Un percorso tra architetture storiche, spazi d’arte e appuntamenti enologici che raccontano la stagione più vivace della città altoatesina
Quando la neve si ritira dai versanti e l’aria diventa più mite, Bolzano cambia ritmo: i tavolini all’aperto tornano a riempire le piazze, il centro storico profuma di pane e speck e, dalle colline, arrivano in città i primi sentori di vigna.
Tra anima italiana e cuore mitteleuropeo, la primavera è il momento ideale per scoprire la “porta delle Dolomiti” con lentezza: camminando sotto i portici, tra mercati storici, gallerie d’arte e musei, fino agli appuntamenti enogastronomici come la Bozner Weinkost (Winekost), la più antica mostra dedicata ai vini dell’Alto Adige, quest’anno giunta alla sua 99ª edizione, e la Festa dei Fiori.

Cosa vedere nel centro storico di Bolzano
Il centro di Bolzano è compatto e si visita comodamente a piedi. Dalla stazione, in poche centinaia di metri, si passa dalle geometrie contemporanee di edifici come il nuovo centro commerciale WaltherPark in vetro e rifiniture color ottone, alle facciate gotiche del Duomo, noto per il tetto policromo, il campanile slanciato e la “porticina del vino”, legata alla storica presenza dei vignaioli in città e alla tradizione di vendita del vino.

Proseguendo la passeggiata si giunge in Piazza Walther, il salotto urbano di Bolzano incorniciato da caffè e palazzi in stile neobarocco come lo Stadt Hotel che domina la piazza con la sua elegante facciata rosa sin dal 1913. In primavera, la piazza è perfetta per una sosta caffè e per godersi la luce lunga del tardo pomeriggio.
Lasciando lo Stadt Hotel alla propria destra ci si inoltra nel nucleo più antico della città dove, a rappresentanza del glorioso passato commerciale di Bolzano, si aprono Piazza del grano dominata dalla “Casa della Pesa”, antico edificio risalente al 1634, e il Palazzo del Magistrato Mercantile voluto nel 1635 dall’allora arciduchessa Claudia De Medici per gestire e risolvere le controversie nate tra mercanti di diverse lingue e provenienze.

Procedendo si avanza lungo le vie delle antiche arti, come Via Argentieri e i vicoli attorno a Via dei Portici (Laubengasse) la grande “galleria” cittadina. Nata come quartiere mercantile medievale, la via principale del centro di Bolzano resta ancora oggi il posto giusto per camminare con calma e al riparo dagli scrosci improvvisi di un capriccioso meteo primaverile.
Dietro le vetrine moderne, qui, si intuisce l’impianto medievale della città, fatto di passaggi stretti e cortili interni e il consiglio è di visitare botteghe storiche, come per esempio Zimmermann nata come vetreria nel 1825 e tutt’oggi gestita dalla stessa famiglia, che cela al suo interno spazi antichi dalle alte volte in pietra, oggi abbelliti con oggetti di design contemporaneo.
Proseguendo l’itinerario alla scoperta del centro storico di Bolzano si resta affascinati dal susseguirsi di edifici color pastello, dal rigore ordinato delle strade, dal vivace bilinguismo che culmina in Piazza delle Erbe, il cuore “goloso” di Bolzano, con il mercato e banchi di frutta, spezie e prodotti locali. Una tappa ideale per assaggiare qualcosa al volo e comporre i prodotti necessari per fare un piccolo picnic altoatesino.

Arte contemporanea a Bolzano: Museion, gallerie e Fondazioni
Se il meteo è incerto, vale la pena alternare le passeggiate in città con tappe culturali come il futuristico Museion, Museo di arte moderna e contemporanea, la galleria Ar/Ge Kunst in centro e la Fondazione Antonio Dalle Nogare, indirizzi perfetti per scoprire la scena dell’arte contemporanea bolzanina.


Consigliata anche la visita alla Cappella di San Giovanni, nella chiesa dei Domenicani, che conserva al suo interno meravigliosi affreschi di scuola giottesca risalenti al 1330.

Altra tappa imperdibile in città è il Museo Archeologico dell’Alto Adige, dove si trova Ötzi, la mummia dell’uomo di Similaun. Una visita che aggiunge profondità al viaggio attraverso la scoperta di questa storia affascinante e antichissima, celata per secoli sotto i ghiacci delle Dolomiti.

Ad una ventina di minuti a piedi dal museo, invece, si raggiunge Castel Mareccio. Circondato da un vigneto urbano, è una delle cartoline più belle di Bolzano e in primavera diventa anche location di uno dei maggiori eventi dedicati al vino: il Weinkost.

Manifestazioni di primavera: la Bozner Weinkost (Winekost) e non solo
Tra gli appuntamenti più amati della primavera, la Bozner Weinkost, chiamata anche Winekost, è la manifestazione enologica simbolo della città. Una vetrina sui vini di Bolzano e dell’Alto Adige, ospitata proprio a Castel Mareccio.

