Un’iniziativa tra enogastronomia e turismo consapevole che racconta il territorio veneto in 25 tappe, da ristoranti a cantine e perfino fattorie didattiche
Il 28 luglio prossimo, fra i tigli e le querce del giardino del ristorante La Cucina di Crema a Giavera del Montello, l’associazione Intavolando alzerà il sipario sul suo progetto più ambizioso: il Passaporto del Gusto. Ideato dall’editore ed enogastronomo Maurizio Potocnik Reeds – già regista della rinascita del gruppo nel 2021 – il libretto gratuito e nominale propone agli appassionati un percorso che abbraccia Piave, Montello, colline del Prosecco Superiore patrimonio UNESCO e laguna veneziana in 25 tappe fra ristoranti, cantine, boutique hotel, pasticcerie e fattorie didattiche.
Come funziona il “Passaporto del Gusto“
Il meccanismo è lineare: ad ogni sosta si ottiene un timbro – nei dodici ristoranti aderenti ordinando almeno tre portate, nelle altre strutture raggiungendo la spesa minima indicata sul libretto. Con 12 timbri da collezionare entro 18 mesi, si accede a un menu degustazione omaggio (bevande escluse) in uno dei ristoranti Intavolando. Non una raccolta punti fine a sé stessa, ma uno strumento di tracciabilità che certifica l’esperienza e disegna un percorso verificabile fra cucina d’autore e filiera locale.
La serata di lancio “Intavolando nel Parco, a numero chiuso e con prevendita già attiva, metterà in scena dodici chef impegnati in preparazioni live dolci e salate, abbinate ai vini delle cantine partner; un dj set cucirà musica e degustazioni sino a mezzanotte, offrendo ai presenti l’occasione di timbrare il passaporto fin dal debutto.

I locali aderenti
Il cuore del network batte nei ristoranti Algiubagio (Venezia), Alla Pergola da Livio (Monfumo), Antico Podere dei Conti e La Cucina di Crema (Giavera del Montello), Locanda da Condo (Col San Martino), Osteria Jodo (Maser), Osteria Ponte Guerra (Pasiano), Ristorante Cappelletto (Asolo), Ristorante Pastoria (Pieve di Soligo), Trattoria Dalla Libera (Follina), Trattoria alla Cima (Valdobbiadene) e Trattoria da Edi (Musano). A questi si sommano cantine dal Glera ai tagli bordolesi del Piave, torrefazioni, gastronomie e persino una fattoria sociale, per una mappa che racconta la filiera dal vigneto al piatto.
Per il lettore gourmet, il valore aggiunto è triplice. Primo, la fidelizzazione consapevole: il menu premio incentiva un turismo di prossimità che torna sul territorio, sostenendo microeconomie agricole. Secondo, la profondità didattica: ogni tappa svela vitigni autoctoni, tecniche di cucina e storie aziendali spesso escluse dai circuiti mainstream. Terzo, la sostenibilità misurabile: timbro dopo timbro si verificano provenienza delle materie prime e pratiche di accoglienza, trasformando la curiosità in conoscenza concreta.
Il regolamento completo è accessibile via QR code sul libretto, mentre una newsletter dedicata convoglierà aggiornamenti su eventi, nuovi abbinamenti e offerte stagionali. In un panorama ricco di format effimeri, il Passaporto del Gusto spicca per rigore e coralità: un piccolo oggetto di cartoncino crema che unisce chef, produttori e viaggiatori in un’unica narrazione di territorio, pronta a farsi timbrare, assaporare e – soprattutto – ricordare.
Maggiori informazioni: www.intavolando.it



