Piemonte

Tartufo, vino, nocciole e le colline più belle del mondo. Preparatevi a partire per le Langhe, Monferrato e Roero

L’autunno è la stagione ideale per prendersi qualche giorno di vacanza e partire. La meta sono Le Langhe, il Monferrato e il Roero dove vi aspettano colline da fiaba, tartufi profumatissimi e vini che difficilmente scorderete. Preparate le valigie, è ora di partire

Itinerario enogastronomico tra Langhe, Monferrato e Roero
Le colline patrimonio Unesco (Foto © Spadoni).

Ottobre è un mese di passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno ed è anche un mese speciale per dedicare un pò di tempo ai colori e sapori delle colline delle Langhe, Monferrato e Roero.

L’autunno è forse la stagione migliore per trascorrere qualche giorno tra le colline patrimonio UNESCO dal 2014 e scoprire come la terra, in questo pezzo d’Italia, sia generosa più che mai. Lo è per la vista con lo spettacolo delle colline e dei suoi vigneti che da verde intenso mutano al giallo ocra; lo è per il palato perché questo è il tempo del tartufo, del vino buono (Barbera, Nebbiolo e Barolo) e delle nocciole. Programmare qualche giorno nelle Langhe può essere una vera esperienza di gusto.

Tartufo, vino, nocciole: viaggio tra Langhe, Monferrato e Roero

Il fiume Tànaro è il punto di partenza ideale perché divide le Langhe in alte (zona con quote fino ai 900 metri dominata da boschi e dalla pregiata varietà di nocciole, la “tonda gentile”) e basse (zona di vino e tartufi, con quote genericamente inferiori ai 600 metri).

Alba e il profumo del tartufo bianco

Sono 89 anni che ad Alba si festeggia il tartufo bianco, che viene celebrato da tutto il territorio con una grande festa di piazza. Ogni fine settimana, dal 5 ottobre al 24 novembre, è possibile partecipare alla profumata kermesse dedicata al prezioso tubero insieme a migliaia di visitatori.

Fiera del Tartufo bianco di Alba
Un tartufo appena raccolto.

Un’area espositiva posizionata in pieno centro storico è il luogo ideale per apprezzare e acquistare il meglio dei tartufi certificati provenienti dai boschi di Langhe Roero e Monferrato. La raccolta è appena partita e promette bene; se volete provarlo a tavola, i ristoranti del territorio ve li propongono su Tajarin, ravioli del Plin, battuta di Fassone ed anche su una torta di nocciole con zabaione caldo.

Tajarin al tartufo delle Langhe
Un piatto di Tajarin (Foto © Spadoni).

Che cosa si beve con il il Tuber Magnatum Pico? Beh, non è facile, ma qualche buon suggerimento vi potrà essere offerto andando a visitare l’iconico paese di Barolo dove, all’interno del castello che si trova in una posizione unica che domina le colline e le vigne (e dove è allestito il Museo del Vino), ha sede l’enoteca regionale che consente di conoscere e assaggiare tutto ciò che viene vinificato sul territorio (www.enotecadelbarolo.it). Ottimo punto di partenza per avvicinarsi al magico mondo del vino delle Langhe.

E se questo non appagasse la vostra sete di conoscenza, quasi tutte le cantine del territorio, da Barbaresco a La Morra passando per Grinzane Cavour e Monforte d’Alba vi aprono le porte per offrirvi il loro migliore prodotto e raccontarvi la storia della loro cantina.

In alcune, come nell’Azienda agricola Monfalletto si può addirittura soggiornare in appartamenti immersi tra le vigne. Non siate dunque timidi, cercate la vostra cantina preferita e bussate, vi verrà aperto col sorriso (e con un calice in mano).

L’Alta Langa, il trekking del vino e le nocciole Igp

Se si vuole aggiungere un’esperienza all’esperienza è possibile andare alla ricerca del tartufo bianco assieme ai “trifulai” piemontesi. Lo si fa in Alta Langa dove il paesaggio, vista la maggior altitudine, cambia velocemente: si abbandonano, solo in parte, i meravigliosi vigneti per lasciare spazio a fitti boschi e noccioleti, ambiente ideale per la cerca dell’oro bianco.

Tartufo, vino, nocciole: viaggio tra Langhe, Monferrato e Roero
Un cane da tartufo in Alta Langa.

Buon punto di partenza per un trekking del gusto può essere il Pavaglione di San Bovo di Castino, terra legata a scrittori come Fenoglio e Pavese. Da qui partono lunghi percorsi collinari da fare a piedi, con lentezza, fra crinali verdi e colline dai mille colori.

Sono piccole passeggiate che portano in mille posti: a raccogliere nocciole a Cortemilia e Cravanzana, a degustare formaggi a Murazzano o in una trattoria della zona ad assaggiare gli incredibili sapori di questa terra.

Qui è d’obbligo bere l’Alta Langa Docg, il primo, ed elegantissimo, metodo classico ad essere prodotto in Italia fino dalla metà dell’Ottocento fatto di pinot Nero e Chardonnay (con basi diverse) con almeno 30 mesi di affinamento come da disciplinare (www.altalangadocg.com).

Enoturismo nelle Langhe
 Vendemmia nelle Langhe (Foto © Davide Dutto).

Trovate anche il tempo di andare a visitare una delle cantine storiche indicate dal consorzio dove riposano le bottiglie; al loro interno, fino a 32 metri di profondità, si custodiscono ancora oggi migliaia di bottiglie di metodo classico in affinamento a una temperatura costante tra i 12 e i 14 gradi.

Barbera o Champagne? Naturalmente Barbera

Viiste alle cantine della barbera
Un grappolo di Barbera (Foto © Spadoni).

Spostandosi dalle Langhe al Monferrato si arriva, in pochi chilometri, nella terra della Barbera. Uno strepitoso vitigno autoctono, fra i tre più coltivati in Piemonte, ricopre le colline tra Alba, Asti, Alessandria. Un “signor vino” che nelle sue diverse espressioni (d’Asti, Superiore, Nizza) racconta un territorio, anch’esso patrimonio Unesco, che ha nell’autunno una stagione magica.

Cantine ricchissime di storia e tradizioni aprono le proprie porte a turisti curiosi per un percorso di gusto unico nel suo genere. E poi c’è un festival che ha davvero dell’incredibile. Dall’11 al 13 di ottobre ad Agliano Terme (a pochi chilometri di Asti) la barbera viene celebrata in abbinamento al merluzzo. Si chiama “Barbera Fish Festival e festeggia un insolito accostamento che affonda le radici nella tradizione piemontese e nasce da un gemellaggio che unisce il mare del Nord e i vigneti Unesco del piccolo borgo in provincia di Asti, dove da qualche anno risiede una piccola comunità di cittadini norvegesi.

Nei giorni del festival si ha la fortuna di degustare e apprezzare le Barbere dei produttori di Agliano Terme (tra le migliori), nella chiesa sconsacrata di San Michele, e abbinarle a piatti a base di merluzzo fresco, stoccafisso e baccalà cucinati da nomi illustri della cucina italiana e norvegese. Un appuntamento che riunisce appassionati da tutto il mondo e che rende, ancora una volta, queste colline davvero speciali.

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