Il format, giunto quest’anno alla sua 99° edizione e promosso dall’Azienda di Soggiorno e turismo con la Camera di Commercio, i produttori locali e in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, unisce degustazioni, incontri con i vignaioli, masterclass, cene d’autore e seminari.
L’edizione 2026 con le 180 etichette in degustazione provenienti da oltre quaranta produttori, è l’occasione giusta per orientarsi tra vitigni autoctoni e grandi classici altoatesini, grazie all’aiuto dei sommelier presenti in sala.
«Bolzano è stata fin dal Medioevo uno snodo commerciale fondamentale per il vino. Grazie alla sua posizione strategica, rappresentava un punto di passaggio chiave per il commercio verso Germania, Austria e Svizzera. Questo ruolo storico nel mercato vinicolo europeo è un valore che oggi dobbiamo continuare a preservare e valorizzare» – racconta Matthias Messner, Direttore della Kellerei Bozen – Cantina Bolzano che conta oltre 200 soci produttori che coltivano 340 ettari tra Bolzano e dintorni ad un’altitudine che va dai 200 ai 1.000 m s.l.m. – «Nel tempo la produzione vinicola locale ha saputo evolversi puntando sulla qualità. In un territorio dove i costi dei terreni e il lavoro manuale rendono impossibile competere sui grandi volumi, la scelta naturale è stata quella dell’eccellenza, distinguendosi attraverso vini di altissimo livello».

«Nella viticoltura bolzanina – prosegue Matthias Messner – i vini rossi trovano la loro espressione ideale nelle zone di valle, con varietà come Lagrein e Santa Maddalena, mentre le colline sono particolarmente vocate ai bianchi. Questa diversificazione dimostra la capacità dei produttori di adattarsi ai trend mantenendo un forte legame con la storia del territorio».
Dal Lagrein al Gewürztraminer: i vini da assaggiare a Bolzano
Bolzano è una vera città del vino: i vigneti arrivano quasi a toccare i quartieri e disegnano i pendii attorno al centro. Due dei più noti rossi “di casa” sono il Lagrein, vitigno autoctono tra i più rappresentativi dell’Alto Adige, spesso intenso nel colore e pieno al palato. Si sposa bene con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati e il Santa Maddalena (St. Magdalener), un rosso elegante e molto bevibile, tradizionalmente legato ai pendii soleggiati a nord di Bolzano. Ottimo con taglieri, salumi, piatti semplici e anche con preparazioni non troppo strutturate.
Tra i bianchi, l’Alto Adige brilla per varietà eleganti e profumate: il consiglio è di assaggiare un Gewürztraminer mentre chi preferisce freschezza ed erbe, può prova un Sauvignon; per un calice versatile a tutto pasto, Pinot Bianco e Kerner sono spesso una scelta felice. In primavera, con le prime giornate miti, è anche il momento giusto per riscoprire le bollicine metodo classico altoatesine, perfette per l’aperitivo.
Vini altoatesini: i consigli di degustazione dalla Kellerei Bozen – Cantina Bolzano
«Durante la WeinKost in degustazione abbiamo presentato una selezione rappresentativa dei vini di Cantina Bolzano, offrendo al pubblico un’esperienza rilassata accompagnata dal servizio sommelier- spiega Matthias Messner – Tra i rossi abbiamo proposto Santa Maddalena Classico Huck am Bach, Lagrein Riserva Taber e Cabernet Mumelter; tra i bianchi Pinot Bianco Dellago, Sauvignon Mock, Chardonnay Riserva Stegher, Gewürztraminer Kleinstein e Pinot Grigio Stieler».
«Il Sauvignon Mock- prosegue Messner- è un vino particolarmente significativo per la nostra storia. Infatti, alla fine degli anni Ottanta il maso Mock ha introdotto la prima uva a bacca bianca nella zona di Signato, località ai piedi del Renon, segnando un importante momento di innovazione per la cantina».
«A chi si avvicina per la prima volta ai vini di Cantina Bolzano consiglio tre etichette simbolo- conclude Messner- il Sauvignon Mock tra i bianchi, per il suo valore storico, e tra i rossi il Santa Maddalena Classico Huck am Bach e il Lagrein Riserva Taber, che rappresentano al meglio la tradizione enologica del territorio».
NOI Techpark: ricerca e futuro della viticoltura altoatesina
Per capire come si stanno evolvendo i vini altoatesini e quali sfide li attendono, basta guardare oltre l’immagine da cartolina della città: Bolzano, infatti, ha anche un vivace ecosistema di ricerca tecnico scientifica che si è concretizzato nel NOI Techpark, il distretto dell’innovazione nato dalla riqualificazione di un’ex area industriale. Un esempio concreto di come sia evoluto il legame tra territorio, comunità e innovazione.
Oggi il nuovo distretto ospita imprese, centri di ricerca e laboratori, ma anche parte delle attività della Libera Università di Bolzano, compresa la facoltà legata alle scienze agrarie, ambientali e alimentari. Nei laboratori si lavora su qualità e autenticità e si approfondisce anche l’analisi sensoriale, cioè il metodo con cui si valutano in modo strutturato profumi, gusto ed equilibrio di un’etichetta, mettendo in relazione i risultati con i dati chimici e con le tecniche di vinificazione.
«Dai dati emersi durante il congresso internazionale Macrowine ospitato qui nel 2025 – spiega il Professore Emanuele Boselli – le principali tendenze che stanno ridefinendo il settore vanno dalla riduzione dell’uso dei pesticidi, all’introduzione di ingredienti naturali in sostituzione degli allergeni, fino allo sviluppo di vini dealcolati e parzialmente dealcolati, sempre più richiesti dal mercato. I cambiamenti climatici stanno accelerando la necessità di adottare varietà più resistenti e pratiche di precisione, strumenti fondamentali per mitigare gli impatti ambientali e garantire la sostenibilità futura della produzione vitivinicola. Per questo un ruolo chiave è attribuito alle varietà PiWi, vitigni resistenti alle malattie che consentono di ridurre drasticamente i trattamenti in vigneto, aprendo nuove prospettive per una viticoltura più sostenibile

