omonima azienda della famiglia Nardi, Adamaria, Guido e Innocente. Nel passaggio generazionale hanno saputo consolidare una realtà capace di raccontare la storia delle loro colline natie.
Una referenza che, insieme all’Extra Dry, rappresenta il loro vertice qualitativo, con i grappoli di Glera provenienti dal vigneto “Rive dei Nardi” poggiato su terreni argillosi-calcerei nell’alta collina di Farra di Soligo.
Nel calice il suo giallo paglierino denota subito un accattivante perlage che al naso apre a profumi di mela Golden e note di glicine, sambuco e acacia. Sorso piacevolmente minerale e cremoso, di grande piacevolezza. Perfetto da aperitivo si abbina ad antipasti di verdure, tartare di pesce o un risotto gamberi e zucchine.
Info: www.lafarra.it





