Toscana Vino

Vini dall’eleganza dandy indossano il territorio

Vini Castello di Albola: 4 etichette da provare
La tenuta di Castello di Albola (Foto © Facebook Castello di Albola).

Quattro testimonial del savoir faire in vigna e in cantina di Castello di Albola

Quelli che raccontiamo in questo viaggio sono alcuni dei figli in bottiglia provenienti dai circa 100 ettari coltivati a vite all’interno dell’anfiteatro del Chianti Classico di Radda. Sono quattro testimonianze di una passione antica, in questo storico e blasonato territorio per il vino, che si fanno sorsi contemporanei, identitari e per certi versi dall’aspetto dandy, nel senso più elegante del termine.

Al contempo, però, le 4 etichette di Castello di Albola sono identità in calice capaci di adattarsi alle esigenze dei palati, delle cucine, delle mode con compiaciuta raffinatezza senza perdere quell’eco territoriale, di savoir faire e soprattutto di rappresentazione enoica del Sangiovese, in purezza. E per lo più biologico.

Vini Castello di Albola: personalità ed eleganza

I vini del Gallo Nero firmati da Castello di Albola al sorso appaiono in linea con le aspettative. Sono vini in cui è chiarissima la componente territoriale, fatta di frutto scuro, mineralità, sapidità e elegante terziario. Texture che esplodono in bocca sorretti da stile asciutto e beveribilità. Sono vini dalla forte personalità ematica e di piante aromatiche mediterranee. I tannini sono equilibrati da una sapidità e una freschezza molto sbarazzine. Sono eleganza slanciata al sorso. Sono impressioni materiche e nette, con una nota balsamica viva e a suo modo rinfrescante. Indubbia la potenzialità gastronomica e la capacità di invecchiare con stile ed espressività vitale. Sono dandy, dal buon gusto insomma…

Chianti Classivo: Vini Castello di Albola
Foto © Facebook Castello di Albola.

Chianti Classico Castello di Albola 2021

Partiamo dal vino di annata, il Chianti Classico Castello di Albola 2021. Sicuramente un sorso giovane e “acerbo”. Vino che si caratterizza per la sua nota fumée, macchia mediterranea con tanto frutto e nota di arancia amara. Al sorso entra balsamico con bella e vibrante pepatura. È sapido con un tannino ancora presente ma equilibrato. In definitiva un sorso lungo e fresco che si può bere subito, in accompagnamento a piatti della tradizione come primi con ragù, ma si fa anche aspettare.

Chianti Classico Riserva 2019

Il secondo testimonial è il Chianti Classico Riserva 2019. Dopo una fermentazione di tre settimane, completata dalla malolattica, il vino va a riposarsi in legno per oltre un anno. Il 40% in barrique di rovere di Allier e il 60% in botti di Slavonia. La maturazione segue un affinamento di 18 mesi in bottiglia.

È un Sangiovese in purezza che si caratterizza per note ancora mediterranee, anche se in avanzata essicazione, frutto rosso intenso (ciliegia marasca e mora) terziari spinti (tabacco e pepe). Al sorso entra vibrante ma si allarga subito in modo elegante e con tannini educatissimi. Spicca la lunghezza e la complessità che si chiude su sentori di frutto rosso maturo e pepature belle cariche. Ottimo con formaggi stagionati e carni rosse

“Il Solatìo”, Chianti Classico Riserva 2019

Il Solatio
“Il Solatìo”, Chianti Classico Riserva 2019 (Foto © Facebook Castello di Albola). 

Il Chianti Classico Riserva 2019Il Solatìo”, un cru aziendale, arriva a seguito di una stagione moderatamente calda con ridotte precipitazioni, alternata a una pre vendemmia regolare, senza picchi di calore o abbondanti precipitazioni e con ottime escursioni termiche che hanno regalato perfetta maturazione, profumo e acidità.

È un sorso di frutta rossa croccante, in cui le note mediterranee si accompagnano a una ancora tenue presenza ematica e minerale. Tannini equilibrati si lasciano assecondare da una freschezza ancora viva e una pepatura presente. Perfetto e imprescindibile compagno di tagli di carne rossa importanti (Bistecca fiorentina).

Vin Santo 2009 di Castello di Albola

Vin Santo di Castello di Albola
Vin Santo 2009 (Foto © Facebook Castello di Albola). 

Infine c’è lui, uno dei testimoni più longevi di questa cultura vitivinicola del cuore della Toscana: il Vin Santo (annata 2009). Nasce dall’incontro tra il Trebbiano Toscano e la Malvasia del Chianti. Stiamo parlando di un vino che si aggira sui 16° Vol., la cui vinificazione del mosto di uve passite avviene in caratelli, botticelle toscane tra 100 e 200 litri, grazie alla “madre”, cioè colonie di lieviti che provengono da precedenti vinificazioni.

D’oro intenso con sfumature tendenti all’arancio ha un naso esplosivo su frutto giallo maturo. Il suo sorso, caldo e avvolgente si sviluppa su ricordi di frutto maturo a polpa gialla, tocco di tropicalità ma soprattutto albicocca disidratata. È sapido e fresco e si accompagna perfettamente con la pasticceria secca, formaggi erborinati o in momenti di intima riflessione.

Castello di Albola
Strada Provinciale 72, Radda in Chianti (SI)
www.albola.it

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Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Ambasciatore dei vini dell’Emilia Romagna, giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto.

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