Alimentazione

Gli italiani hanno imparato a mangiare meglio e a sprecare di meno

Come mangiano gli italiani? Meglio, dopo la pandemia

Abitudini alimentari più sane, spesa oculata, meno sprechi e prodotti sostenibili. Questo emerge dal rapporto “La (R)evoluzione sostenibile della filiera agroalimentare

L’Italia è sempre stato il Paese della buona cucina eppure, ad un certo punto, dobbiamo essercene dimenticati. Così, mentre da una parte esportavamo all’estero i nostri prodotti più pregiati e accoglievamo i turisti con le tipicità regionali, dall’altra ricorrevamo a soluzioni veloci e junk food.

Il rapporto “La (R)evoluzione sostenibile della filiera agroalimentare” a cura di The European House-Ambrosetti evidenzia che, per fortuna, la pandemia ha invertito questa tendenza e che gli italiani sono più attenti alla qualità dei prodotti che mettono nel carrello della spesa.

Come mangiano gli italiani? Meglio, dopo la pandemia

Una scelta dettata certamente da una maggiore attenzione al tema della salute, come dimostrano le nuove abitudini d’acquisto emerse dal settimo forum “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni” organizzato a Bormio proprio da The European House-Ambrosetti.

Da un lato è calato il consumo di cibi pronti e confezionati (-5,2%) e, dall’altro, è aumentato quello di alimenti biologici e a km zero (+7,5%). I consumatori sono sempre più consapevoli e informati, tanto che l’80% degli intervistati dichiara di essere disposto anche a spendere di più per acquistare alimenti sostenibili certificati.

«Ma nel Paese bisogna ancora lavorare sugli aspetti culturali. – afferma Benedetta Brioschi, Associate Partner e Responsabile Food&Retail, The European House – Ambrosetti – Solo il 17,3% dei cittadini sa che la dieta mediterranea prescrive il consumo di almeno 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura, e solo il 5% mette in pratica questi dettami anche se siamo i primi esportatori di alcuni prodotti che sono alla base di questo tipo di alimentazione».

Certo è che sempre più italiani optano per un’alimentazione biologica e sostenibile e le aziende ne tengono conto: molte sono intenzionate a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni e a ridurre gli sprechi per andare incontro al nuovo orientamento dei consumatori.

Del resto, l’inversione di rotta potrebbe portare dei vantaggi anche in termini economici e limitare gli effetti che il rincaro dei prezzi ha avuto nel nostro Paese, specie nel settore agroalimentare, soprattutto se si considerano i dettami di una dieta anti-spreco e i vantaggi di acquistare da produttori locali.

Fonte: Adnkronos

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