Cibo

Fungo di Borgotaro: lo squisito porcino IGP celebrato ogni anno con una grande festa

Fungo di Borgotaro IGP: storia del celebre porcino

Sono già in corso i preparativi della 48esima edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro, che si svolgerà nei weekend del 16-17 settembre e 23-24 settembre 2023 a Borgo Val di Taro (PR). Intanto scopriamo di più su questo dono naturale che racconta un territorio e la sua storia

Il Fungo di Borgotaro IGP è uno di quei preziosi doni della natura che ha la capacità di raccontare il territorio di origine, le sue caratteristiche morfologiche e pedoclimatiche nonché le tradizioni gastronomiche.

Siamo nei boschi situati lungo la dorsale appenninica, ricadenti nei Comuni di Borgo Val di Taro, Albareto e Pontremoli, e qui la raccolta dei funghi ha origini che si perdono nella storia.

Il porcino in questione, che cresce spontaneamente nelle quattro varietà Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis e Boletus pinophilus, si distingue dalle altre specie per la bontà e l’inconfondibile complessità aromatica che arricchisce paste e risotti, contorni e pizza, solo per fare qualche esempio.

Il Fungo di Borgotaro ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta nel 1996 (Foto © Ufficio stampa).

Storia del Fungo di Borgotaro IGP

Alcuni reperti conservati al Museo Archeologico di Parma dimostrano che i funghi venivano consumati già nell’Età del Bronzo (dal 1650-1150 a.C.) da una civiltà che abitava nelle Terramane, villaggi della pianura emiliana e a sud delle province di Cremona, Mantova e Verona. Nell’antica Roma, poi, i porcini erano presenti e molto apprezzati nei banchetti imperiali dei “Cesari”.

Nei secoli successivi, il Porcino di Borgotaro viene collocato con certezza sulle tavole dei duchi Farnese e, nel 1606, il nobile borgotarese Flaminio Platoni inviò delle “trifole secche” a Ranuccio I, come citato nel trattato “Li quattro banchetti alla Corte di Parma”. Anche un testo del XVII secolo, “L’Istoria di Borgo Val di Taro” del canonico pontificio Alberto Clemente Cassio (1669-1760), cita il porcino di Borgotaro.

Tra la fine del Settecento e dell’Ottocento i “Boleti” della Val di Taro, freschi o essiccati, erano oggetto di commercio tanto con le città circostanti quanto all’estero, portati dai tanti montanari emigrati verso l’America o l’Inghilterra. Nello stesso secolo, l’economista e geografo parmigiano Lorenzo Molossi scriveva di funghi nel suo Vocabolario topografico.

Nel 1893, Tommaso Grilli Manipolo segnalava la raccolta e il commercio dei funghi ad Albareto di Borgotaro: «quando comparisce questo vegetale carnoso, quasi tutte le famiglie vi attendono per raccoglierne quanto più possono con tutta la cura; e tagliato in fette sottili lo fanno seccare al sole, oppure al calore della fiamma del fuoco nelle cucine, e dopo lo vendono per lo più ai mercanti di Tarsogno che lo trasportano a Genova».

Per un’attività di lavorazione più articolata si dovrà attendere la fine dell’Ottocento, quando a Borgo Val di Taro, prima il dr. Colombo Calzolari e poi Lazzaro Bruschi iniziarono a lavorare e commercializzare i porcini freschi, secchi e sott’olio.

Un regolamento del 1928 pubblicato a Borgo Val di Taro disciplinò il mercato locale dei funghi mentre, nel 1934, le raccolte di usi e consuetudini vigenti in provincia di Parma citarono queste zone come “tipiche per la raccolta del Fungo di Borgotaro“.

Altre date importanti sono il 1964, quando il Consorzio delle Comunalie Parmensi istituì una riserva per la raccolta sostenibile dei funghi, e il 1996 quando fu riconosciuta l’Indicazione Geografica Protetta.

Museo del Fungo porcino di Borgotaro

Il Museo delle Mura situato a Borgo Val di Taro in via Cesare Battisti n. 63 (Foto © Ufficio stampa).

Per approfondire la conoscenza del territorio nonchè del fungo locale, è possibile visitare il Museo delle Mura situato a Borgo Val di Taro (PR) in via Cesare Battisti n. 63.

Il percorso espositivo contiene una serie di testimonianze sull’area di produzione e sui boschi, sul porcino e le sue varietà ma anche sulle credenze popolari allo stesso legate. Inoltre si possono vedere gli strumenti utilizzati per la raccolta e conoscere le tecniche di conservazione e lavorazione.

Una specifica sezione del museo è dedicata alla cultura, alla storia e alle imprese dedite alla trasformazione del prodotto per finire con una panoramica sulla gastronomia. Per restare aggiornati sugli eventi del museo del fungo porcino di Borgotaro: www.museidelcibo.it.

Fiera del fungo di Borgotaro IGP 2023

Fiera del Fungo di Borgotaro IGP 2023
L’edizione 2023 della Fiera si terrà nei weekend del 16-17 e 23-24 settembre (Foto © Ufficio stampa).

Da quasi mezzo secolo, il fungo della Val di Taro è protagonista di una grande festa annuale nel centro storico di Borgo Val di Taro, nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano e al confine con Liguria e Toscana.

La 48-esima edizione della Fiera del fungo di Borgotaro IGP si svolge nei week-end del 16-17 settembre e 23-24 settembre 2023 e gli organizzatori stanno lavorando alacremente per la costruzione di un programma ricco di appuntamenti, dall’enogastronomia al divertimento.

Quest’anno l’area cucina sarà collocata in Piazza XI febbraio, per cooking show e degustazioni gratuite. Non mancherà il Mercato di Campagna Amica con i produttori agricoli di Coldiretti, uno spazio per degustare e acquistare prodotti a km zero, dai funghi al Parmigiano Reggiano di Vacca Bruna, dai prodotti da forno a base di farro bio alle confetture ai frutti di bosco e al miele e prodotti dell’alveare.

Per informazioni: www.sagradelfungodiborgotaro.it.

 

 

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Enzo Radunanza

Giornalista e addetto stampa, mi occupo di enogastronomia dal 2010. Nel 2019 sono stato nominato "Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna" per la mia costante attività divulgativa. Inoltre, sono copywriter e digital media marketer per varie realtà. Per tutti sono anche "Il Cronista d'assaggio".

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