Turismo

Cresce il turismo enogastronomico in Italia ma le regioni sono ancora impreparate

Turismo enogastronomico italiano: potenzialità e limiti

Il “Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2023” traccia il profilo di un viaggiatore più esigente e curioso che chiede varietà e qualità delle esperienze e dei servizi. Desidera strumenti digitali più efficaci e intuitivi e predilige tanto occasioni all’aria aperta che visite ai luoghi di produzione per scoprirne storie e valori. Il tutto è penalizzato dall’assenza di un quadro normativo favorevole allo sviluppo di un comparto ricco di potenzialità

Che i viaggiatori amino arricchire un viaggio con esperienze enogastronomiche è una tendenza in crescita almeno dal 2016. Nel 2023 la percentuale di “gastro-turisti” italiani è salita al 58% e, in termini assoluti, si stima che ben 9,6 milioni di persone siano interessate a proposte a tema cibo, vino e birra.

Ottime le aspettative anche per il turismo di questa estate dal momento che, secondo i recenti dati pubblicati dalla European Travel Commission, l’82% degli italiani è in procinto di compiere almeno una vacanza tra aprile e settembre 2023, anche all’estero. L’Italia, inoltre, si posiziona tra le tre principali destinazioni preferite dai turisti europei. Il 30% dei turisti italiani, quest’anno destinerà un budget superiore al 2022 all’acquisto delle proposte enogastronomiche.

Rapporto Turismo enogastronomico italiano 2023

Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano 2023: potenzialità e limiti

A fornire questi dati è la sesta edizione del “Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano“, curato da Roberta Garibaldi, che traccia le tendenze in corso ma evidenzia anche varie carenze che emergono nel Sistema Italia. Ciò che appare chiara è la necessità che si imposti un quadro normativo favorevole allo sviluppo del comparto in questione.

Come in tutti i settori, infatti, anche nel turismo l’Italia fatica a trasformarsi in un Paese moderno e all’avanguardia e le nostre bellezze e tradizioni non sono più sufficienti a competere con un mondo che va molto più veloce.

Le criticità del sistema turistico italiano

A fronte di buone potenzialità emergono alcuni aspetti da migliorare, da una comunicazione poco incisiva e non strutturata per target all’inadeguata organizzazione che non esaudisce le richieste informative del pubblico. Da non trascurare, ma da risolvere, il problema della reperibilità del personale che, peraltro, va formato adeguatamente per creare professionisti qualificati.

L’immobilismo si evince anche dallo scarso impulso al recepimento delle normative sull’enoturismo e l’oleoturismo che sono in divenire, e non tutte le Regioni hanno emanato i decreti attuativi.

Nel nuovo disegno di legge sull’enoturismo è previsto lo sviluppo di un portale nazionale dedicato, resta da vedere quando sarà creato e quanto sarà funzionale. A parere di chi scrive gli ultimi interventi promozionali (vedasi la campagna “Open to Meraviglia”) non hanno brillato per efficacia e qualità, riscuotendo una risonanza nazionale e internazionale incentrata soprattutto sui gravi difetti, a fronte di un investimento esorbitante. 

Sicilia al vertice del Turismo enogastronomico italiano
La Sicilia è al primo posto delle regioni che più incuriosiscono i turisti enogastronomici.

La Sicilia al vertice del turismo enogastronomico

Sul podio delle regioni italiane che maggiormente coinvolgono dal punto di vista del cibo e del vino ci sono la Sicilia al primo posto (indicata dal 46% del campione), quindi l’Emilia-Romagna con il 44% e la Campania (40%). In ordine diverso, Emilia-Romagna, Campania e Sicilia, sono anche le mete con i prodotti tipici e le specialità più conosciute mentre Napoli, Bologna e Roma sono tra le città più ricercate dai buongustai. Nello stesso tempo ci sono alcune regioni che andrebbero valorizzate. Le Marche e il Veneto, ad esempio, sono ricche di prodotti tipici ancora poco conosciuti .

Le 4 tendenze del turismo enogastronomico

Dall’esigenza di esperienze diversificate alla facilità di prenotazione online, dalla vacanza sostenibile alla ricerca del benessere: il turismo in generale, e quello enogastronomico in particolare, si orientano verso determinate richieste che il Rapporto ha riassunto in quattro macroaree.

Varietà, esperienze a 360 gradi

Tutto si evolve e non fanno eccezione le richieste dei viaggiatori che hanno bisogno di offerte diversificate e non standardizzate oltre a voler scoprire nuove mete (63%) e sperimentare attività sempre diverse a contatto con la natura.

Negli ultimi anni si riscontra il grande successo delle degustazioni in vigna e negli uliveti o gli eventi che abbinano gusto, arte e musica. Cresce la richiesta di trovare aree rurali da cui lavorare a distanza (lo chiamano workation) così come il foraging e i corsi di sopravvivenza. Sempre sull’ottica della varietà, sono molto apprezzate le attività ludiche come escape room e caccia al tesoro, insieme alle esperienze nei luoghi di produzione: non solo cantine, ma anche caseifici, salumifici e fabbriche di cioccolato.

Si conferma il grande successo delle degustazioni in vigna e negli uliveti. 

Frictionless, la richiesta di una tecnologia meno macchinosa

È un fatto che la tecnologia e il digitale siano entrati prepotentemente nelle nostre azioni quotidiane ma in Italia c’è ancora uno scollamento tra l’interesse a prenotare esperienze e la facilità di farlo online. Si auspica un sistema “Frictionless” (senza attrito) in cui si attui una migliore accessibilità per consentire al viaggiatore di acquisire più informazioni possibili, confrontare le alternative e prenotare agevolmente. Ben il 63% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di voler prenotare le visite alle aziende di produzione online ma solo il 23% le ha acquistate effettivamente dal sito e il 20% tramite intermediari online.

Nella scelta del viaggio, si conferma la validità del “passaparola” dal momento che il 54% dei viaggiatori riferisce di orientarsi in base ai suggerimenti di parenti ed amici mentre i social media sono importanti soprattutto per i più giovani (Facebook per i Millennials e Instagram per la Generazione Z). Cinema e serie TV rappresentano un volano per determinati territori in cui sono state girate storie che hanno appassionato il pubblico.

Attenzione alla sostenibilità e alla socializzazione

Anche nel turismo si rileva una maggiore coscienza per l’ambiente e, almeno nelle interviste, gli italiani si dimostrano attenti alla sostenibilità e dicono di adottare comportamenti consoni in viaggio: evitano di sprecare cibo al ristorante (indicato dal 65%) e scelgono di viaggiare anche fuori stagione, per risparmiare ed evitare congestioni dle traffico. Inoltre mostrano un forte desiderio di stare a contatto con la comunità locale e di contribuire al benessere sociale attraverso il viaggio.

Longevity

La cura del proprio benessere e l’adozione di stili di vita sani sono tra le esigenze dei viaggiatori emerse dal Rapporto sul Turismo Italiano. Il 71% dei turisti italiani vorrebbe trovare menù con ricette che fanno bene alla salute. Ecco che la Dieta Mediterranea, quindi, diventa un asset da valorizzare e attraverso cui connotare l’offerta turistica. L’ambito rurale costituisce il luogo ideale dove staccare dalla routine giornaliera e dalla tecnologia.

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Enzo Radunanza

Giornalista e addetto stampa, mi occupo di enogastronomia dal 2010. Nel 2019 sono stato nominato "Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna" per la mia costante attività divulgativa. Inoltre, sono copywriter e digital media marketer per varie realtà. Per tutti sono anche "Il Cronista d'assaggio".

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