Gazzetta del Vino Toscana

Sassoalloro Oro, il nuovo vino della famiglia Biondi Santi

Un’incredibile espressione di Sangiovese Grosso BBS11, la varietà che incarna al meglio l’eleganza e la qualità del territorio della Maremma dove nasce Castello di Montepò. Produzione limitata per il nuovo vino nato per festeggiare i trent’anni di Sassalloro, storica etichetta dell’azienda toscana

Sassoalloro Oro, il nuovo vino firmato Biondi Santi
Jacopo e Tancredi Biondi Santi (Foto © Enrico Cencini). 

Sassoalloro Oro è un vino che ha alle spalle una storia di successo come è quella del Sassoalloro (il 2021 conta i trenta anni dalla prima vendemmia), etichetta storica di Castello di Montepò e della famiglia Biondi Santi, ma che ne estremizza il concetto di assoluto e di emblematico, andando oltre il possibile.

Il Sassoalloro Oro è un vino ricercato, frutto specifico del vigneto dell’Aia di Clemente, uno dei più caratterizzanti della Tenuta di Castello di Montepò, in Maremma. Una porzione di vigneto con piante che hanno raggiunto una piena maturità vegeto-produttiva – con oltre 15 anni di vita – e che nel tempo ha conseguito risultati enologici davvero straordinari, tanto da meritare una lettura specifica e un progetto produttivo distinto, su cui la famiglia Biondi Santi ha chiamato al suo fianco l’enologo Donato Lanati.

Sassoalloro Oro di Castello di Montepò

È un Sangiovese in purezza, ottenuto dalle uve di BBS11 – il clone di Sangiovese Grosso selezionato dai Biondi Santi e di loro esclusiva proprietà – che racconta la storia di una famiglia che ha fatto la storia del vino in Toscana.

Sassoalloro Oro Biondi Santi
Sassoalloro Oro, il nuovo vino firmato Biondi Santi (Foto © Enrico Cencini).

Il Sassoalloro Oro si distingue per la sua sapidità inconfondibile, dovuta alle componenti minerali presenti nel galestro dei suoli, che ne fa un vino armonioso ed elegante: rosso rubino, è ricco di luce e al naso sprigiona raffinate sensazioni di ciliegia e violetta prima di lasciare spazio a note di sottobosco.

Gli aromi speziati si esprimono con eleganza, precisione e dovizia di particolari, raccontandoci la trama dei legni in cui matura e si evolve. Al palato i tannini sono setosi, fitti, freschi e ben equilibrati, un vino che lascia pensare ad una longevità di oltre trent’anni.

Castello di Montepò
Strada Montepò – Scansano (GR)
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Salvo Ognibene

Nato in Toscana ma cresciuto a Menfi, amo la pasta, la bici e la Sicilia. Laureato in Giurisprudenza con un Master in Marketing digitale, ho iniziato a scrivere quasi per caso. Poi ho pubblicato anche qualche libro. Sono sommelier e mi occupo di comunicazione digitale nel mondo enogastronomico e dell'ospitalità. Nel frattempo, continuo a scrivere di vino, di cibo e della bellezza che mi circonda.

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