Gazzetta del Vino Trentino-Alto Adige

La disfida dei bordolesi: Cortaccia versus altri vini con taglio bordolese. Un trionfo.

Cortaccia Rossa, trionfo per il taglio bordolese altoatesino
I produttori di Cortaccia che hanno partecipato alla competizione (Foto © Ufficio stampa).

Una degustazione comparativa alla cieca, svoltasi nel paesino in provincia di Bolzano, ha dimostrato la vocazionalità di un territorio adatto alle varietà bordolesi, anche in virtù dei cambiamenti climatici. Forse una sorpresa per molti

Un balcone che si affaccia sulla Val d’Adige: ecco come si presenta Cortaccia sulla Strada del Vino.

Cortaccia (che attualmente conta circa 2.200 abitanti) si trova sulla collina che delimita a ovest la valle del fiume Adige, a 333 metri di altitudine, circondata da vigneti e frutteti.

L’origine del nome deriva dalla parola latina “curtis”, che significa corte. Reperti archeologici in loco testimoniano che la zona era abitata già nel Mesolitico, mentre le testimonianze della viticoltura in questa zona risalgono all’epoca romana. L’area vinicola intorno allo storico villaggio di Cortaccia (BZ) si estende su più di 309 ettari, tra i 200 e i 900 metri di altitudine.

Cortaccia Rossa, degustazione tra i tagli bordolesi

Eccoci dunque raggiungere quest’amena località per un’importante tenzone. Quattro paladini dei bordolesi cortaccensi hanno creato l’evento Cortaccia Rossa, per raffrontare i bordolesi locali in una degustazione comparativa con altri vini, sempre in stile bordolese, effettuata alla cieca da un panel di esperti.

Siamo alla quinta edizione, dopo la prima, che vedeva un confronto Cortaccia – Bordeaux (dove hanno vinto i cortaccensi), nel 2015; la seconda, nel 2017, Cortaccia versus Bolgheri (in questo caso è stata Bolgheri a primeggiare); la terza, nel 2019 (poi è proseguito così anche negli anni successivi, sempre con cadenza biennale), vedeva la comparazione con realtà internazionali e italiane. In quell’anno, a parte il primo flight che fu vinto da una cantina di Cortaccia, Peter di Poli con il suo Frauenriegel 2016, gli altri tre videro la predominanza di Bolgheri e Bordeaux in testa. Nel 2021 si decise di fare la degustazione ma senza assegnare i punteggi. E nel 2023, altra sfida.

I 4 vini di Cortaccia in degustazione (Foto © Alessandra Piubello).

Chi crede in sé ha il coraggio di osare

D’altronde il motto del quartetto è: «Chi crede in sé ha il coraggio di osare». Presentiamo dunque la squadra:

  • Peter Dipoli, storico produttore altoatesino, personaggio illuminato, di ampie vedute e di profonde conoscenze anche enoiche, accompagnato dal nipote Felix Bampi;
  • Christof Tiefenbrunner, quinta generazione a capo dell’azienda omonima;
  • Hans Peter Widmann di Baron Widmann (i primi impianti di cabernet franc e cabernet sauvignon nel comune di Cortaccia, risalenti alla fine dell’Ottocento, si devono proprio ai suoi avi);
  • Andreas Kofler, presidente della cantina sociale Kurtatsch, fondata nel 1900.

La varietà bordolesi di Cortaccia

A Cortaccia le varietà bordolesi crescono nelle fasce più basse, fino a un limite di 350 metri sul livello del mare. Molti di questi vigneti sono in forte pendenza e sono generalmente rivolti verso est, sud e sud-est.

Circa un terzo dei 309 ettari vitati di Cortaccia presenterebbero le condizioni ideali per la coltivazione di varietà bordolesi. Nel 2022, tuttavia, i vigneti effettivamente piantati a merlot, cabernet franc e cabernet sauvignon erano solo 45 ettari.

Le viti di merlot rispondono bene su terreni di argille rosse che si trovano a nord del paese, mentre il cabernet sauvignon e il cabernet franc si esprimono meglio su suoli meno compatti e più ricchi di ghiaia, generalmente a sud di Cortaccia.

È ferma convinzione dell’agguerrito quartetto che il terreno adatto per la varietà consona, con la corretta esposizione sia essenziale. Non va trascurato, infatti, un altro aspetto che inquieta tutto il mondo vinicolo: il cambiamento climatico.