Le varietà PiWi, infatti, rappresentano un vantaggio concreto soprattutto nei territori montani: «richiedendo solo uno o tre trattamenti all’anno- spiega Boselli- rispetto ai circa trenta della viticoltura tradizionale e permettono un significativo risparmio di manodopera, aspetto cruciale per le aziende familiari e per i vigneti situati intorno ai mille metri di altitudine, come quelli dell’Alto Adige».
Festa dei Fiori e altri eventi di primavera
L’attenzione al territorio, fatta di cura, ascolto e rapporto costante con la comunità locale, a Bolzano non resta confinata nei laboratori del NOI Teckpark. Prende forma anche in manifestazioni aperte al pubblico, come la Bozner Weinkost che avvicina visitatori e cittadini alla cultura del vino e ai suoi risvolti ambientali, e in appuntamenti come la Festa dei Fiori dal 30 aprile al 1° maggio 2026, quando la città celebra la primavera e il suo paesaggio con colori, profumi e tradizioni grazie al contributo dell’Associazione Floricoltori dell’Alto Adige.

Durante la manifestazione, infatti, si potranno scoprire fiori e piante grazie a visite guidate alla scoperta delle botaniche del territorio, prodotti artigianali ed assistere a concerti, workshop di pittura e attività per famiglie.
Bolzano conferma così la sua vocazione di porta delle Dolomiti, punto di partenza e di ritorno ideale per vivere la primavera tra passeggiate urbane, cultura e paesaggi di montagna. Per maggiori informazioni: www.bolzano-bozen.it.
Cosa vedere a Bolzano in primavera
Centro storico e Duomo
Il cuore della città si attraversa a piedi tra portici, facciate gotiche e il Duomo, riconoscibile per il tetto policromo e la storica “porticina del vino”.
Piazza Walther
Snodo urbano e punto di osservazione privilegiato sulla vita cittadina, circondato da caffè e palazzi storici.
Via dei Portici e botteghe storiche
Antico asse mercantile medievale, oggi animato da negozi e attività storiche come Zimmermann, tra architetture d’epoca e dettagli contemporanei.
Piazza delle Erbe e mercato
Il lato più quotidiano e gastronomico della città, tra banchi di prodotti locali, spezie e frutta.
Museion e arte contemporanea
Il museo di arte moderna e contemporanea affiancato da gallerie indipendenti e fondazioni private.
Museo Archeologico dell’Alto Adige (Ötzi)
Una tappa centrale per comprendere la storia del territorio attraverso la celebre mummia del Similaun.
Castel Mareccio
Castello circondato da vigneti urbani, sede di eventi come la Bozner Weinkost e tra gli scorci più riconoscibili di Bolzano.
Festa dei Fiori di Bolzano
Tra fine aprile e inizio maggio, la città celebra la primavera con installazioni floreali, visite guidate, laboratori e attività diffuse nel centro.
NOI Techpark
Distretto dell’innovazione dove si sviluppano ricerca e progetti legati anche al settore vitivinicolo.
Vini altoatesini da assaggiare a Bolzano
Lagrein e Santa Maddalena tra i rossi, Gewürztraminer, Sauvignon, Pinot Bianco e Kerner tra i bianchi. In primavera, spazio anche alle bollicine metodo classico, ideali per l’aperitivo.



