Dopo otto mesi si è concluso il primo intervento integrale sulla superficie marmorea progettata dal maestro barocco Cosimo Fanzago. Il recupero anticipa le celebrazioni per i 500 anni della Cappella, in programma nel 2027
La Cappella del Tesoro di San Gennaro ritrova uno dei suoi elementi più preziosi. È stato presentato il 18 giugno il restauro integrale del pavimento marmoreo progettato dall’architetto barocco Cosimo Fanzago, un intervento senza precedenti che ha interessato, per la prima volta, l’intera superficie della Cappella custodita nel Duomo di Napoli.
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni cittadine, regionali e nazionali insieme ai responsabili del progetto di recupero. Tra loro l’assessore al Turismo del Comune di Napoli Teresa Armato, la funzionaria restauratrice della Soprintendenza Barbara Balbi, il presidente della Fondazione Deloitte Guido Borsani, il deputato della Cappella Mariano Bruno e l’abate prelato Vincenzo De Gregorio.
L’opera, promossa dalla Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro e sostenuta dalla Fondazione Deloitte, si inserisce nel percorso di avvicinamento alle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della fondazione della Cappella, previste nel 2027.
Un restauro senza precedenti
L’intervento, durato otto mesi, ha consentito di recuperare uno dei più significativi esempi dell’arte marmorea barocca napoletana. I lavori hanno previsto la pulitura delle superfici, la rimozione di precedenti stuccature non idonee, il consolidamento delle parti deteriorate, l’integrazione delle tarsie marmoree mancanti e la protezione finale del pavimento. Il progetto è stato curato da Giuseppe Giordano e realizzato dal R.O.M.A. Consorzio sotto la direzione tecnica di Alessandra Risolo e quella operativa di Melina Pagano.
L’iniziativa rappresenta un importante tassello di un più ampio programma di conservazione della Cappella, uno dei luoghi più cari ai napoletani dove si intrecciano storia, arte e devozione di un intero popolo. L’obiettivo è restituire alla città e ai visitatori un patrimonio artistico pienamente fruibile, in vista delle celebrazioni dell’anno prossimo del crescente interesse internazionale verso Napoli.
Il Patto con San Gennaro e la nascita della Cappella
La storia della Cappella del Tesoro di San Gennaro è strettamente legata a quella della città. Il 13 gennaio 1527 gli Eletti di Napoli sottoscrissero il celebre Patto con San Gennaro, impegnandosi a edificare una cappella dedicata al santo affinché proteggesse la città da peste, guerre ed eruzioni del Vesuvio. Da quell’accordo nacque uno dei più importanti complessi artistici del patrimonio napoletano, che ancora oggi custodisce il Tesoro e le reliquie del patrono.
Dal punto di vista storico-istituzionale, la Cappella presenta una particolarità unica. Non è, infatti, di proprietà della Curia ma della città di Napoli ed è amministrata dalla Reale Deputazione del Tesoro di San Gennaro. Questa gestione laica, nata in seguito al voto del 1527, configura ancora oggi un caso raro di governance civile di un luogo di culto di tale rilievo.
Il capolavoro barocco di Cosimo Fanzago
L’architettura è impostata su una pianta a croce greca, con una cupola central e in perfetto stile barocco per valorizzare la visione d’insieme. La luce naturale entra flebile dalle piccole finestre laterali e contribuisce a dare risalto ai numerosi busti in argento e agli affreschi realizzati da maestri come Domenichino e Lanfranco. Tra gli elementi più venerati dai fedeli figurano il busto angioino del Santo e la teca che custodisce le reliquie.
A questi tesori si aggiunge il rivestimento interno in marmi policromi e pietre dure, realizzato secondo le tecniche d’intarsio tipiche della tradizione partenopea tra XVII e XVIII secolo che richiedevano un’accurata selezione dei materiali e una precisione millimetrica nell’accostamento delle lastre, come dimostra proprio il pavimento di Cosimo Fanzago.
L’importante opera di restauro restituisce alla città un capolavoro che continua ad incantare napoletani e turisti e contribuisce al percorso di valorizzazione del patrimonio artistico già intrapreso dalla città di Napoli.
Per informazioni o per prenotare una visita: cappellasangennaro.it



