Eventi Veneto

Il Chiaretto cambia nome e cresce a doppia cifra

Durante la XIII edizione di Corvina Manifesto, la rassegna dedicata al vino rosa del Lago di Garda, è stata presentata la nuova dizione “Chiaretto di Bardolino” entrata in vigore con la vendemmia 2021 in sostituzione della precedente “Bardolino Chiaretto”. Sono già 1,4 milioni le bottiglie vendute nel primo bimestre del 2022

Chiaretto di Bardolino: la nuova dizione porta fortuna
Corvina Manifesto si è svolta il 1 maggio a Bardolino (Foto © Silvia Fissore).

Nuova annata e nuovo nome per il Chiaretto, il vino rosa della sponda veronese del Lago di Garda. I vini della vendemmia 2021, infatti, sono i primi per i quali è obbligatoria in etichetta la nuova dizione “Chiaretto di Bardolino” al posto di “Bardolino Chiaretto”.

Chiaretto di Bardolino: il nuovo disciplinare

Il nuovo disciplinare di produzione, approvato ed entrato in vigore lo scorso anno, ha anche previsto l’innalzamento al 95% della percentuale utilizzabile del vitigno autoctono dell’uva Corvina veronese.

«La scelta di cambiare il nome nasce dalla volontà di rimarcare la forte identità territoriale del nostro vino»

ha spiegato Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto di Bardolino, durante la XIII edizione di Corvina Manifesto. Alla celebre rassegna dedicata alla scoperta del rosato del Garda, che si è tenuta alla Rocca di Bardolino (Verona) lo scorso Primo Maggio, sono intervenuti più di 30 produttori che – dopo due anni di stop forzato – hanno incontrato il pubblico per presentare circa un centinaio di etichette.

Chiaretto di Bardolino: la nuova dizione porta fortuna
Corvina Manifesto, l’Anteprima del Chiaretto di Bardolino (Foto © Silvia Fissore).

Tra loro anche Odile Couvert, vignaiola indipendente che ha messo a disposizione le bottiglie del suo rosè Domaine de l’Odylée, intervenuta assieme ad alcuni rappresentati della nuova associazione Rosès de Terroirs, nata in Francia nel 2021 per promuovere la conoscenza del vino rosa in Europa.

«Se il termine Chiaretto indica la tipologia, l’indicazione “di Bardolino” intende delimitare in modo ancor più preciso i confini dei vigneti. Le uve autoctone della zona, ossia la Corvina, la Rondinella e la Molinara, hanno infatti precise caratteristiche: sono tutte molto povere di antociani per cui hanno una naturale vocazione alla produzione di vini di colore chiaro».

I numeri del Chiaretto di Bardolino a 50 anni dalla DOC

A più di 50 anni dalla DOC (1968) oggi il Chiaretto di Bardolino riunisce 100 produttori, 800 viticoltori e comprende circa 1000 ettari di vigneti sui 2600 complessivi della DOC Bardolino. Con una produzione di circa 10 milioni di bottiglie all’anno si conferma leader nel settore del vino rosa fermo italiano anche se una piccola parte è vinificata anche in versione spumante.

I suoi mercati principali sono l’Italia e la Germania (e forse vale la pena ricordare che la sponda veneta del Lago di Garda è una delle mete più apprezzate dai turisti tedeschi), ma il Chiaretto è apprezzato anche in Francia, Regno Unito, Scandinavia, USA e Giappone.

Alcune etichette di Chiaretto di Bardolino (Foto © Silvia Fissore).

Corvina Manifesto 2022: un’edizione di respiro internazionale

Nell’edizione 2022 di Corvina Manifesto, il Consorzio di Tutela del Chiaretto di Bardolino ha voluto imprimere un respiro internazionale alla rassegna. Per la prima volta, infatti, nell’anteprima dedicata ai giornalisti, hanno avuto ruolo da comprimari anche i grandi rosé francesi con una masterclass di approfondimento e confronto.