Le varietà bianche aromatiche a maturazione precoce, per le quali l’Alto Adige è diventato famoso, richiedono ora di essere coltivate in vigneti più in alto di un tempo. Potrebbero, infatti, rischiare di non arrivare al loro pieno potenziale per la perdita di acidità, elemento questo che li ha fatti amare al pubblico.

Fatto indiscutibile, di cui tutti e quattro i produttori portano testimonianza, è che negli ultimi 10/15 anni nelle loro vigne il cabernet sauvignon (per il merlot e il cabernet franc, più precoci, non sussiste il problema da molto più tempo) giunge a perfetta maturazione.

«A ulteriore conferma – racconta Christof Tiefenbrunner – posso aggiungere che nei nostri vigneti più caldi, quelli esposti a sud, il cabernet sauvignon non ha più alcun problema di giungere a maturazione anche in annate fredde e difficili, e non conserva alcun sentore vegetale».

«Va precisato – spiega Peter Dipoli – che è stato soltanto negli ultimi trent’anni, caratterizzati dalla fondamentale svolta qualitativa della produzione vitivinicola provinciale (introduzione del guyot, un’accurata e meditata selezione delle esposizioni migliori destinate ai nuovi impianti, l’impiego ragionato della barrique, introdotta in quegli anni), che è emerso il vero potenziale qualitativo di questi nobili vitigni».

Il successo dei vini di Cortaccia nella sfida

Insomma, il rilancio dei bordolesi cortaccensi ad opera del quartetto poggia su presupposti di tutto rispetto, che sono stati ampiamente confermati dall’esito dell’ultima degustazione. I vini di Cortaccia sono arrivati sempre in pole position (anche se c’è un ex aequo) in ogni flight, rispetto ad altri più blasonati (e costosi) vini.

Questo dovrebbe far riflettere tutti sulle reali potenzialità dell’areale di Cortaccia. Quest’anno è stata introdotta una novità: il quarto vino di ogni batteria era un vino di un’annata diversa, (l’annata scelta per le comparative era la 2018) di ognuno dei quattro produttori di Cortaccia, ma fuori concorso (non è stato dato nessun punteggio). L’idea è quella di far capire le potenzialità di evoluzione dei loro vini. E sicuramente sono riusciti a comunicarci il loro valore nel tempo.

Tutti i vini premiati (Foto © Ufficio stampa).

I premiati dalla giuria di giornalisti

E ora veniamo ai risultati della giuria di Cortaccia rossa, composta da giornalisti di settore, degustatori e Master of Wine provenienti da sette paesi diversi (Germania, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Canada, Italia).

La giuria di Cortaccia Rossa
La giuria di Cortaccia Rossa (Foto © Ufficio stampa).

Nel primo flight con 90,3 si classifica al primo posto Iugum 2018 di Peter Dipoli, seguito da Château Clinet 2018 Pomerol AOC con 88,6; chiude Camarcanda 2018 Bolgheri DOC di Ca’ Marcanda con 87,7.

La seconda batteria vede un ex aequo tra un produttore di Cortaccia, Baron Widmann con Auhof 2018 e Collezione Privata 2018 Toscana IGT di Isole e Olena (91,5), seguiti da Château Brane-Cantenac 2018 Margaux AOC Grand Cru Classé (90,2).

La serie successiva ha in vetta Freienfeld Riserva 2018 della Cantina Kurtatsch con 90,6; al secondo posto Opus One 2018 Napa Valley con 90,3 e in terza posizione San Leonardo 2018 Vigneti delle Dolomiti IGT con 87,1.

Il quarto ed ultimo flight se lo aggiudica Vigna Toren Riserva 2018 di Tiefenbrunner con 91,9, seguito da Château Pichon Longueville Baron 2018 Pauillac Grand Cru Classè AOC con 91,6 e da Sassicaia 2018 Bolgheri DOC Sassicaia di Tenuta San Guido con 89,8.

Il quartetto ha dimostrato, attraverso questa degustazione comparativa alla cieca, la vocazionalità di un territorio adatto alle varietà bordolesi, anche in virtù dei cambiamenti climatici. Forse una sorpresa per molti.

Maggiori informazioni: www.cortacciarossa.it

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Alessandra Piubello

Giornalista e scrittrice veronese, degustatrice professionista, è direttore responsabile di alcuni periodici. È curatrice della guida I Vini di Veronelli e autrice per la guida L’Espresso I 1000 Ristoranti d'Italia. Collabora con le più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. È membro di associazioni di settore e presenza costante nei più autorevoli concorsi enologici mondiali.

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