Toscana Secondi

Zuppa toscana: la buona minestra di pane, fagioli e cavolo nero

Da piatto povero dei contadini a ricetta presente sui menù di tutti i ristoranti, anche quelli più prestigiosi. Ecco come si prepara la celebre minestra di pane di cui in ogni zona propone una variante.

Ricetta antica della Zuppa toscana di pane
Zuppa toscana di pane, fagioli e cavolo nero (Foto © Samantha Macchia).

Minestra di pane, ribollita, zuppa toscana di fagioli e cavolo nero. Sono molti i nomi che vengono dati a questa ricetta tipica della Toscana che presenta diverse varianti in base alle  zone in cui viene preparata

Nel territorio pisano, ad esempio, viene chiamata semplicemente “zuppa” e questa che proponiamo è una ricetta tradizionale di famiglia, annottaa su fogli ingialliti dal tempo.

Zuppa toscana di pane, fagioli e cavolo nero: la ricetta antica

La zuppa toscana nasce come piatto povero contadino che, anticamente, si preparava per recuperare il pane raffermo nonchè i vari frutti dell’orto. Tra questi, ci sono il cavolo nero – che tradizionalmente doveva avere le foglie “ammorbidite” da una gelata invernale  – e i fagioli borlotti.

Zuppa toscana di pane della zona pisana
Vecchi fogli manoscritti con la ricetta della zuppa toscana di pane (Foto © Samantha Macchia).
 
Dosi:
6-8 persone
Difficoltà:
Media
Costo:
Basso
Tempo:

2 ore

Tempo Cottura:

60-70 minuti

 
 
Forno:
Piatto
Vegetariano
Piatto
vegano
Dosi:
6-8 persone
Difficoltà:
Media
Costo:
Basso
Tempo:

2 ore

Tempo Cottura:

60-70 minuti

Forno:
Piatto
Vegetariano
Piatto
vegano
Cosa serve per la Zuppa toscana di pane, fagioli e cavolo nero
Gli ingredienti per la ricetta (Foto © Samantha Macchia).
  • ½ Cavolo verza
  • 1 mazzetto di cavolo nero
  • 3 carote
  • 3 zucchine
  • 3 patate
  • 250 grammi di piselli
  • 1 pezzo di zucca (facoltativo)
  • 500-600 grammi di fagioli borlotti secchi da mettere a mollo in acqua la sera prima
  • 600/700 grammi di pane integrale o rustico toscano
  • mezzo barattolo di polpa di pomodoro e conserva di pomodoro q.b.
  • brodo vegetale
  • odori per soffritto.

  1. Lavare le verdure e cavoli; tagliare le prime a cubetti e i secondi a striscioline
  2. Estrarre i fagioli dall’acqua in cui sono stati tutta la notte e sciacquarli sotto acqua corrente, quindi metterli a lessare con salvia, aglio e sale
  3. Preparare un battuto con sedano, carota, cipolla, due spicchi di aglio, prezzemolo, basilico e farlo rosolare con 2/3 cucchiai di olio in una pentola grande. Appena imbiondito, versare la polpa di pomodoro e circa ½ tubo di conserva. Aggiungere poco sale, una puntina di zucchero per togliere acidità al pomodoro, pepe o peperoncino
  4. Far cuocere un po’ il pomodoro, quindi aggiungere gradualmente le verdure cominciando dai cavoli e proseguendo con patate e carote, zucchine, piselli e zucca. Ogni volta che si incorporare una verdura, versare anche del brodo vegetale e far cuocere prima di aggiungere quella successiva
  5. Passare al setaccio o al passaverdure una metà dei fagioli borlotti bolliti e unirli, con la loro acqua di cottura, alle verdure. Lasciare interi gli altri fagioli. Versare il brodo fino a coprire le verdure, aggiustare di sale e far cuocere per circa un’ora o fino ad ottenere la consistenza giusta. Quando le verdure sono cotte, amalgamarle ai fagioli interi
  6. In una zuppiera capiente, fare degli strati di pane tagliato a fette oppure a tocchetti, ricoprire con verdure e brodo. Tra uno strato e l’altro, aspettare qualche minuto in modo che il pane si “inzuppi” bene
  7. Abbondare con il brodo e le verdure nell’ultimo strato di pane e la zuppa sarà pronta.

  • In Toscana si usa mangiare la zuppa coperta da fette di cipolla cruda
  • Di questa ricetta si può realizzare anche una versione gluten free, utilizzando apposito pane per celiaci
  • Come abbinamento andrà bene un vino rosso toscano.
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Samantha Macchia

Samantha Macchia

Le mie “ricette nel cassetto” sono impresse su vecchi fogli ingialliti dal tempo; sono le mie ricette del cuore ereditate dalla nonna e dalla zia, due persone per me importantissime che non ci sono più. Sono state raccolte nel corso della loro vita e trascritte minuziosamente su quei fogli che finora ho custodito gelosamente. Ora desiderlo condividerle con voi.

© Riproduzione vietata
Scritto il: mercoledì, 24 Aprile 2019

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