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The Menu, il film con Ralph Fiennes tra commedia e critica sociale

The Menu film, con Ralph Fiennes del 2022: trama, recensione

L’horror culinario, uscito nelle sale a novembre 2022 con la regia di Mark Mylod, racconta di uno chef “oscuro” e di una serata ricca di sorprese. Storie e personaggi arricciscono una trama che rappresenta una feroce critica alla società contemporanea

The Menu è un film uscito nelle sale a novembre 2022 diretto da Mark Mylod, già dietro alla macchina da presa della serie Succession, e prodotto da Adam Mckay che a dicembre 2021 è stato sulla bocca di tutti per aver curato la regia del film apocalittico satirico Don’t Look Up.

Chi conosce anche solo vagamente queste due pellicole di successo, sa cosa aspettarsi dai toni di The Menu film, ovvero un’architettura grottesca. Si tratta di un thriller colmo di critica sociale e di black humor che, purtroppo, in sala è passato un po’ in sordina anche se è possibile recuperarlo su Disney plus (con il filtro contenuti per adulti).

The Menu film: la trama

La trama si svolge quasi interamente in una sola location, un’isola sperduta senza copertura telefonica. Un luogo spettrale, che ospita il ristorante esclusivo del grande chef Julian Slowik (Ralph Fiennes). Lui vive lì, in una casa in cui apparentemente nessuno può entrare, mentre il suo staff alloggia in un unico dormitorio; nel resto della giornata l’intero team si dedica alla ricerca della perfezione culinaria.

Una sera Slowik organizza una cena alla quale invita alcune persone ricche e stravaganti che, in qualche modo, hanno incontrato (e intralciato) la sua carriera. Il costo del menù è di oltre mille dollari a testa, ma si capisce da subito che il vero prezzo è un altro.

Lo chef ha architettato un piano ben preciso per i suoi commensali, ma qualcosa va storto, anzi qualcuno… La signorina Margot (Anja Taylor-Joy), che non avrebbe dovuto essere presente, è venuta alla cena per accompagnare Tyler, un giovane appassionato di cucina fino all’idolatria. Il ragazzo continua a mangiare imperterrito e incurante di ciò che accade intorno a lui; solo alla fine, lo spettatore potrà giudicare se Tyler sia realmente stupido come sembra.

Margot ha subito dei dubbi (che lo spettatore condivide) sulla qualità di questa cena, anche quando sembra che vada ancora tutto bene. Infatti una delle portate è, letteralmente, sassi e terra dell’isola, mentre lo chef spiega che in questo modo “si onora il territorio locale“. Un’altra portata, invece, è un piatto di pane, senza pane, un piatto vuoto con delle emulsioni. «Il pane è per persone comuni – millanta Slowik – E voi non siete persone comuni».

Trama e  recensione The Menu film

Una cena “particolare” come metafora della società

Gli invitati, infatti, oltre a Tyler e Margot (che non è in realtà invitata) sono persone che lo chef conosce bene e di cui vuole “vendicarsi”: i due critici che lo hanno dapprima esaltato e poi demolito, un gruppo di “scagnozzi” alle dipendenze di un evasore fiscale che ha acquistato il ristorante, dei clienti abituali che non prestano attenzione a quello che mangiano, un attore fallito con la fidanzata bugiarda e, infine, sua madre, che non fa nient’altro che bere.

La cena raccontata, in qualche modo, è “ribaltata” rispetto alla vita reale: di solito i clienti dei ristoranti stellati sanno chi è lo chef, mentre in The Menu è lo chef a conoscere i propri clienti che a loro volta non conoscono lui (neanche i critici).

Nel film, la cucina, lo staff, i clienti, Margot, lo chef sono metafore della società, facilmente leggibili, quasi didascalici. Se si guarda The Menu aspettandosi una profonda critica sociologica, la delusione è dietro l’angolo, anche perché a un certo punto i temi sociali toccati sono talmente tanti da dare l’impressione di troppa carne al fuoco.

L’atteggiamento giusto è quello di seguire un film di intrattenimento (anche se la prevedibilità del finale, fa perdere un po’ di ritmo), dove il messaggio di lotta di classe è solo un gradito accompagnamento, un contorno. Soprattutto, il motivo principale per guardarlo è la chimica fra Slowik-Ralph Fiennes, indimenticabile interprete di Lord Voldemort (antagonista della saga di Harry Potter), e Margot-Anja Taylor Joy, conosciuta principalmente come La Regina degli Scacchi. Un personaggio cerca di conoscere l’altro, l’uno per rimettere ordine nel menu, l’altra per capire cosa non vada in quella serata anche se finisce per subire la fascinazione dello chef.

Secondo alcuni critici, sarebbe l’attrice “sbagliata”, perché dovrebbe interpretare “una di noi” e non lo sembra proprio, ma il punto è un altro: chi siamo davvero “noi”? Questo commento negativo presuppone che lo spettatore non sia rappresentato adeguatamente dagli invitati alla cena ma siamo davvero sicuri di essere tanto perfetti da non meritare di stare seduti al tavolo dello chef Slowik o di non essere alle sue dipendenze?

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Cecilia Alfier

Laureata in Scienze Storiche e diplomata alla Scuola Holden, mi sono avvicinata alla critica gastronomica perché ero alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui scrivere e che mi desse gioia. Sono sempre intenta a nuovi esperimenti letterari, intanto continuo lo studio umanistico. Sono nata in provincia di Padova, ma sono torinese di adozione.

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