Un’edizione da record tra tradizione gastronomica, concorsi, showcooking e turismo esperienziale nell’Appennino parmense
La 50ª edizione della Fiera del Fungo Porcino IGP di Borgotaro si chiude con numeri che segnano un traguardo storico. Nei due weekend del 20 e 21 settembre e 27 e 28 settembre sono state registrate oltre 60.000 presenze a conferma che la manifestazione è tra le più rilevanti nel calendario degli eventi enogastronomici dell’Appennino e della Food Valley.

Fiera del Fungo di Borgotaro 2025: gusto e cultura
Le quattro giornate hanno inondato Borgo Val di Taro dei profumi e dei sapori del porcino, simbolo identitario della vallata. Il centro storico si è riempito di mercati agroalimentari, artigianato di qualità, stand di street food e una ricca mostra micologica dedicata alle specie, alle tecniche di raccolta responsabile e alla corretta conservazione.
I ristoranti e le cucine all’aperto hanno proposto il fungo in ogni sua declinazione, dalle ricette tradizionali alle interpretazioni contemporanee, attirando cultori della buona tavola e viaggiatori enogastronomici.
Concorso “Porcino in Cucina”: vince Monja Cani
Tra i momenti più attesi, la finale del concorso “Porcino in Cucina”, che ha visto la partecipazione di candidati anche dall’estero. A conquistare il primo posto è stata la borgotarese Monja Cani con il piatto “Borgotaro d’Amare”, un incontro tra mare e montagna a base di capesante, porcini, panna e salsa ai lamponi. La ricetta entrerà ufficialmente nel ricettario della Fiera.

Premi e showcooking: la Scaglia d’Oro e gli chef ospiti
Grande partecipazione anche per la “Scaglia d’Oro”, concorso dedicato al Parmigiano Reggiano di Montagna, che in tre ore ha raccolto oltre 300 voti. La giuria tecnica ha premiato il Caseificio Il Battistero di Serravalle (PR), mentre quella popolare ha scelto il Caseificio Sociale Alta Val Stirone di Pellegrino Parmense (PR).

Applausi anche agli showcooking dell’Officina del Gusto: tra i protagonisti Denise Carretta con “Tradizione e tecnologia” ed Enea Braglia con “Tesoro dell’Appennino”, oltre agli abbinamenti d’autore con Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale e Culaccia.
Turismo ed economia locale
La ricaduta sul territorio è stata significativa con le strutture ricettive contente delle prenotazioni ricevute, ristoranti esauriti e un forte interesse per esperienze culturali e outdoor. Il sindaco Marco Moglia ha definito la cinquantesima edizione «un traguardo storico, che consacra il Porcino IGP ambasciatore del territorio e motore di sviluppo per l’intera vallata».

Il presidente del Comitato Fiera, Fabio Campisi, ha sottolineato l’autenticità del legame tra prodotto e comunità: «Il cinquantennale ci consegna una Fiera ancora più forte, capace di parlare ai giovani, alle famiglie e agli appassionati di enogastronomia».
L’evento si è concluso con uno spettacolo pirotecnico di venti minuti, salutato da un pubblico numeroso e intergenerazionale. Un epilogo che ha suggellato il ruolo della manifestazione come vetrina dell’Appennino e appuntamento di riferimento per l’autunno enogastronomico in Emilia-Romagna.



