Aziende e Prodotti

Duca di Salaparuta e Florio, tutto pronto per il Vinitaly con tante novità

Duca di Salaparuta e Florio: novità al Vinitaly 2023
La degustazione a Palazzo Alliata di Villafranca di Palermo (Foto © Ufficio stampa).

Una serata speciale a Palazzo Alliata di Villafranca per inaugurare le novità delle due aziende del gruppo Duca di Salaparuta. Attesa per il Vinitaly con un nuovo vino e i due stand che racconteranno le cantine espressione della Sicilia Occidentale tra il Marsala e il Nero d’Avola

Una storia, quella scritta da Duca di Salaparuta e da Florio, che racconta la storia della Sicilia del vino attraverso due brand che sono stati protagonisti del rinascimento dell’enologia dell’isola.

Duca di Salaparuta e Florio al Vinitaly 2023

Un racconto rivissuto lo scorso 27 marzo in una serata a Palermo andata in scena a Palazzo Alliata di Villafranca: prima una rivisitazione teatrale in chiave storica, poi una degustazione tecnica tra il passato e il presente delle aziende in un calice. Un evento in grande stile, per il Gruppo Duca di Salaparuta (che riunisce tre brand storici come Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, e Florio nato nel 1833) per raccontare un nuovo vino e le nuove annate che saranno presentate al Vinitaly 2023 nel segno della continuità, sottolineata dalla degustazione della prima annata di Duca Enrico che in etichetta riporta l’anno 1984.

Vino Florio, il progetto di rinnovamento del Marsala

Florio da sempre è sinonimo di Marsala e le sue cantine oggi sono tra le più belle e rappresentative della Sicilia e della sua storia enologica. Geometrie raffinate, complesse, che racchiudono segreti portati dal vento e l’impetuosità del mare: nel progetto di rinnovare e raccontare il Marsala, l’azienda marsalese ha deciso di lavorare e imbottigliare il Vino Florio. Un vino che è ciò che diventerà Marsala e che, per lungo tempo, è stato degustato solo da chi vive la cantina di Via Vincenzo Florio.

Il risultato è un vino bianco non filtrato che sicuramente sarà segnato dal tempo di affinamento in bottiglia. Solo 13.000 bottiglie per il “vino” che costituisce un tassello fondamentale per raccontare appieno quel progetto culturale che è il Marsala. Info: www.duca.it

Bianca di Valguarnera 2020 – Duca di Salaparuta

Bianca di Valguarnera è stato prodotto la prima volta nel 1987 ed è uno dei vini più premiati dell’azienda: è l’Inzolia che ha fatto la storia e che ha saputo adattarsi all’evoluzione del tempo senza rinunciare alla propria identità. Un plauso va sicuramente all’enologa Barbara Tamburini che dalla vendemmia 2020 mette la firma sui vini dell’azienda di Casteldaccia e supervisiona quelli della linea Corvo.

Un bianco di spessore già in grande forma con una sapidità sul finale che non lascia staccarsi dal calice: le uve provengono da Salemi, da vigneti a 300 metri sul livello del mare nella Tenuta Risignolo. Un vino figlio dell’identità di questa straordinaria varietà che è l’Inzolia e dell’idea di Franco Giacosa che lo ha fatto diventare, insieme al Duca Enrico, tra i vini più iconici della Sicilia.

Bianca di Valguarnera 2020 – Duca di Salaparuta (Foto © Ufficio stampa).

Duca Enrico 2019 – Duca di Salaparuta

Il Nero d’Avola è incarnazione della Sicilia e qui l’azienda di Casteldaccia lo sa bene: lo produce in purezza sin dal 1984 da uve che nascono da vigneti allevati ad alberello sui terreni al centro della Sicilia, nella Tenuta di Suor Marchesa a Riesi. Meno di 7 mila bottiglie per l’annata 2019.

Duca Enrico 1984 – Duca di Salaparuta

Un tributo a Franco Giocosa per un vino che emoziona in un’armonia tutta sua figlia dei trentanove anni di racconto e che l’azienda mette in mostra, nella serata a Palazzo Alliata, in una delle rarissime degustazioni fuori dalla cantina che vuole sottolineare il simbolo della continuità enoica che arriva fino ai giorni nostri.

Un vino apprezzato per i suoi anni e per un racconto ancora vitale che non sappiamo immaginare per quanto tempo possa continuare in una degustzione che non scade mai nel banale, che emoziona e incuriosisce, avvicinando il calice al naso e in bocca. Un vino che ad ogni assaggio dosa ogni singolo accenno per fare sintesi di una storia lunga trentanove anni. Chapeau.

Duca Enrico 2019 e 1984 – Duca di Salaparuta (Foto © Ufficio stampa).

Una teatrale eleganza, quella delle Cantine Duca di Salaparuta e l’equilibrio perfetto delle navate percorse dai venti salmastri delle Cantine Florio, rappresentate in tutto il loro splendore nella straordinaria cornice di Palazzo Alliata di Villafranca: un’idea che vuole essere raccontata alla cinquantacinquesima edizione di Vinitaly con uno stand ambizioso e innovativo: due ambienti distinti, che parlano di territori e di due anime enologiche molto diverse in modo poeticamente onirico, colorando Verona dei colori di Sicilia (Pad 2 Stand 39D). Riunite in un’unica realtà dalla famiglia Reina, le due aziende costituiscono oggi il primo Gruppo vitivinicolo privato dell’Isola e ne raccontano la storia e la terra attraverso luoghi suggestivi come le Tenute e le storiche Cantine di Marsala e di Casteldaccia, e naturalmente attraverso i vini.

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Salvo Ognibene

Nato in Toscana ma cresciuto a Menfi, amo la pasta, la bici e la Sicilia. Laureato in Giurisprudenza con un Master in Marketing digitale, ho iniziato a scrivere quasi per caso. Poi ho pubblicato anche qualche libro. Sono sommelier e mi occupo di comunicazione digitale nel mondo enogastronomico e dell'ospitalità. Nel frattempo, continuo a scrivere di vino, di cibo e della bellezza che mi circonda.

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