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Fuochi d’artificio sulla tavola gastronomica di Anna Ghisolfi a Tortona

Anna Ghisolfi, la recensione del Ristorante a Tortona
Alcuni piatti di Anna Ghisolfi (Foto © Selvaggia Stefanelli).

Un ristorante ludico e teatrale, quanto di più distante da un’esperienza ristorativa seria e noiosa

Vive d’una piacevole teatralità l’esperienza gastronomica da Anna Ghisolfi Ristorante a Tortona in provincia d’Alessandria.

Vuoi per la location assai suggestiva – un’ex chiesa sconsacrata –, di certo per la mano intrigante della chef (cui fa da contrappunto l’ottima cantina guidata dal marito Enrico Merli con eccellente risalto alla gloria locale, il Timorasso), ma il tutto condito da una verve brillante, per non dire scatenata, con cui in tavola giungono gli innumerevoli piatti e che ben vedresti calata in un contesto metropolitano o comunque giovanilistico, se la realtà non fosse invece ben distante da tali modelli.

Anna Ghisolfi, Ristorante a Tortona

I piatti, anzitutto: con quell’esordio caleidoscopico di antipasti composto da non pochi piattini, ciascuno dotato di vita propria, ma che per filo comune hanno i prodotti buoni di questa terra generosa, selezionati con cura da Anna Ghisolfi e valorizzati da una tecnica estrosa e salda: dai vegetali ai salumi, ma anche con i formaggi come il Montebore (che verrà trasformato in gelato in un’Insalatina colorata con ribes, lamponi, boccioli di papavero in carpione e petali di rosa).

Il piccione di Anna Ghisolfi (Foto © Giovanni Caldara).

La suggestione di un’ex chiesa sconsacrata

La location poi, di grande suggestione, con quella cornice che avvolge il ristorante e che è data dall’Oratorio del Crocefisso, edificato alla fine del XVI secolo e che, sconsacrato dopo la seconda guerra mondiale, ha vissuto una seconda e poi una terza vita, prima come cinema poi come sala di registrazione musicale fino al sapiente restauro che l’ha trasformato appunto in ristorante, con la spettacolare cucina a vista posta nell’abside e i tavoli dinanzi a lei a mo’ di devozione, nell’unica navata.

Interni del Ristorante Anna Ghisolfi
Il ristorante è ubicato all’interno dall’Oratorio del Crocefisso, della fine del XVI secolo (Foto © Chiara Fossati).
La cucina a vista, posta nell’abside (Foto © Selvaggia Stefanelli).

I tempi

Si respira un piacevole senso del timing nel servizio delle diverse portate. Dalla cucina – tutta al femminile – la sequenza si snoda con cadenza spigliata, che sa evitare come la peste il pericolo della noia. Emana energia, insomma, questa proposta che chef Anna e le sue cuoche curano a partire da un ingrediente fondamentale, quanto spesso disatteso: il ritmo.

Anna Ghisolfi: una storia importante, non solo in cucina

La chef Anna Ghisolfi
La chef Anna Ghisolfi (Foto © Selvaggia Stefanelli).

E rende certo intrigante l’esperienza la storia stessa di Anna Ghisolfi che il ristorante lo battezza nel 2016, ormai giunta alla maturità, dopo anni alla guida del suo catering che la vedrà inaugurare il Salone del Libro nel 2008 e servire presidenti della Repubblica come Napolitano o Mattarella. Ma anche dopo aver giocato a basket e aver fondato un’agenzia d’interpretariato e traduzioni.

Perché molto ha girato insieme al marito e parecchio ha studiato, Anna Ghisolfi, abbeverandosi alla scuola dei più grandi chef del mondo: da Ferran Adrià ad Andoni Aduriz al Mugaritz di San Sebastián nei Paesi Baschi, ma passando poi per le cucine stellate italiane di Gualtiero Marchesi, Pescatore, Sole di Ranco, Sadler e dell’Antica Osteria del Ponte alla Cassinetta di Lugagnano.

I piatti da non perdere

Oggi è bello sostare da Anna Ghisolfi perché la sua tavola comunica gioia ed è quanto di più distante da un’esperienza seriosa vissuta a un ristorante gourmet. Da non perdere le girandole di antipasti e di dolci, ma anche i piatti puntellati dalla piacevole componente alcolica: vale per il Risotto, zucca e gocce di Passito o ancora per i Piccoli agnolotti ripieni di brasato, conditi con fondo di brasato e gocce di Barbera, ma anche con il Semifreddo di torrone, ciliegie al Barbera, gocce di Barbera, petali di rosa e granita di ciliegie visciole.

Il Risotto, zucca e gocce di Passito (Foto © Giovanni Caldara).

Anna Ghisolfi Ristorante
Piazzetta Giulia 1,  – Tortona (AL) | Telefono: 0131 894219
www.annaghisolfi.it

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Giovanni Caldara

Cronista di cose buone e talvolta di altre un po’ meno. Ispettore per alcune guide gastronomiche. Bergamo gli diede i natali. Ama Venezia, le montagne, la musica e il Settecento: di quello prima, però, che rotolassero teste. Tra le testate, invece, con cui collabora o ha collaborato: Avvenire, Civiltà del Bere, Elle (Gourmet), Il Giornale.it.

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