A condurla è stata chiamata l’associazione Rosés de Terroirs, della quale è entrato a far parte – unico tra le realtà transalpine – anche il Chiaretto, con due produttori locali.

I criteri di ammissione fissati dal comitato di degustazione sono essenzialmente due:

  1. il forte legame con il territorio e
  2. l’uso di tecniche di vinificazione non invasive.

I vini prodotti devono anche essere in grado di esprimersi nel tempo poiché la finalità dell’Associazione è di promuovere il concetto di vino rosé capace di sostenere abbinamenti importanti al pari di un rosso.

Alcuni banchi d’assaggio durante l’evento (Foto © Silvia Fissore).

Masterclass dedicata alla AOC Tavel

Accanto al seminario sui vini rosa d’oltralpe, si è tenuta anche una masterclass dedicata alla AOC Tavel, la denominazione della Valle del Rodano (Francia) che nel 1936, prima al mondo, ha previsto esclusivamente vini rosé nel proprio disciplinare.

In quest’area a Nord Ovest di Avignone, la tradizione del vino rosato affonda le radici ai tempi della colonizzazione dei Greci prima e della dominazione romana poi. Qui nascono vini complessi, dal colore rosa scuro, dagli aromi di frutti rossi che si evolvono su note di frutta a nocciolo e mandorle. Vini inconfondibili che sono in grado di superare perfettamente l’abbinamento con cacciagione e formaggi stagionati.

La masterclass dedicata alla AOC Tavel (Foto © Silvia Fissore).

Sei le etichette proposte:

  1. Tavel 2021 Chateau de Trinquevedel,
  2. Tavel 2021 Chateau d’Aquéria,
  3. Tavel Trésor des sables 2021 Les Vignerons de Tavel & Lirac,
  4. Tavel 2021 Domaine des Carabiniers,
  5. Tavel Chateau de Maissy e
  6. Tavel Chateau la Genestière.

Questa sorta di “gemellaggio” enologico rappresenta per i produttori di Chiaretto di Bardolino un’occasione utile di confronto e condivisione di esperienze con i colleghi francesi.

«Inutile dire che il Chiaretto è una tipologia di vino molto differente rispetto ai vini rosa francesi, un altro mondo. – ha ricordato Cristoforetti – Tuttavia le problematiche e le sfide sono le stesse: da quella legata al cambiamento climatico a quella per migliorare la comunicazione e la percezione di un vino che, come dicono in Francia, è la terza faccia della medaglia e merita di essere valorizzato e considerato alla pari dei grandi rossi».

I risultati della vendemmia 2021

L’anteprima è stata un’occasione anche per tracciare un primo bilancio, molto positivo, sui numeri della vendemmia ‘21. Il nuovo nome sembra aver portato bene, visto che nel primo bimestre del 2022 sono già state collocate 1,4 milioni di bottiglie, con un incremento a doppia cifra rispetto all’anno precedente (+26%).

Un risultato che è sicuramente frutto della Rosé Revolution attuata dai produttori a partire dal 2014 e orientata a valorizzare l’uva Corvina Veronese grazie a una vinificazione con pressatura soffice che esalta i profumi agrumati e il colore delicato. E il mercato sembra essersi accorto di questi sforzi: dei 9,5 milioni di bottiglie vendute nel 2021 il 60% è stato destinato all’export!

Info: www.consorziobardolino.it

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Silvia Fissore

Milanese sotto la Mole, giornalista e pr. Nel 2007 sono entrata nel food come addetta stampa, col lancio di FoodLab, scuola di cucina torinese tra le prime a estendere l'impostazione professionale ai corsi amatoriali. Seguo l’ufficio stampa del Festival del Giornalismo Alimentare. Di Milano conservo la mente aperta e lo snobismo, a Torino devo la capacità di riflettere e ripartire da zero.

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